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Stop a Equitalia su espropri prima casa, la dilazione decade solo alla quinta rata non pagata

Stop a Equitalia su espropri prima casa, la dilazione decade solo alla quinta rata non pagata
Stop alle espropriazioni della prima casa da parte di Equitalia, a meno che non si tratti di beni di lusso

Stop alle espropriazioni della prima casa da parte di Equitalia, a meno che non si tratti di beni di lusso. Per tutti gli altri immobili, poi, l’agente della riscossione può procedere al recupero coattivo solo se il debito supera i 50mila euro (oggi la soglia è 20mila euro). Capannoni, macchinari pignorati solo fino a un quinto e dati in custodia allo stesso imprenditore debitore. Revoca della rateizzazione dei debiti se si saltano cinque rate e non più due come dispone oggi la norma. La pignorabilità del quinto dello stipendio o del rateo di pensione non potrà mai più riguardare l’ultimo emolumento accreditato sul conto corrente del debitore. Per la riscossione delle multe, inoltre, fino al 31 dicembre scenderà in campo un Consorzio ad hoc comuni-Equitalia. Sono queste le principali novità che il Governo è pronto a varare con il decreto legge sulla crescita e le semplificazione. Un pacchetto di misure con cui si rivedono i poteri di Equitalia e degli agenti della riscossione, in linea con la risoluzione approvata all’unanimità dalla Commissione finanze della Camera il 21 maggio scorso.

Stop alle espropriazioni della prima casa, ma non su quelle di lusso. Equitalia non potrà più procedere all’espropriazione immobiliare se il contribuente in debito con l’Erario è proprietario di un solo immobile che utilizza come abitazione principale e vi risiede anagraficamente. È quanto prevede una delle modifiche apportate alla riscossione a mezzo ruolo inserita nella bozza del decreto “del fare” che il Governo intende varare. Il più volte annunciato stop all’espropriazione della prima casa dei contribuenti in debito con lo Stato, prevede comunque una deroga: Equitalia potrà procedere comunque al recupero del debito rivalendosi sull’immobile se il bene rientra tra le case di lusso ovvero tra le categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile ), A8 (ville) e A9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici). Inoltre con un’altra modifica vengono tutelate comunque le ragioni creditorie degli enti impositori per i quali l’agente della riscossione procede, nel caso in cui altri creditori avviino l’espropriazione o impongano altri vincoli reali sul bene. Allo stesso tempo si prevede una sorta di prelazione sul ricavato della vendita conseguente all’esproprio promosso da altri e, nel caso di fallimento del debitore, di consentire a Equitalia di soddisfare le sue pretese.

Espropriazioni immobiliari solo sopra i 50mila euro di debito. Un’ulteriore tutela per i contribuenti in debito con l’Erario arriva dal nuovo limite oltre il quale l’agente delle riscossione può far scattare la procedura esecutiva sugli immobili di proprietà del debitore non adibiti a prima casa. L’importo complessivo del debito oltre il quale l’agente è autorizzato a procedere viene elevato da 20mila a 50mila euro. Inoltre si potrà procedere se saranno decorsi almeno sei mesi dal’iscrizione dell’ipoteca.

Beni strumentali delle imprese. Capannoni, botteghe, macchinari e tutti i cosiddetti beni strumentali individuati dall’articolo 5515, comma 3, del Codice di procedura civile che l’imprenditore utilizza per svolgere la sua attività, saranno pignorabili solo per un quinto. E questo anche se il debitore è costituito in forma societaria e in ogni caso se nelle attività del debitore risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro. Non solo. Per dare la possibilità all’imprenditore in difficoltà di saldare i propri conti con lo Stato senza perdere i propri beni necessari alla sopravvivenza dell’azienda vengono allungati oltre i termini ordinari di efficacia del pignoramento e per il primo incanto dovrà essere fissato dall’agente della riscossione soltanto dopo 300 giorni da pignoramento stesso.

Si decade dalle rate dopo cinque mancati pagamenti. Per decadere dal beneficio della dilazione di pagamento del debito iscritto a ruolo bisognerà saltare non più due rate consecutive ma un massimo di cinque da considerare nel corso della rateizzazione stessa. Il che vuol dire che, oltre ad aumentare il numero di mancati pagamenti, la nuova norma inserita nella bozza “decreto del fare“, proprio per venire incontro ai contribuenti e ai cittadini che nel periodo di pagamento dilazionato del debito si vengono a trovare in ulteriore difficoltà, prevede che i cinque mancati pagamenti non devono essere obbligatoriamente consecutivi. Inoltre, si allungano i tempi concessi al debitore per vendere in proprio il bene immobiliare o mobiliare sottoposto a procedura coattiva. L’efficacia del pignoramento passa da 120 a 200 giorni. Inoltre la vendita del bene sarà al valore determinato dalla legge per il primo incanto.

Limiti al pignoramento del quinto dello stipendio e della pensione. Per evitare che il pignoramento presso terzi da una parte e l’obbligo dell’accredito diretto su conto corrente di stipendi e pensioni sopra i 1.000 euro disposti dal decreto Salva Italia finiscano per penalizzare soprattutto i pensionati e i cittadini più che contrastare realisticamente l’uso del contante, il Governo ha inserito nel pacchetto sulla riscossione a mezzo ruolo anche un limite alla pignorabilità di queste somme in caso bussi l’esattore: stipendi e pensioni superiori a 1.000 euro accreditati direttamente su conti correnti bancari e postali intestati al debitore non potranno includere l’ultimo stipendio o l’ultima pensione accreditata sul quel conto. In sostanza l’ultimo stipendio e l’ultimo rateo di pensioni accreditati non saranno mai aggredibili dall’esattore e dovranno restare nella piena disponibilità del cittadino o del pensionato.

Riscossione di Equitalia prorogata a fine anno anche per le multe. Nella bozza del Dl è previsto anche un correttivo alla recente proroga dei poteri di riscossione di Equitalia fino al 31 dicembre 2013. Rispetto alla versione contenuta nella legge sui debiti della P.A. lo slittamento vale anche per le attività di recupero delle multe. Inoltre si dà facoltà ai comuni di costituire dei consorzi con le società di Equitalia cui affidare tutte le attività di riscossione.

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