Diritto

Stop ad ipoteca e sequestro conservativo se manca il rischio di perdere le garanzie

Stop ad ipoteca e sequestro conservativo se manca il rischio di perdere le garanzie
La mancanza del rischio di perdere le garanzie blocca la concessione di ipoteca e sequestro conservativo richiesta dal fisco sui beni del debitore

La mancanza del rischio di perdere le garanzie blocca la concessione di ipoteca e sequestro conservativo richiesta dal fisco sui beni del debitore. L’oggettiva impossibilità di occultare o alienare il patrimonio non consente, infatti, il via libera all’istanza presentata dall’ufficio. È quanto emerge dalla sentenza n. 39/7/2013 della Ctp Brescia (presidente e relatore Quaranta).

La vicenda trae origine dal ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate alla Commissione tributaria per ottenere il sequestro conservativo dei beni mobili e immobili di una società. La contribuente era stata sottoposta a una verifica che aveva portato alla contestazione di maggiori Ires, Irap e Iva. Ne è scaturito un avviso di accertamento, in base al quale l’Agenzia ha rilevato l’entità della pretesa e ha avanzato la richiesta di adozione di misure cautelari prevista dall’articolo 22 del D.lgs n. 472/1997. Si tratta, a tutti gli effetti, di un ricorso presentato dall’ufficio quando ha il fondato timore di perdere la garanzia del credito erariale. Con il sequestro conservativo, infatti, l’amministrazione finanziaria si tutela in caso di futura esecuzione forzata, evitando la dispersione dei beni del debitore in attesa che la pretesa diventi definiva.

L’istanza rivolta al presidente della Ctp è finalizzata a ottenere «l’iscrizione di ipoteca sui beni del trasgressore e dei soggetti obbligati in solido – come recita la disposizione in questione – e l’autorizzazione a procedere, a mezzo di ufficiale giudiziario, al sequestro conservativo dei loro beni, compresa l’azienda», esistenti nel patrimonio del contribuente nei confronti del quale sussiste un procedimento pendente. Nel caso in esame, il collegio ha analizzato gli atti in causa e ha riscontrato che gli immobili della società erano già gravati da ipoteche, sia giudiziali sia legali. Pertanto, l’esistenza di trascrizioni e iscrizioni escludeva un’oggettiva possibilità di dispersione dei beni in questione e, quindi, il «rischio di perdita della garanzia» a favore dell’amministrazione.
Inoltre la Ctp ha evidenziato che è mancata la prova dell’intenzione della società a voler sottrarre il patrimonio, attraverso eventuali atti traslativi. Non è stato dimostrato, infatti, che fossero stati posti in essere comportamenti finalizzati proprio a ridurre il patrimonio, tanto più che questo era già gravato da altri vincoli.

Per tali motivi, il giudice ha ritenuto di respingere la richiesta avanzata dall’ufficio, rimarcando, così, i requisiti necessari perché questa particolare procedura possa essere adottata. Devono sussistere, infatti, il fumus boni iuri, ossia l’esistenza di un credito dell’amministrazione, e il periculum in mora, ossia il danno grave e irreparabile in cui incorrerebbe l’ufficio se la misura cautelare non venga adottata e quindi, in altre parole, l’impossibilità di riscuotere il credito tributario.
Tuttavia mentre il collegio bresciano ha ravvisato la necessità di prova dell’intenzione di voler disperdere il patrimonio, per la sentenza n. 12/1/13 della Ctp di Sondrio è stata sufficiente la negligenza del contribuente all’adempimento degli obblighi tributari. Quest’ultima pronuncia riguardava un evasore totale sottoposto a verifica dalla Guardia di Finanza a seguito della quale sono stati notificati degli avvisi di accertamento. Il contribuente non aveva prodotto né giustificazioni né rilievi per contrastare la pretesa e, contro il ricorso proposto dall’Agenzia per ottenere il sequestro sui suoi beni, non aveva svolto alcuna attività difensiva. Pertanto il fumus è stato riscontrato nella mera attendibilità che le presunzioni mosse nei suoi riguardi fossero verosimili. Il periculum, invece, è stato rilevato proprio nel «comportamento negativo» adottato dal contribuente, sia per non aver mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi e sia per non essersi costituito in giudizio.

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