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Sospesi i «vecchi» espropri delle abitazioni principali

Sospesi i «vecchi» espropri delle abitazioni principali
Stop ai pignoramenti dell’abitazione principale, se si tratta dell’unico immobile, non di lusso, posseduto dal debitore

Stop ai pignoramenti dell’abitazione principale, se si tratta dell’unico immobile, non di lusso, posseduto dal debitore. Tra le novità del decreto «del fare», spicca il divieto di procedere agli espropri della casa in cui il debitore risiede anagraficamente.
La qualifica di unico immobile posseduto, secondo la nota di Equitalia del 1° luglio scorso, non si perde se si possiedono anche unità immobiliari pertinenziali all’abitazione principale, quali ad esempio garage, cantine e posti auto. L’immobile deve però avere destinazione catastale abitativa. L’unità non deve inoltre essere qualificabile come bene di lusso, a prescindere dall’accatastamento formale della stessa, né appartenere alla categoria delle ville e dei castelli.

Il debitore, inoltre, deve risiedere anagraficamente nell’immobile. Nulla è cambiato, invece, con riferimento all’iscrizione di ipoteca: questo significa che l’agente della riscossione può iscrivere ipoteca alla sola condizione che l’ammontare del debito a ruolo sia almeno pari a 20mila euro, anche se si tratta di abitazione principale. In sostanza, quest’ultima può essere ipotecata ma non può essere pignorata.

Novità anche sugli immobili potenzialmente pignorabili. È stato infatti elevato da 20mila a 120mila euro il tetto minimo di debito a ruolo necessario ai fini dell’esproprio. Inoltre, l’esproprio è ammesso solo previa iscrizione di ipoteca e dopo il decorso di sei mesi da essa. Vale inoltre ricordare che l’iscrizione di ipoteca a sua volta deve essere necessariamente preceduta da un’intimazione di pagamento contenente l’invito a pagare le somme dovute entro 30 giorni.

Una questione lasciata in sospeso da Equitalia riguarda l’efficacia retroattiva della disciplina dei pignoramenti. Il problema è relativo in particolare ai pignoramenti già eseguiti alla data di entrata in vigore del Dl n. 69/13, per i quali tuttavia la vendita all’incanto dell’immobile non sia già avvenuta. La nota del 1° luglio scorso, valorizzando la ratio della novella legislativa, ha prospettato la possibilità di annullare la procedura espropriativa in tutti i casi in cui, in base alle nuove regole, l’espropriazione non sarebbe ammessa. Si tratta pertanto, alternativamente, delle ipotesi in cui:

  • il debitore possiede solo l’abitazione principale;
  • l’importo a ruolo non supera 120mila euro;
  • la procedura espropriativa non è stata preceduta dal decorso di almeno sei mesi dall’iscrizione di ipoteca.

In attesa di approfondimenti, la direzione della società di riscossione ha invitato le società del gruppo a sospendere comunque le attività esecutive. Considerata l’estrema delicatezza della questione e l’importanza degli interessi in gioco, è necessario che la riserva sia sciolta quanto prima.

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