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Sos coperture: scattano le clausole di salvaguardia. Stangata su benzina e alcolici

Sos coperture: scattano le clausole di salvaguardia. Stangata su benzina e alcolici
Pesano per almeno 3 milioni di euro, e quella sull’abolizione dell’Imu è già scattata. I mancati introiti rispetto alle previsioni rischiano seriamente di farle scattare

Se il compito di predisporre il bilancio dello Stato per il 2015, dopo i roboanti annunci del governo, si preannuncia opera ardua, pare che i tecnici del Tesoro stiano guardando con timore anche ai numeri relativi all’anno in corso. Secondo un’inchiesta le cosiddette “clausole di salvaguardia” sulle misure economiche ammontano a ben 3 miliardi di euro, ed i mancati introiti rispetto alle previsioni rischiano seriamente di farle scattare (con ovvie ripercussioni sui conti pubblici). Una, relativa all’abolizione dell’Imu, è già scattata. E il rischio rincari sulle accise è dietro l’angolo.

Cosa sono le clausole di salvaguardia
Si tratta di una forma di copertura “supplementare” a salvaguardia della manovra. Nel momento in cui si approva una legge di spesa – quando la relativa copertura non è certa bensì solo prevista – si inserisce la clausola, che solitamente recita una formula di questo tipo: dovessero mancare dei soldi, tagliamo la voce di spesa X o aumentiamo la tassa Y.

Quante sono
Qualcuno le ha definite vere e proprie “mine” all’interno dei conti pubblici. Secondo alcuni le clausole di salvaguardia sarebbero una dozzina, di cui le tre più rilevanti (due inserite dal governo presieduto da Enrico Letta, una da Renzi) arrivano a circa 2,8 miliardi di euro.

La clausola già scattata
Una di queste “mine” è in realtà già esplosa e riguarda le coperture per l’abolizione dell’Imu: il rinvio della prima rata fu coperto, fra l’altro, con ipotetici incassi extra da Iva per 559,5 milioni dovuti al pagamento di 20 miliardi di debiti della P.A. Se a fine anno mancassero, in tutto o in parte, la clausola prevede i famigerati tagli lineari a diversi ministeri. Per abolire la seconda rata vennero invece messi a bilancio 600 milioni di condono per i cosiddetti “furbetti delle slot manchine” e altri 925 di extra-gettito Iva dovuto al pagamento di 7,2 miliardi di debiti dello Stato. Il condono sulle slot, come noto, ha prodotto ben poco, e la clausola di salvaguardia è già scattata con gli anticipi Ires e Irap dello scorso dicembre. Quelli però sono solo, per l’appunto, anticipi: per recuperare il mancato gettito a gennaio aumentano (in teoria temporaneamente) le accise su tabacchi, alcol e benzina per circa 700 milioni.

La clausola sugli 80 euro
Anche i famosi 80 euro del bonus Renzi hanno la loro bella clausola di salvaguardia: se l’extra-gettito Iva relativo al pagamento dei debiti dello Stato non raggiungesse quota 650 milioni, a settembre aumenterebbero ancora tabacchi, alcol e benzina.

Il problema consumi
I tecnici del Tesoro sottolineano però un problema: l’aumento delle accise incide, oltre una certa soglia, sui consumi. In pratica all’aumentare dei prezzi a causa delle accise stesse, i consumatori tendono a consumare quantità minori di quel prodotto, annullando di fatto le previsioni di gettito. Motivo per cui si cerca sempre di agire con la massima prudenza su questo fronte.

L’eredità Letta
Non bastassero le clausole di salvaguardia, a pesare sul bilancio 2014 ci sono anche pezzi dell’eredità lasciata dal governo Letta:

  • un taglio di spese che la legge di Stabilità chiede di fare entro il 31 luglio;
  • spese non finanziate per le missioni militari;
  • la cassa integrazione.

Il governo stima l’ammanco in 750 milioni, in realtà la sola cassa integrazione in deroga potrebbe finire per costare quasi un miliardo.

Il Pil che non cresce ed il rischio manovra
Un altro motivo di preoccupazione è l’arretramento del Pil (0,1%) nel primo trimestre 2014. Per centrare la crescita prevista dello 0,8% servirà una ripresa vivace di cui al momento non c’è traccia, e le voci di corridoio indicano sempre più la possibilità di una manovra correttiva in autunno.

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