Fisco

Start-up innovative, bonus per i versamenti che aumentano il capitale

Sono agevolati i conferimenti in denaro, in sede di costituzione o in sede di aumento del capitale sociale, a fronte dei quali la start-up innovativa rileva un incremento della voce del capitale sociale e della riserva sovrapprezzo delle proprie azioni o quote
Sono agevolati i conferimenti in denaro, in sede di costituzione o in sede di aumento del capitale sociale, a fronte dei quali la start-up innovativa rileva un incremento della voce del capitale sociale e della riserva sovrapprezzo delle proprie azioni o quote

Sono agevolati i conferimenti in denaro, in sede di costituzione o in sede di aumento del capitale sociale, a fronte dei quali la start-up innovativa rileva un incremento della voce del capitale sociale e della riserva sovrapprezzo delle proprie azioni o quote. E’ quanto chiarito nel corso del question time in risposta all’interrogazione n. 5-03007 con cui si sollecitava il Governo a fornire opportuni chiarimenti in merito alla disciplina delle agevolazioni fiscali, introdotte, per gli anni 2013, 2014, 2015 e 2016 dall’articolo 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, in favore dei soggetti persone fisiche e persone giuridiche che intendono investire nel capitale sociale di «imprese start-up innovative».

In particolare, tramite l’interrogazione si chiedeva di sapere se il versamento effettuato nell’ottobre 2013 dai soci in conto capitale, che affluisce in apposita riserva del patrimonio netto di una start up, potesse essere considerato tra le operazioni d’investimento che beneficiano delle agevolazioni fiscali di cui al citato articolo 29 del decreto-legge n. 179 del 2012.

LA RISPOSTA ALL’INTERROGAZIONE N. 5-03007
Ai sensi del comma 8 del citato articolo 29 del decreto-legge 179 del 2012, è stato emanato il decreto interministeriale 30 giugno 2014 con cui sono definite le modalità di attuazione delle predette agevolazioni.
In particolare, l’articolo 3 di detto decreto prevede che le agevolazioni si applicano «ai conferimenti in denaro iscritti alla voce del capitale sociale e della riserva da sovrapprezzo delle azioni o quote delle start-up innovative».
In merito alla nozione di investimento agevolato, con la recente circolare n. 16/E dell’11 giugno 2014 dell’Agenzia delle Entrate, è stato precisato che «per espressa previsione normativa, sono agevolati solo i conferimenti iscritti alla voce del capitale sociale e della riserva sovrapprezzo delle azioni o quote della start-up innovativa» e che «non possono, pertanto, essere agevolati i conferimenti in denaro a fondo perduto iscritti in altre voci del patrimonio netto, diverse dal capitale sociale e dalla riserva da sovrapprezzo».
Devono, dunque, considerarsi «agevolati» i conferimenti in denaro, in sede di costituzione o in sede di aumento del capitale sociale, a fronte dei quali la start-up innovativa rileva un incremento della voce del capitale sociale e della riserva sovrapprezzo delle proprie azioni o quote.
In merito al momento di effettuazione dell’investimento, l’articolo 3, comma 3, del decreto attuativo, prevede che l’investimento si considera effettuato – ai fini dell’agevolazione in esame – nel periodo di imposta in corso alla data del deposito per l’iscrizione nel registro delle imprese dell’atto costitutivo o della deliberazione di aumento del capitale sociale della start-up innovativa, ovvero, se successiva, alla data in cui viene depositata per l’iscrizione nel registro delle imprese l’attestazione da parte degli amministratori dell’avvenuto aumento del capitale sociale, ai sensi dell’articolo 2444 del codice civile per le società per azioni e 2481-bis, ultimo comma, per le società a responsabilità limitata.

Alla luce di quanto sin qui esposto, con riferimento al quesito in commento, giova precisare che – al fine di consentire al soggetto conferente di poter beneficiare dell’agevolazione sulle somme conferite nell’ottobre 2013 – la start-up innovativa deve procedere ad aumentare il capitale sociale e/o la riserva sovrapprezzo mediante imputazione delle somme iscritte in altre riserve di patrimonio netto.
Anche in tal caso, conformemente al disposto del richiamato articolo 3, comma 3, del decreto attuativo, il diritto a fruire dell’agevolazione per il soggetto conferente rileva nel periodo di imposta in corso alla data di perfezionamento dell’aumento del capitale sociale della start-up innovativa.

Art. 29 D.L. 179/2012 - Incentivi all'investimento in start-up innovative

1. Per gli anni 2013, 2014 e 2015, all’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche si detrae un importo pari al 19 per cento della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più start-up innovative direttamente ovvero per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente in start-up innovative.
2. Ai fini di tale verifica, non si tiene conto delle altre detrazioni eventualmente spettanti al contribuente. L’ammontare, in tutto o in parte, non detraibile nel periodo d’imposta di riferimento può essere portato in detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche nei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il terzo.
3. L’investimento massimo detraibile ai sensi del comma 1, non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di euro 500.000 e deve essere mantenuto per almeno due anni; l’eventuale cessione, anche parziale, dell’investimento prima del decorso di tale termine, comporta la decadenza dal beneficio e l’obbligo per il contribuente di restituire l’importo detratto, unitamente agli interessi legali.
4. Per i periodi d’imposta 2013, 2014 e 2015, non concorre alla formazione del reddito dei soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società, diversi da imprese start-up innovative, il 20 per cento della somma investita nel capitale sociale di una o più start-up innovative direttamente ovvero per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società che investano prevalentemente in start-up innovative.
5. L’investimento massimo deducibile ai sensi del comma 4 non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di euro 1.800.000 e deve essere mantenuto per almeno due anni. L’eventuale cessione, anche parziale, dell’investimento prima del decorso di tale termine, comporta la decadenza dal beneficio ed il recupero a tassazione dell’importo dedotto, maggiorato degli interessi legali.
6. Gli organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società che investano prevalentemente in imprese start-up innovative non beneficiano dell’agevolazione prevista dai commi 4 e 5.
7. Per le start-up a vocazione sociale così come definite all’articolo 25, comma 4 e per le start-up che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico la detrazione di cui al comma 1 è pari al 25 per cento della somma investita e la deduzione di cui al comma 4 è pari al 27 per cento della somma investita.
8. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono individuate le modalità di attuazione delle agevolazioni previste dal presente articolo.
9. L’efficacia della disposizione del presente articolo è subordinata, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, all’autorizzazione della Commissione europea, richiesta a cura del Ministero dello sviluppo economico.
Agenzia delle Entrate – Circolare N. 16/E/2014

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *