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Stabilizzazione del 5 per mille

Stabilizzazione del 5 per mille
Il disegno di legge di Stabilità per il 2015 prevede la stabilizzazione della disciplina dell’istituto del 5 per mille Irpef, disponendo l’applicazione all’esercizio finanziario 2015 e agli esercizi successivi delle disposizioni vigenti in materia, relative al riparto della quota del 5 per mille, con riferimento alle dichiarazioni dei redditi dell’annualità precedente, contenute D.L. n. 40 del 2010

Il disegno di legge di Stabilità 2015 prevede, a partire dal prossimo anno, la stabilizzazione dell’istituto del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche in base alla scelta del contribuente.
L’istituto del 5 per mille dell’imposta sul reddito è stato introdotto, a partire dal 2006, dall’art. 1, comma 337, della legge n. 266 del 2005 (legge Finanziaria per il 2006), con l’istituzione, a titolo iniziale e sperimentale, di un apposito Fondo nel quale far confluire una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito da destinare ad una serie di finalità di interesse sociale e di ricerca. L’istituto è stato poi annualmente confermato per gli esercizi finanziari successivi, da apposite norme di legge, fino all’attuale.
A differenza del primo anno di applicazione, negli anni successivi è stata introdotta una vera e propria autorizzazione legislativa di spesa, da intendersi quale limite massimo di spesa stanziato per le finalità cui è diretto il 5 per mille.

Per quanto riguarda la disciplina dell’istituto, l’art. 2, D.L. n. 40/2010 stabilisce che esso sia destinato al finanziamento delle seguenti finalità (comma 4-novies):

  • sostegno del volontariato e altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), che operano in determinati settori, quali assistenza sociale e socio-sanitaria, assistenza sanitaria, beneficenza, istruzione, formazione, sport dilettantistico, tutela, promozione e valorizzazione delle cose d’interesse artistico e storico, tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente, promozione della cultura e dell’arte, tutela dei diritti civili, ricerca scientifica di particolare interesse sociale, nonché delle associazioni di promozione sociale iscritte negli appositi registri nazionale, regionale e provinciale (tenuti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli affari sociali), delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori sopra citati;
  • finanziamento della ricerca scientifica e dell’università; il D.L. n. 78/2010 (art. 38, comma 13-quinquies) ha specificato che per l’anno finanziario 2010, possono beneficiare del riparto del 5 per mille i soggetti già inclusi nell’elenco degli enti della ricerca scientifica e dell’Università predisposto per l’esercizio finanziario 2009;
  • finanziamento della ricerca sanitaria;
  • attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente;
  • sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI a norma di legge, che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.

Si rileva, comunque, al riguardo, che l’art. 2, comma 2, D.L. n. 16/2012 ha modificato i criteri di ammissibilità al beneficio, stabilendo che a decorrere dall’esercizio finanziario 2012, possono partecipare al riparto del 5 per mille anche gli enti che, pur non avendo assolto gli adempimenti richiesti per l’ammissione al contributo entro i termini di scadenza, rispettino le seguenti condizioni:

  • siano in possesso dei requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento;
  • presentino le domande di iscrizione (e le successive integrazioni documentali) entro il 30 settembre;
  • paghino contestualmente la sanzione, nella misura minima di 258 euro, prevista dall’art. 11, comma 1, D.Lgs. n. 471/1997, tramite versamento, senza possibilità di compensazione.

La novità dal DDL di Stabilità
Viene ora introdotta una disciplina a regime dell’istituto. La novità introdotta dal DDL di Stabilità 2015 prevede, inoltre, che le somme non utilizzate entro il 31 dicembre di ciascun anno, possono essere utilizzate in quello successivo.
Va ricordato che la norma, in realtà, già prevista dall’art. 1, comma 205, della legge di Stabilità 2013, introduce, in via permanente, la possibilità che le somme non impegnate relative al cinque per mille alla chiusura dell’esercizio possano essere utilizzate nell’esercizio successivo.
Tale disposizione consente il mantenimento in bilancio delle somme del 5 per mille che, altrimenti, se non utilizzate alla chiusura dell’esercizio, secondo la normativa contabile costituirebbero economie di bilancio. Ciò è legato al fatto che la complessa procedura sottesa, in particolare, all’esame dei soggetti ammissibili al contributo, considerando anche i relativi ricorsi che questi possono presentare, si svolge di media nell’arco di due anni.

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