Lavoro

Stage: la Corte Costituzionale annulla ogni vincolo

Tolte le restrizioni sulla durata semestrale e sull’ attuazione entro 12 mesi dalla laurea
Tolte le restrizioni sulla durata semestrale e sull’ attuazione entro 12 mesi dalla laurea

La Corte Costituzione abbatte i vincoli sugli stage lavorativi, una novità che riguarda da vicino tante categorie di professionisti, ma anche in generale il mondo delle imprese. Nei giorni scorsi la Corte ha depositato infatti una sentenza (n. 287) che libera da qualsiasi restrizione temporale la possibilità di effettuare uno stage presso un’impresa: fino ad oggi i vincoli erano sulla durata di massimo sei mesi e sulla possibilità di attuazione dello stage solo per i neo-diplomati o i neo-laureati entro 12 mesi dal conseguimento del titolo di studio.

La regolamentazione degli stage finita sotto la scure della Corte Costituzionale risaliva alla Manovra estiva bis dell’ultimo Governo Berlusconi (2011). L’obiettivo dei provvedimenti presi allora era di evitare che lo stage diventasse una giungla dove era possibile tutto e il contrario di tutto. Alle Regioni veniva affidata la regolamentazione territoriale in materia, che veniva sostituita dall’articolo 18 della legge n. 196/1997 (pacchetto Treu) e dal relativo regolamento incluso nel Dm n. 142/1998 nei casi in cui l’Ente regionale non avesse provveduto al regolamento – come poi difatti è accaduto dato che solo sette regioni su venti in questi mesi si sono corredate di un proprio regolamento.

Tuttavia la regolamentazione nazionale non andava a toccare i tirocini svolti a favore di disoccupati, disabili, invalidi ecc. e neppure quelli “curriculari”, ovvero gli stage compresi in piani di studio universitari o di altre tipologie di istituzioni scolastiche.

Il pronunciamento della Cassazione arriva proprio in seguito ad una serie di ricorsi di diverse regioni (Emilia-Romagna, Toscana, Liguria, Umbria e Sardegna) che contestavano allo Stato l’articolo 11 del testo regolamentativo sugli stage. A loro dire l’articolo andava contro gli articoli 117 e 118 della Costituzione poiché entra nelle competenze regionali riguardanti l’istruzione e la formazione professionale. La Corte Costituzionale ha dato ragione alle Regioni, dunque la disciplina sugli stage è, allo stato delle cose, annullata.

Ma le conseguenze della decisione presa dalla Corte dovranno fare ora i conti con la Riforma Fornero del lavoro (Legge 92/2012) che detta nuove linee guida per gli stage secondo una serie di criteri che puntano alla promozione di altre forme contrattuali, ad evitare un uso distorto dello strumento stage e a riconoscere una congrua indennità allo stagista per la prestazione svolta. La Riforma delega il Governo in carica ad adottare entro 6 mesi dall’entrata in vigore della Riforma stessa uno o più decreti legislativi che individuino le regole per gli stage formativi in azienda. Il termine ultimo scade il 18 gennaio 2013, quando ormai l’attività dell’attuale Esecutivo dovrebbe ormai essere conclusa.

Tuttavia nelle ultime ore è circolata una bozza delle Linee guida su stage e tirocini definita nei giorni scorsi dal Ministero del Lavoro e che poi è stata discussa in Commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni. La novità più importante del testo sarebbe l’introduzione di un tetto minimo di rimborso spese di 400 euro lordi per la prestazione lavorativa effettuata in stage. Oltre a ciò le linee guida stabiliscono pure dei limiti di tempo per ciascun tirocinio, nessuno dei quali è prorogabile. Quello standard non potrà andare oltre i sei mesi; in caso di reinserimento di disoccupati e cassintegrati non si potrà superare l’anno e per i disabili due anni. In ciascuna azienda sarà possibile fare un solo stage e ci saranno dei limiti di numero di stagisti presenti in proporzione al numero dei dipendenti. In ogni caso le Linee guida verranno stilate come traccia per le Regioni, che dovranno poi redigere il loro regolamento territoriale.

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