Lavoro

Statali: blocco della parte economica dei contratti e buonuscita posticipata

Statali: blocco della parte economica dei contratti e buonuscita posticipata
Legge di Stabilità: blocco del rinnovo della parte economica del contratto collettivo fino al 31 dicembre 2014 e nuovo posticipo della buonuscita

Parte il 22 ottobre 2013, al Senato, l’iter parlamentare dei disegni di legge di stabilità e di bilancio. Il disegno di legge prevede, tra le altre misure, una nuova stretta per i pubblici dipendenti per i quali è previsto il blocco del rinnovo della parte economica del contratto collettivo fino al 31 dicembre 2014 nonché un nuovo posticipo della buonuscita per chi cessa dal servizio per limiti di età o di servizio.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il DDL Stabilità 2014 che, per quanto riguarda la razionalizzazione della spesa nel pubblico impiego, e stando alla bozza del 16.10.2013, prevede tre punti chiave relativi a rinnovi contrattuali, IVS e buonuscita.

Innanzitutto viene prevista l’estensione del blocco della contrattazione collettiva economica fino al 31.12.2014 in linea con quanto stabilito dal D.L. n. 98 del 6.7.2011, convertito dalla Legge n. 111/2011.

Infatti la Legge di Stabilità dovrebbe prevedere che si dia luogo alle procedure contrattuali e negoziali ricadenti negli anni 2013-2014 del personale dipendente delle amministrazioni pubbliche per la sola parte normativa e senza possibilità di recupero per la parte economica.

A tal proposito si ricorda che l’art. 16, comma 1, del citato decreto legge n. 98/2011, prevedeva che – al fine di assicurare il consolidamento delle misure di razionalizzazione e contenimento della spesa in materia di pubblico impiego adottate nell’ambito della manovra di finanza pubblica per gli anni 2011-2013, nonché ulteriori risparmi in termini di indebitamento netto per gli anni successivi – poteva essere disposta la proroga fino al 31.12.2014 delle vigenti disposizioni che limitano la crescita dei trattamenti economici.

Inoltre, per gli anni 2015-2017, l’indennità di vacanza contrattuale da computare quale anticipazione dei benefici complessivi che saranno attribuiti all’atto del rinnovo contrattuale ai sensi dell’articolo 47-bis, comma 2, del D.Lgs. n. 165 del 30 marzo 2001, dovrebbe essere quella in godimento al 31 dicembre 2013 ai sensi dell’articolo 9, comma 17, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni nella Legge 30 luglio 2010, n. 122.

Da notare che le suddette disposizioni relative al blocco della contrattazione collettiva per la parte economica ed all’Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC) sarebbero – sempre secondo le varie bozze rilasciate, compresa quella del 16 ottobre – applicabili anche al personale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.

La previsione della riduzione per le amministrazioni statali, compresa la Presidenza del Consiglio dei Ministri, della spesa per le prestazioni di lavoro straordinario, pari al 10% a decorrere dall’anno 2014, rispetto alle risorse finanziarie a tal fine assegnate per l’anno finanziario 2013 – applicabile anche nei confronti delle Agenzie, incluse le Agenzie fiscali, degli Enti pubblici non economici compresi gli enti di cui all’articolo 70, comma 4, del D.Lgs. n. 165 del 30 marzo 2001, delle Università e degli Enti di ricerca – e pari al 5% per i Corpi di Polizia, le Forze Armate ed il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, presente nelle bozze precedenti non risulta, invece, presente nella versione del 16 ottobre.

Con riferimento alle pensioni, con effetto dal 1° gennaio 2014 e con esclusivo riguardo ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento a decorrere dalla predetta data, la liquidazione dei trattamenti di fine servizio, comunque denominati, per i dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche, dei loro superstiti o aventi causa, che ne hanno titolo, dovrebbe avvenire:

  • decorsi 24 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro;
  • decorsi 12 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro nei casi di cessazione dal servizio per raggiungimento dei limiti di età o di servizio previsti dagli ordinamenti di appartenenza, per collocamento a riposo d’ufficio a causa del raggiungimento dell’anzianità massima di servizio prevista dalle norme di legge o di regolamento applicabili nell’amministrazione.

A tal proposito si fa presente che al momento la liquidazione del TFS per gli statali che cessano dal servizio per raggiungimento dei limiti di età o di servizio previsti dagli ordinamenti di appartenenza o per collocamento a riposo d’ufficio a causa del raggiungimento dell’anzianità massima di servizio prevista da leggi o regolamenti applicabili nell’amministrazione, spetta dopo 6 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Sempre in merito all’indennità di buonuscita, all’indennità premio di servizio, al trattamento di fine rapporto e di ogni altra indennità equipollente corrisposta una-tantum comunque denominata, spettante a seguito di cessazione a vario titolo dall’impiego pubblico, dalla versione del 16 ottobre del DDL Stabilità emerge che la stessa sarà erogata:

  • in un unico importo annuale qualora l’ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, sia complessivamente pari o inferiore a 50.000 euro (al momento il versamento unico vale per i trattamenti pari o inferiori a 90.000 euro);
  • in due importi annuali qualora l’ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, sia complessivamente superiore a 50.000 euro ma inferiore a 100.000 euro (al momento questa fascia si riferisce alle prestazioni superiori a 90.000 euro ed inferiori a 150.000 euro). In tal caso il primo importo annuale sarà pari a 50.000 euro e il secondo importo annuale sarà pari all’ammontare residuo;
  • in tre importi annuali qualora l’ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, sia complessivamente uguale o superiore a 100.000 euro, in tal caso il primo importo annuale sarà pari a 50.000 euro, il secondo importo annuale sarà sempre pari a 50.000 euro e il terzo importo annuale sarà pari all’ammontare residuo (al momento questa fascia si riferisce alle prestazioni superiori a 150.000 euro e prevede tre importi ammontanti rispettivamente ad euro 90.000, 60.000 e ammontare residuo).

Ad ogni buon conto dovrebbe rimanere ferma l’applicazione della disciplina vigente prima dell’entrata in vigore delle predette norme sulle liquidazione delle pensioni, per i soggetti che matureranno i relativi requisiti entro il 31 dicembre 2013.

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