Fisco

Stabile fino al 2019 il credito di imposta per chi investe in ricerca e sviluppo

Stabile fino al 2019 il credito di imposta per chi investe in ricerca e sviluppo
La legge di Stabilità consolida l’incentivo dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 fino a quello in corso al 31 dicembre 2019

Un premio a chi incrementa la spesa in ricerca e sviluppo. Va letto in questa direzione il bonus fiscale riconosciuto dalla legge di Stabilità per il 2015 (articolo 1, commi 35 e seguenti) che, riproducendo gli aspetti salienti dell’articolo 3 del Dl 142/2013, consolida l’incentivo dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 fino a quello in corso al 31 dicembre 2019.

I soggetti beneficiari della misura di aiuto, sotto forma di credito d’imposta, sono tutti i titolari di reddito d’impresa, senza alcuna esclusione.

Quanto all’entità dell’agevolazione, è opportuno accennare in primo luogo alla sua base di calcolo. I beneficiari, infatti, dovranno calcolare innanzitutto la media degli investimenti in ricerca e sviluppo realizzati nei tre periodi d’imposta antecedenti a quello di applicazione del bonus. Per le imprese operative da meno di tre esercizi, la media va costruita sull’intero periodo intercorso dalla loro costituzione.

Individuata così la media, la stessa va confrontata con il totale degli investimenti realizzati nell’esercizio in cui si intende fruire del credito d’imposta, rilevando l’incremento realizzato. La spesa incrementale ottenuta va moltiplicata per la percentuale di agevolazione, pari al 25 per cento.

Il totale degli investimenti in ricerca e sviluppo realizzati nell’esercizio agevolato non può essere inferiore a 30mila euro. La norma, poi, fissa un tetto massimo di cinque milioni di euro di godimento annuo dell’agevolazione.

Il legislatore dà una puntuale definizione della spesa in ricerca e sviluppo, che va dai lavori sperimentali o teorici svolti, fino alla ricerca pianificata e all’acquisizione di conoscenze e tecnologie.

Nell’ambito di tale definizione, costituiscono spesa agevolata:

  • il personale altamente qualificato impiegato nell’attività di ricerca e sviluppo;
  • le quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, di costo non inferiore a 2mila euro, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per ricerca e sviluppo;
  • i contratti di ricerca stipulati con Università e organismi di ricerca;
  • le competenze tecniche e privative industriali specifiche.

Per il personale, gli ammortamenti ed i contratti di ricerca, il computo nella spesa agevolabile è limitato al 50% dell’ammontare sostenuto.

Il credito d’imposta va indicato in Unico, ma non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile Irap.

Le spese in ricerca e sviluppo rendicontate dovranno essere supportate da apposita documentazione contabile certificata dal soggetto incaricato della revisione legale o dal collegio sindacale o da un professionista iscritto nel registro della revisione legale. La certificazione delle spese andrà allegata al bilancio.

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