Lavoro

Stabilizzato il bonus 80 euro

Il D.L. n. 66/2014, entrato in vigore il 24 aprile 2014, aveva introdotto, con riferimento al periodo d’imposta 2014, un credito fiscale una tantum in favore dei lavoratori dipendenti ed assimilati: il c.d. bonus 80 euro.
Una “misura per la crescita”, introdotta in via sperimentale per il 2014, ma che è stata resa strutturale dall’art. 1 commi 12-15 della Legge di Stabilità 2015.

Legge di stabilità 2015

MISURA BONUS FISCALE 80 EURO
RIFERIMENTO NORMATIVO Art. 1 commi 12-15
BENEFICIARI Percettori di redditi ex art. 49 e 50 del TUIR
AMBITO TEMPORALE DI APPLICAZIONE Dal 1° gennaio 2015 a tempo indeterminato
DECORRENZA Dal° 1 gennaio 2015
EFFETTI SU LUL Erogazione di un credito a riduzione del cuneo fiscale

Nel testo definitivo della Legge di Stabilità 2015 non c’è traccia dell’eventuale estensione, da più parti auspicata e a tratti annunciata, degli 80 euro ai pensionati, le partite Iva e agli incapienti. Restano invariate le regole per i sostituti di imposta obbligati a erogare il bonus dopo che avranno verificato, in base alle informazioni di cui sono a conoscenza, la spettanza del bonus stesso.

Presupposti per la spettanza
Anche dopo il 2015 dunque, il bonus in busta paga continuerà ad essere erogato in via automatica ai lavoratori, nei casi in cui, dal reddito percepito emergerà un’imposta dovuta all’erario, dopo aver applicato la sola detrazione fiscale riconosciuta per i redditi di lavoro dipendente: i soggetti che potranno fruire del credito sono quindi i lavoratori che percepiranno un reddito di lavoro dipendente e/o assimilato, compreso tra 8.145 e 26.000 euro.
Ai fini della determinazione del reddito complessivo è necessario includere:

  • redditi di lavoro dipendente;
  • redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente;
  • compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative;
  • indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità;
  • somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale;
  • redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;
  • remunerazioni dei sacerdoti;
  • prestazioni pensionistiche, comunque erogate, dai fondi di previdenza complementare;
  • compensi per lavori socialmente utili.

Non rilevano:

  • la rendita dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze;
  • le somme percepite dal lavoratore a titolo di incremento della produttività e che scontano un’imposta sostitutiva del 10%;
  • l’eventuale monetizzazione mensile del trattamento di fine rapporto introdotta in via sperimentale, sempre dalla legge di stabilità, per il periodo 1° marzo 2015-30 giugno 2018;
  • gli incentivi corrisposti per il rientro dei ricercatori in Italia.

Disattese invece le aspettative di chi confidava in una estensione delle categorie di soggetti ammessi alla fruizione del bonus. Ad oggi infatti risultano ancora esclusi dal beneficio:

  • i titolari di reddito professionale o di impresa;
  • i soggetti fiscalmente incapienti, quali ad esempio i lavoratori assunti per poche ore al giorno: è requisito imprescindibile infatti la sussistenza di un debito Irpef residuo al netto delle detrazioni per lavoro dipendente.

Percettori di tipologie di reddito che hanno diritto al bonus

✓ Lavoratori dipendenti;
✓ Soci di cooperative;
✓ Lavoratori dipendenti che percepiscono compensi per incarichi da soggetti terzi;
✓ Titolari di stage, borse di studio o altre attività di addestramento professionale;
✓ Collaboratori coordinati e continuativi;
✓ Sacerdoti;
✓ Lavoratori socialmente utili;
✓ Percettori, nell’anno 2014, di indennità di mobilità, prestazioni di esodo, cassa integrazione e ASpI/Mini-ASpI (NO in caso di anticipazione dell’indennità per l’avvio di un’attività di lavoro autonomo).

Percettori di tipologie di reddito esclusi dal bonus fiscale

✓ Dipendenti pubblici: il bonus, per motivi tecnici, sarà erogato in un secondo momento;
✓ Disoccupati;
✓ Incapienti: soggetti che possiedono un reddito annuo lordo complessivo inferiore a € 8.000 e dunque non imponibile Irpef;
✓ Liberi professionisti e lavoratori autonomi;
✓ Pensionati;

Misura, tempi e modalità di erogazione
Il bonus spetta:

  • nella misura intera pari a 960 euro annui, a condizione che il reddito lordo annuo complessivo, conseguito dal lavoratore nel periodo d’imposta, con esclusione di quelli soggetti a tassazione separata, non superi i 24.000 euro;
  • in misura decrescente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 26.000 euro di reddito, secondo la seguente proporzione:
    (26.000 – reddito complessivo) / 2.000

Esempio di calcolo
Lavoratore con reddito complessivo pari a 24.700 euro
€ 960 x (26.000-24.700)/2000) = 624
IMPORTO DEL CREDITO GIORNALIERO € 624/365 = € 1,71
1,71 X N. GIORNI DEL MESE = IMPORTO DEL CREDITO MENSILE SPETTANTE
Es. gennaio € 1,71 * 31 = € 53,01
aprile € 1,71 * 30 = € 51,30

Il datore di lavoro o committente riconoscerà il credito in forma automatica, ferma restando la possibilità per il percipiente di comunicare al sostituto l’assenza dei requisiti per ricevere il bonus.
L’importo del credito riconosciuto al dipendente va riportato nella Certificazione Unica (CU) relativo al periodo d’imposta nel quale è avvenuta l’erogazione.Un apposito riquadro della CU è riservato al c.d. “bonus Renzi”: in esso dovranno essere indicati i dati relativi al credito spettante, a quello che ha trovato capienza nell’imposta, al credito rimborsato, a quello eventualmente non riconosciuto, unitamente all’eventuale importo recuperato dal sostituto in quanto non spettante.

Il bonus, per sua stessa connotazione, non è imponibile a fini previdenziali né fiscali.

Il Bonus Irpef viene riconosciuto direttamente dal sostituto di imposta, datore di lavoro o committente, che è tenuto ad erogarlo in maniera automatica e senza necessità di alcun adempimento preventivo o richiesta formale da parte del lavoratore.
Il datore di lavoro non può essere in alcun modo ritenuto responsabile dell’eventuale sopravvenuta illegittimità del credito in capo al lavoratore, fattispecie che potrebbe verosimilmente riscontrarsi in caso di più rapporti di lavoro part-time coesistenti o di successioni di contratti a tempo determinato con più datori di lavoro. Sono piuttosto i contribuenti ad essere tenuti ad informare il datore di lavoro qualora non possiedano o perdano i requisiti soggettivi richiesti per la maturazione del beneficio.
Il sostituto di imposta può, in un’ottica di trasparenza e cooperazione, informare il lavoratore dei rischi che derivano da simili fattispecie e dunque invitarlo a valutare l’opportunità di chiedere il non riconoscimento del credito, stante la possibilità, comunque ammessa, di recuperarlo, una volta accertata l’effettiva spettanza, direttamente in dichiarazione dei redditi.
In qualunque momento il sostituto d’imposta potrà recuperare il credito erogato in eccesso trattenendolo dagli emolumenti successivi o direttamente in sede di conguaglio fiscale di fine anno.
Il credito indebitamente goduto dal contribuente e non restituito in fase di presentazione della dichiarazione dei redditi sarà oggetto di verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate con conseguente recupero ed applicazione di interessi e sanzioni.
Nei casi di rapporti di lavoro che sono privi della figura di sostituto di imposta (esempio, rapporto di lavoro domestico o eredi dell’avente diritto), il lavoratore può recuperare il credito in sede di dichiarazione dei redditi.

La compensazione del bonus in F24
La legge di Stabilità 2015 prevede espressamente che l’erogazione del bonus effettuata dal sostituto d’imposta viene recuperata attraverso la compensazione con tutte le tipologie di tributo esponibili in F24, ex D.Lgs. n. 241/97, indipendentemente dalla loro natura. Come chiarito dalla circolare n. 9/E/2014 dell’Agenzia delle Entrate, la compensazione nel modello F24 dei bonus erogati non rientra nel limite annuo di 700.000,00 euro ovvero 1.000.000,00 di euro, per i subappaltatori edili, qualora il volume d’affari registrato nell’anno precedente sia costituito, per almeno l’80%, da prestazioni rese in esecuzione di contratti di subappalto

La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 22 ha inoltre chiarito che al recupero mediante compensazione nel modello F24 dei bonus corrisposti non si applica neppure la limitazione di cui all’art. 31, comma 1, della legge n. 122/2010, che sancisce il divieto di compensazione, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. n. 241/97, di crediti di imposte erariali, in presenza di debiti:

  • iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, ovvero derivanti da accertamenti esecutivi emessi dall’1.10.2011;
  • di ammontare superiore a 1.500,00 euro;
  • per i quali sia scaduto il termine di pagamento.

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