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Società in perdita sistemica a interpello allargato

Società in perdita sistemica a interpello allargato
Grazie all’ampliamento del periodo di osservazione dai tre ai cinque periodi d’imposta precedenti, introdotto dall’articolo 18 del D.Lgs. n. 175/2014 (c.d. decreto semplificazioni), anche le istanze di interpello disapplicativo, da presentare alla competente Dre per il periodo d’imposta 2014, potranno avere ad oggetto un periodo temporale più ampio

Grazie all’ampliamento del periodo di osservazione dai tre ai cinque periodi d’imposta precedenti, introdotto dall’articolo 18 del D.Lgs. n. 175/2014 (c.d. decreto semplificazioni), anche le istanze di interpello disapplicativo, da presentare alla competente Dre per il periodo d’imposta 2014, potranno avere ad oggetto un periodo temporale più ampio.

Le società che hanno verificato l’esistenza di una perdita fiscale in ognuno dei cinque anni di riferimento 2009-2013 oppure l’esistenza, sempre in detto arco temporale, di quattro esercizi in perdita ed uno in utile fiscale ma al di sotto del limite di reddito da società di comodo, potranno infatti richiedere alla Direzione regionale la disapplicazione della disciplina prendendo a riferimento almeno uno dei cinque periodi d’imposta sopra ricordati.

L’ampliamento ai cinque esercizi precedenti potrà dunque «allargare» anche l’oggetto dell’istanza di interpello disapplicativo.

Riprendendo e reinterpretando quanto già precisato all’indomani dell’entrata in vigore della normativa sulle società in perdita sistemica, introdotta nel nostro ordinamento dal dl 138/2011, e in particolare nella circolare n. 23/E dell’11 giugno 2012, le nuove istanze di interpello dovranno essere costruite sulla base del seguente schema: indicazione espressa dell’anno o degli anni del quinquennio oggetto dell’interpello e da esaminare; elementi e circostanze utili alla dimostrazione che per almeno uno degli anni dal 2009 al 2013 esistono giustificati motivi per la disapplicazione della normativa oppure, in alternativa, che la perdita o il reddito minimo sono generati da situazioni obiettive e non dalla gestione di comodo della società e dei suoi beni.

Se la società riuscirà a dare dimostrazione dell’esistenza, su almeno uno dei cinque periodi d’imposta precedenti al 2014, di una di queste circostanze, la Direzione regionale competente dovrebbe concedere la disapplicazione della disciplina delle comodo e di tutte le conseguenze negative che dalla stessa derivano.

Per riprendere i contenuti del sopra citato documento di prassi amministrativa le società in perdita sistemica nell’esercizio 2014 dovranno esporre nell’istanza di interpello disapplicativo in modo chiaro e documentare in maniera esaustiva tutti gli elementi conoscitivi utili ad individuare le situazioni oggettive portate all’attenzione dell’ufficio che giustifichino la disapplicazione della normativa in questione, facendo inoltre espresso riferimento, oltre che del periodo d’imposta (2014) per il quale si richiede la disapplicazione della disciplina di cui all’articolo 2, commi da 36-decies a 36-duodecies del dl 138/2011, sia del periodo d’imposta (2009-2013) al quale le suddette situazioni si riferiscono.

In assenza di alcuni di questi elementi, l’istanza deve ritenersi, sempre secondo il giudizio della circolare n. 23/E, inammissibile.

Stando ai numeri diffusi nelle relazioni al decreto semplificazioni l’ampliamento del c.d. periodo di osservazione per il verificarsi dei presupposti delle perdite sistemiche dovrebbe ridurre drasticamente il numero delle società italiane coinvolte nella disposizione introdotta dal dl 138/2011.

Numericamente già dal 2014 la platea delle società il perdita sistemica dovrebbe scendere da oltre 12/13 mila unità o poco più di un migliaio. È facile immaginare, quale logica conseguenza, che anche il numero di istanze di interpello disapplicativo alle Direzioni regionali competenti dovrebbe ridursi di una percentuale simile a quella dei soggetti in perdita sistemica.

Ciò dovrebbe comportare, ma il condizionale in materia tributaria è quasi sempre d’obbligo, anche la possibilità che le stesse Direzioni regionali, avendo meno istanze da smaltire nei novanta giorni di tempo previsti dalla norma, possano analizzare con maggiore attenzione le argomentazioni ed i documenti esibiti dai contribuenti a corredo delle istanze.

Se ciò avvenisse l’allargamento del periodo temporale di osservazione avrebbe apportato benefici sotto due punti di vista: quello del numero dei soggetti coinvolti dalla norma sulle società in perdita sistemica e quello dei responsi delle direzioni regionali agli interpelli disapplicativi presentati dalle società.

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