Lavoro

Stabilizzazione del rapporto a termine, aumenta l’incentivo per i datori di lavoro

Stabilizzazione del rapporto a termine, aumenta l’incentivo per i datori di lavoro
La Legge di Stabilità incrementa significativamente il beneficio previsto dalla riforma Fornero, favorendo la stabilizzazione dei rapporti di lavoro a termine con la loro trasformazione a tempo indeterminato. Il maxiemendamento alla legge di stabilità presentato dal Governo consente (al comma 83) di recuperare l’intero contributo addizionale di finanziamento dell’ASpI, pari al 1,40%, dovuto per i lavoratori con rapporto a tempo determinato

La Legge di Stabilità incrementa significativamente il beneficio previsto dalla riforma Fornero, favorendo la stabilizzazione dei rapporti di lavoro a termine con la loro trasformazione a tempo indeterminato. Il maxiemendamento alla Legge di Stabilità presentato dal Governo consente (al comma 83) di recuperare l’intero contributo addizionale di finanziamento dell’ASpI, pari al 1,40%, dovuto per i lavoratori con rapporto a tempo determinato.

Il contributo addizionale per i lavoratori a tempo determinato. Con l’introduzione dell’ASpI dal 1.1.2013 è stato rimodulato anche il finanziamento della prestazione di disoccupazione secondo uno schema che prevede il versamento di un contributo ordinario, pari al 1,61%, calcolato sulla retribuzione imponibili mensile, dovuto per tutti i lavoratori che rientrano nel campo di applicazione della nuova indennità, un contributo addizionale, pari al 1,4%, dovuto in aggiunta al contributo ordinario per i lavoratori non a tempo indeterminato (salvo le esclusioni previste) e un contributo aggiuntivo per l’interruzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, definito comunemente “contributo di licenziamento”.

Per chi si è tenuti a versare il contributo addizionale del 1,4%. A decorrere dal 1.1.2013, il contributo addizionale è dovuto per i lavoratori non a tempo indeterminato, compresi coloro che erano già in forza al 31.12.2012. L’aliquota complessiva di finanziamento dell’ASPI per i lavoratori non a tempo indeterminato diventa quindi il 3,01%.

L’aliquota aggiuntiva del 1,4% non si applica ai lavoratori assunti a termine in sostituzione di altri lavoratori. Sono inoltre esclusi dall’applicazione della contribuzione addizionale i lavoratori stagionali di cui al D.P.R. 7 ottobre 1963, n. 1525 e successive modifiche e integrazioni, senza limiti di scadenza temporale, mentre per il triennio 2013-2015, non è dovuta per lo svolgimento di attività a termine definite dai contratti e accordi collettivi e dagli avvisi comuni stipulati entro il 31.12.2011.

L’aliquota aggiuntiva, infine, non si applica agli apprendisti in quanto contratti di lavoro a tempo indeterminato e ai lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Rapporti con sgravi contributivi e assunzioni agevolate. Per i lavoratori a tempo determinato assunti con agevolazioni contributive, al fine di stabilire in che modo è dovuto il contributo addizionale è necessario verificare la tipologia del rapporto e la tecnica utilizzata dal legislatore per determinare la misura dello sgravio, esaminiamo i tre casi più comuni:

  • lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratrici assenti per maternità e congedo parentale, con riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro;
  • lavoratori assunti a termine dalle liste di mobilità con il versamento dei contributi in misura pari a quella dell’apprendista per 12 mesi;
  • lavoratori con contratto a termine che prevede una riduzione percentuale dei contributi a carico del datore di lavoro (es. contratto di reinserimento con riduzione del 75% dei contributi a carico del datore di lavoro per una durata variabile da 12 a 36 mesi in funzione del periodo di disoccupazione del lavoratore, assunzione di lavoratori over 50 e donne residenti in zone ad elevata disoccupazione femminile ecc.).

Nel primo caso il contributo addizionale non è dovuto in quanto la motivazione del rapporto di lavoro consiste esplicitamente nella sostituzione di altra lavoratrice. Nel secondo caso le disposizioni rimandano alla contribuzione dovuta per il lavoratore apprendista per determinare la misura dell’agevolazione e poiché il lavoratore apprendista non è soggetto al contributo addizionale, il contributo addizionale è escluso anche per queste tipologie di assunzioni. Nel terzo caso invece, trattandosi di una riduzione percentuale della contribuzione a carico del datore, occorre da un lato includere nell’aliquota contributiva anche il contributo addizionale del 1,40%, dall’altro applicare la percentuale di riduzione spettante anche su questo contributo.

Per quanto riguarda invece lo sgravio dell’11,50% sulle assicurazioni non pensionistiche previsto per il settore edile, analogamente al punto 3, l’aliquota aggiuntiva deve essere inclusa nell’aliquota complessivamente dovuta per i lavoratori a tempo determinato e su di essa applicare lo sgravio.

Come esporre i dati nel flusso Uniemens dei lavoratori esclusi dal contributo. Per l’individuazione dei lavoratori a termine esclusi dal versamento del contributo addizionale, l’Inps ha introdotto nuovi codici qualifica, ampliando i valori ammessi nell’elemento <Qualifica3> di <DenunciaIndividuale> del flusso UniEmens e precisamente:

Valore Significato
A Tempo determinato o contratto a termine per sostituzione di lavoratori assenti (decorrenza 01/2013)
T Stagionale assunto per attività di cui al D.P.R. n.1525/1963 (decorrenza 01/2013)
G Stagionale assunto dal 01.01.2013 al 31.12.2015, per attività definite da avvisi comuni e da CCNNLL stipulati entro il 31.12.2011 (decorrenza 01/2013)

Recupero della contribuzione addizionale. La riforma Fornero aveva previsto che il contributo addizionale, nel limite di sei mensilità, venisse restituito in caso di trasformazione del contratto a tempo indeterminato. La restituzione parziale era ammessa anche in caso di assunzione a tempo indeterminato entro sei mesi dalla cessazione del rapporto a termine, tuttavia dalle sei mensilità di beneficio occorreva detrarre i mesi trascorsi dalla fine del contratto a termine e la nuova assunzione a tempo indeterminato.

Il comma 83 del maxiemendamento alla Legge di Stabilità, modificando l’art. 2 comma 30 della legge n. 92/2012 amplia il periodo per il quale si può recuperare il contributo addizionale in caso di stabilizzazione del lavoratore, estendendolo all’intero periodo di durata del rapporto a termine. Diventa quindi più vantaggiosa la trasformazione dei rapporti a tempo indeterminato. La possibilità di godere del beneficio è stata mantenuta anche nel caso di riassunzione entro 6 mesi, detraendo però dal beneficio complessivo i mesi trascorsi dalla fine del contratto a termine e la nuova assunzione a tempo indeterminato.

Esempio: Per un lavoratore a termine, di durata di 18 mesi, con imponibile mensile pari a € 2.000, cui corrisponde un contributo addizionale pari a: € 2.000 * 1,4% = € 28, in caso di trasformazione, senza soluzioni di continuità, possono essere recuperati € 504(€ 28 al mese moltiplicato 18). In caso di stabilizzazione dopo che sono decorsi 2 mesi dalla cessazione del rapporto a termine possono essere recuperati € 448 (€ 28 al mese moltiplicato i 16 mesi residui).

Occorre però tenere presente che l’esempio si riferisce all’applicazione a regime in quanto il recupero del beneficio non può andare indietro oltre il 1.1.2013, dal momento che per il periodo precedente il contributo non era dovuto.

In caso di trasformazione di rapporti a termine agevolati per i quali è stato versato un contributo addizionale ridotto, il recupero deve essere effettuato tenendo conto dell’importo effettivamente versato.

Il recupero del contributo addizionale può avvenire il mese successivo alla stabilizzazione esponendolo nel flusso Uniemens con il codice “L810” nell’elemento <CausaleAcredito> di <AltreACredito> di <DatiRetributivi> di Denuncia Individuale.

Tabelle riepilogativa

Qual è la misura del contributo 1,40% della retribuzione imponibile
Da quando è dovuto Dal 1.1.2013
Per chi bisogna versare Lavoratori a tempo determinato, anche se assunti prima del 1.1.2013
Chi è escluso Apprendisti; Lavoratori dipendenti dalle Pubbliche Amministrazioni; lavoratori assunti in sostituzione; lavoratori stagionali; per il triennio 2013-2015 per lo svolgimento di attività a termine definite dai contratti e accordi collettivi e dagli avvisi comuni stipulati entro il 31.12.2011
Per quanti mesi si può recuperare il contributo Per tutta la durata del rapporto a termine, per periodi non anteriori il 1.1.2013
Assunti con agevolazioni e sgravi Il recupero deve essere fatto tenendo conto della misura ridotta del contributo versato

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