Fisco

Spesometro: torna l’elenco clienti fornitori, tutto quel che c’è da sapere

Il termine ultimo per effettuare la comunicazione al Fisco è il 30 aprile
Il termine ultimo per effettuare la comunicazione al fisco è il 30 aprile

Fra gli appuntamenti fiscali più importanti per le imprese edili nel 2013 c’è quello dello spesometro. Lo strumento anti evasione introdotto dall’ultimo Governo Berlusconi a partire dal 2011 è stato rimodulato in modo piuttosto incisivo con il Decreto semplificazioni dello scorso marzo (Dl 2 marzo 2012, n. 16, convertito con la legge 26 aprile 2012, n. 44). In soldoni per il 2012-2013 lo spesometro diventa una versione aggiornata del vecchio elenco clienti e fornitori e almeno per le imprese che non effettuano in un anno molte operazioni risulta più agile – ma non meno stringente. Ecco un vademecum in due parti con tutto quel che c’è da sapere sullo strumento, il cui termine ultimo per effettuare le comunicazioni al fisco previste dalla legge è stato posto al 30 aprile 2013.

Partiamo con le caratteristiche dello spesometro, le tempistiche e le eccezioni. Nella seconda parte dello Speciale vi saranno le modalità di invio della comunicazioneancora sconosciute nonostante manchino poco più di due mesi alla scadenza del termine ultimo per l’invio.

Cosa comunicare. Lo spesometro prevede che l’impresa comunichi al fisco le operazioni 2012 rilevanti a fini Iva con obbligo di fattura. Quelle senza obbligo di fattura vanno comunicate solo se superano la soglia dei 3.600 euro Iva inclusa.

Una sola comunicazione per ogni cliente fornitore. Il Decreto semplificazioni ha eliminato il limite di 3 mila euro che obbligava l’impresa a comunicare per via telematica le operazioni rilevanti ai fini Iva. Dunque per il 2012-2013 le imprese che svolgono operazioni sottoposte all’obbligo di fattura devono effettuare una sola comunicazione per ciascun cliente-fornitore: la comunicazione deve indicare il valore totale delle operazioni. Le operazioni senza obbligo di fattura vanno invece comunicate singolarmente solo se superano i 3.600 euro Iva inclusa.

Elenco clienti e fornitori. In altre parole se prima la comunicazione delle operazioni con obbligo di fattura riguardava la singola operazione e quindi l’adempimento era oggettivo, ora diventa soggettivo poiché racchiude in un’unica comunicazione tutti gli importi delle operazioni intercorse fra impresa e cliente-fornitore nel corso dell’anno. Da questo principio torna l’elenco clienti-fornitori che evita alcune criticità che si erano presentate con la precedente versione dello spesometro.

Prestazioni periodiche. Fra le criticità risolte dal nuovo spesometro c’è quella delle prestazioni periodiche, prima difficilmente inquadrabili nella singola comunicazione dell’operazione con obbligo di fattura e soglia a 3 mila euro. Senza soglia e con la comunicazione cumulativa è più facile per l’impresa riepilogare il rapporto periodico intercorso fra di essa e il cliente-fornitore.

Rapporti con i privati. La comunicazione soggettiva deve essere fatta anche per le operazioni con emissione di fattura che coinvolgono i privati. Eliminando la soglia dei 3 mila euro, è importante sottolineare come la fattura vada emessa anche per quelle operazioni al di sotto di tale cifra, poiché la nuova versione dello spesometro obbliga alla comunicazione di qualsiasi operazione con fattura. Fanno eccezione le operazioni di “commercio al minuti e attività assimilate”, come indicato dall’art. 22 del D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, che non prevedono fattura se non su esplicita richiesta del cliente. Ma fra queste non compaiono le operazioni solitamente effettuate dalle imprese edili e affini.

Operazioni escluse. L’Agenzia delle Entrate ha spiegato che fra le operazioni che non vanno comunicate con lo spesometro vi sono:

  • quelle oggetto di segnalazione all’Anagrafe tributaria;
  • le operazioni riguardanti i rapporti finanziari sottoposte ad indagini in materia di imposte sui redditi e di Iva;
  • le operazioni finanziarie esenti da Iva;
  • le operazioni intercorse fra operatori finanziari finalizzate al regolamento contabile;
  • le operazioni finanziarie fra compagnie assicurative.

Pagamenti tramite Pos. Il termine ultimo del 30 aprile slitta al 3 luglio per quanto riguarda la comunicazione dei dati rilevanti ai fini Iva nei pagamenti effettuati con il Pos. La scadenza, inizialmente prevista per il 15 ottobre 2012 e poi per il 31 gennaio 2013, è stata nuovamente spostata. La comunicazione all’Anagrafe tributaria va effettuata direttamente o tramite intermediario abilitato per via telematica e riguarda i pagamenti effettuati tramite carta di credito o altri strumenti di pagamenti elettronico dal 6 luglio al 31 dicembre 2011, di cui si deve indicare il codice fiscale del fornitore e installatore del servizio Pos e il codice d’identificazione di ciascun terminale. Oltre a ciò l’Agenzia delle Entrate non ha ancora specificato le modalità telematiche con cui inviare la comunicazione, ma apposite indicazioni dovrebbero arrivare nei prossimi giorni.

Tempistiche. Come già detto, la comunicazione all’Agenzia delle Entrate va effettuata entro il 30 aprile 2013. Le operazioni da comunicare sono quelle effettuate a partire dal 1 gennaio 2012.

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