Italia

Stabilizzazione precari Pa, platea ancora incerta: sindacati pronti alla mobilitazione

Cgil, Cisl e Uil in pressing sul Governo perchè la regolarizzazione dei precari nel pubblico impiego non lasci fuori nessuno dei 150mila dipendenti interessati
Cgil, Cisl e Uil in pressing sul Governo perchè la regolarizzazione dei precari nel pubblico impiego non lasci fuori nessuno dei 150mila dipendenti interessati

Precari Pa, sindacati sul piede di guerra. Dopo una “pausa di riflessione” sui profili tecnici, domani torna all’attenzione del Consiglio dei ministri il pacchetto di provvedimenti sulla Pubblica amministrazione già all’ordine del giorno della riunione di venerdì scorso. In vista nuovi tagli alle spese per consulenze e auto blu, il blocco del turn over e la gestione degli esuberi, ma soprattutto norme sulla stabilizzazione dei precari della Pa. Ma l’incertezza sul numero degli interessati non piace ai sindacati, che annunciano battaglia a tutela dei precari storici del pubblico impiego.

«Dal governo deve arrivare una soluzione per tutti i precari della Pubblica amministrazione che hanno i requisiti per la stabilizzazione (tre anni di contratto a tempo determinato negli ultimi cinque), che sono circa 100mila sul totale di 150mila», ricorda il segretario generale della Fp-Cgil, Rossana Dettori, in vista del Cdm di lunedì: «A casa non deve restarne neppure uno». Altrimenti «risponderemo in maniera dura: con la mobilitazione a settembre, che valuteremo insieme a Cisl e Uil, proseguendo il percorso unitario».

Sulla stessa linea Benedetto Attili, segretario generale della Uil Pubblica amministrazione, preoccupato per un provvedimento che potrebbe riguardare solo 50mila precari, lasciando fuori 100mila persone «che rischiano di non vedersi rinnovato il contratto di lavoro che scadrà il prossimo 31 dicembre». Per Attili, «Si corre il rischio che a fine anno migliaia di lavoratori si ritrovino senza lavoro». Per evitarlo, occorre varare «un provvedimento serio, che individui un percorso di stabilizzazione con modi e tempi certi e che entro fine anno il 100% dei precari siano stabilizzati».

Di futuro da garantire a persone che da anni lavorano nella Pa garantendo servizi indispensabili parla anche il segretario generale della Cisl-Fp, Giovanni Faverin: «Bisogna dare loro un futuro certo». «Ci attendiamo un calendario di incontri – prosegue Faverin – per accompagnare dalle norme al finanziamento la concreata possibilità di stabilizzazione di tutte le persone che fanno un lavoro per l’intera comunità».

Al pressing dei sindacati sul governo si aggiunge anche l’ultimatum di alcuni senatori del Pdl (Antonio Gentile, Guido Viceconte, Piero Aiello, Antonio Cariddi, Nico D’Ascola) pronti a non votare il decreo per la stabilizzazione se il Governo non includerà nella riserva di posti «i precari storici, quelli tutelati dal ministro Brunetta e non dagli enti locali e dalle Regioni». Ovvero, «quanti erano in possesso dei requisiti della legge n. 296/2006». «Se si deve andare verso una riserva – aggiungono i parlamentari del Pdl – non è possibile lasciare a casa chi è stato pesantemente danneggiato nel passato da scelte scellerate degli enti locali».

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