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Stipendi, pensioni, benefit: ecco le spese folli per la Corte Costituzionale

Tra le tante spese fuori controllo dei conti pubblici italiani spicca la voce relativa alla Corte Costituzionale, per cui il Belpaese spende cifre spaventosamente più alte rispetto ad altri paesi europei ed extraeuropei
Tra le tante spese fuori controllo dei conti pubblici italiani spicca la voce relativa alla Corte Costituzionale, per cui il Belpaese spende cifre spaventosamente più alte rispetto ad altri paesi europei ed extraeuropei

Tra le tante spese fuori controllo dei conti pubblici italiani spicca la voce relativa alla Corte Costituzionale, per cui il Belpaese spende cifre spaventosamente più alte rispetto ad altri paesi europei ed extraeuropei. Così come per le spese relative al Quirinale, si tratta un classico esempio di “casta” protetta e autoreferenziale che, proprio per il suo ruolo di garanzia sul piano costituzionale, finisce per stonare particolarmente nella voragine dei conti. Anche perchè la netta disparità con i giudici pari ruolo degli altri paesi non riguarda soltanto retribuzioni e pensioni (comunque più che doppie rispetto a Usa e Gran Bretagna), ma anche la sconfinata serie di benefits più o meno necessari a disposizione dei giudici della Consulta.

La retribuzione lorda del presidente della Corte, per cominciare dalla voce principale, è di 549.407 euro annui, quella dei giudici di 457.839 euro. La retribuzione media lorda dei 12 giudici britannici è di 217.000 euro, meno della metà. Il Canada è simile: 234.000 euro per il presidente, 217.000 euro per i giudici. Negli USA siamo a circa un terzo della retribuzione italiana: 173.000 euro per il presidente e 166.000 euro per i giudici.

Costi totali. Il confronto sui costi complessivi della Corte italiana rispetto a quella britannica è impetoso. Ed emerge come a incidere pesantemente non è solo il costo dei giudici, ma anche e soprattutto quello relativo al personale.

Pensioni d’oro. Per il 2013 la Corte Costituzionale prevede di pagare a ex giudici della Corte e loro superstiti 5,8 milioni di euro in pensioni. Al momento vi sono 20 ex giudici percettori di pensione e 9 superstiti. La pensione media è dunque esattamente di 200.000 euro all’anno. La spesa totale per pensioni di ex dipendenti e superstiti sarà di 13,5 milioni di euro. Vi sono 120 ex dipendenti e 78 superstiti percettori di pensioni; la pensione media del personale in quiescenza è dunque di 68.200 euro.

Le auto blu. Per ogni giudice, ogni giorno lavorativo si spendono in media 750 euro per le sole auto blu. L’economista Roberto Perrotti spiega come si arriva a questa cifra.
I giudici in carica hanno diritto un’auto blu e due autisti; i giudici in pensione ad un’auto blu per il primo anno di pensione (fino al settembre 2011 era per tutta la vita). La spesa totale per “Noleggio, assicurazione e parcheggio autovetture” + “Carburante per autovetture” + “Manutenzione, riparazione e accessori per autovetture” nel 2013 sarà di 758.000 euro. Ma questo senza calcolare la spesa per gli autisti. Assumendo prudenzialmente un costo per lo Stato di 50.000 euro per autista, e (come confermatomi dalla Corte) due autisti per giudice, arriviamo a un totale di circa 2,25 milioni di euro, esattamente 150.000 euro all’anno per giudice. Calcolando 200 giorni lavorativi all’anno per giudice, questo significa 750 euro al giorno per giudice di sola spesa per autovetture. Probabilmente, costerebbe meno far viaggiare i giudici in elicottero, magari chiedendo loro la gentilezza di fare un po’ di helicopter-pooling“.

I benefits. La remunerazione dei giudici italiani e i colleghi stranieri è fortemente sottostimata. Il dato italiano non include svariati benefits in natura. Oltre alle auto blu, troviamo i costi dei singoli viaggi ferroviari, aerei o su taxi effettuati per ragioni inerenti alla carica sono a carico della Corte; ogni auto abbinata ad ogni giudice ha una tessera viacard e il telepass; i giudici dispongono di un cellulare e di un pc portatile e i costi dell’utenza telefonica domestica sono a carico della Corte (salvo rinuncia del singolo giudice). I dati riportati sono stati comunicati a Roberto Perrotti, autore dello studio, via email dall’Ufficio Stampa della Corte.

La foresteria. I giudici dispongono inoltre di una foresteria, composta di uno o due locali con annessi servizio igienico e angolo cottura, nel Palazzo della Consulta o nell’immobile di Via della Cordonata.

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