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Spesometro: invio entro il 31 gennaio 2014

Spesometro: invio entro il 31 gennaio 2014
Ultimi giorni per trasmettere la comunicazione delle operazioni IVA relative all’anno 2012 tramite i servizi telematici Fisconline o Entratel dell’Agenzia delle Entrate. Al momento restano confermate le scadenze di aprile 2014 per i dati delle operazioni effettuate nel corso del 2013, che dovranno essere oggetto di una distinta comunicazione

Ultimi giorni per trasmettere la comunicazione delle operazioni IVA relative all’anno 2012 tramite i servizi telematici Fisconline o Entratel dell’Agenzia delle Entrate. Al momento restano confermate le scadenze di aprile 2014 per i dati delle operazioni effettuate nel corso del 2013, che dovranno essere oggetto di una distinta comunicazione.

Ai fini dello spesometro bisogna monitorare le operazioni soggette all’obbligo di emissione della fattura, indicando per ciascun cliente e fornitore l’importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate. Soltanto per le operazioni per le quali non è previsto l’obbligo di emissione della fattura, la comunicazione telematica deve essere effettuata limitatamente alle operazioni di importo non inferiore a 3.600 euro (comprensivo dell’IVA).

Le comunicazioni relative al 2012 dovevano essere trasmesse entro il termine del 12 novembre 2013 per i contribuenti mensili e del 21 novembre 2013 per i contribuenti trimestrali; tuttavia, come disposto dall’Agenzia delle Entrate, è possibile operare l’invio anche entro il termine del 31 gennaio 2014; il rinvio è stato disposto in ragione delle criticità riscontrate dagli operatori, sia con riferimento ai professionisti che alle aziende che hanno dovuto reperire i relativi dati. L’invio entro il predetto termine non comporta l’applicazione di sanzioni.

L’adempimento. L’Agenzia delle Entrate, con i comunicati stampa del 7 e 8 novembre 2013, ha precisato che, per la comunicazione delle informazioni relative alle operazioni rilevanti IVA (i.e. spesometro) i servizi telematici Entratel o Fisconline o SID sarebbero restati aperti fino al 31 gennaio 2014. In sede di controllo, non si rendono applicabili le sanzioni, nei casi in cui gli invii avvengano entro il termine del 31 gennaio 2014. Analogamente, nei casi in cui il contribuente rettifichi o sostituisca le precedenti comunicazioni, sempre che quelle integrative o sostitutive siano inviate entro il 31 gennaio 2014, non saranno applicate sanzioni.

Precisato quanto precede circa il “nuovo” e prossimo termine previsto per l’invio dello spesometro, giova ricordare che, per le operazioni da comunicare, è previsto che:

  • per le operazioni per le quali è previsto l’obbligo di emissione della fattura, prescindendo dall’importo, l’obbligo della comunicazione è assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, dell’importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate;
  • per le sole operazioni per le quali non è previsto l’obbligo di emissione della fattura, la comunicazione telematica deve essere effettuata qualora le operazioni stesse siano di importo non inferiore a 3.600 euro, comprensivo dell’IVA.

I soggetti tenuti alla trasmissione della comunicazione – tutti i soggetti passivi IVA – sono coloro che effettuano operazioni rilevanti ai fini di tale imposta; devono comunicare all’Amministrazione finanziaria:

  • i dati concernenti le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese a soggetti nei confronti dei quali sono state emesse fatture per operazioni rilevanti ai fini IVA (clienti);
  • i dati afferenti le cessioni di beni e le prestazioni di servizi ricevute da soggetti titolari di partita IVA (fornitori);
  • i dati concernenti le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute per i quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura, qualora l’importo unitario dell’operazione risulta non inferiore a 3.600 euro al lordo dell’IVA.

L’emissione della fattura, in sostituzione di altro idoneo documento fiscale, determina, comunque, l’obbligo di comunicazione dell’operazione anche se di importo inferiore alla soglia di 3.600 euro al lordo dell’imposta sul valore aggiunto. In tal senso si deve pertanto evidenziare che per le operazioni senza obbligo di fattura, l’eventuale emissione volontaria di tale documento, in sostituzione degli altri documenti fiscali previsti in via ordinaria per la certificazione dei corrispettivi (scontrini e ricevute), comporta l’adempimento dell’obbligo di comunicazione indipendentemente dall’importo dell’operazione, al pari delle operazioni per le quali vige l’obbligo di emissione della fattura.

I dati oggetto di comunicazione possono essere trasmessi, in via alternativa, in forma analitica oppure in forma aggregata. Si rileva che la scelta è vincolante per l’intero contenuto della comunicazione, anche qualora si renda necessario un invio sostitutivo; è espressamente previsto che l’invio dei dati in forma aggregata non è consentito per la comunicazione relativa ad acquisti da operatori economici sammarinesi, acquisti e cessioni da e nei confronti dei produttori agricoli ed acquisti di beni e di prestazioni di servizi legate al turismo.

Il modello. Ai fini della trasmissione dei dati aventi ad oggetto lo spesometro, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile il modello polivalente, con le relative istruzioni, per la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA, nonché delle operazioni effettuate con controparti residenti in Paesi a fiscalità privilegiata (black-list) e degli acquisti da operatori della Repubblica di San Marino.

Il nuovo modello “unificato” dovrà quindi essere utilizzato anche per la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e nello stesso, per effetto dei quadri specifici che sono stati previsti, viene recepita la ripartizione delle operazioni che potranno essere indicate in forma aggregata od analitica.

Esclusioni. È opportuno ricordare che sono escluse dall’obbligo di comunicazione le seguenti operazioni:

  • le importazioni;
  • le esportazioni;
  • le operazioni intracomunitarie;
  • le operazioni che costituiscono oggetto di comunicazione all’Anagrafe tributaria, nel rispetto dell’art. 7, D.P.R. n. 605/1973 e delle altre norme che stabiliscono analoghi obblighi di comunicazione all’Anagrafe tributaria;
  • le operazioni di importo pari o superiore a euro 3.600, effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti passivi ai fini dell’IVA, qualora non siano documentate da fattura ed il cui pagamento sia avvenuto attraverso carte di credito, di debito o prepagate.

Va da sé, inoltre, che non rientrano nell’adempimento le operazioni escluse da IVA; si tratta, tra le altre, delle seguenti operazioni: somme dovute a titolo di indennizzo, i contributi non aventi natura corrispettiva; operazioni non considerate cessioni di beni (cessioni e conferimenti in società o altri enti aventi ad oggetto aziende o rami di azienda e cessioni che hanno per oggetto terreni non suscettibili di utilizzazione edificatoria, etc.) nonché quelle non considerate prestazioni di servizi (cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti d’autore effettuate dagli autori, etc.).

Allo stesso modo, l’obbligo di comunicazione non sussiste per le operazioni non soggette ad imposta per mancanza del requisito della territorialità come, ad esempio, le cessioni poste in essere fra due soggetti IVA nazionali di beni esistenti all’estero e le cessioni relative a beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale.

Vengono esclusi dall’obbligatorietà della trasmissione della comunicazione all’Anagrafe tributaria delle operazioni rilevanti ai fini IVA i contribuenti minimi, lo Stato, le regioni, le province, i comuni e gli altri organismi di diritto pubblico.

Sanzioni. L’omissione delle comunicazioni, ovvero la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri, comporta la sanzione prevista dall’articolo 11 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, ricompresa tra 258 euro e 2.065 euro.

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