Diritto

Società cancellata dal Registro Imprese: avviso di accertamento nullo

Società cancellata dal Registro delle Imprese: avviso di accertamento nullo
L’avviso di accertamento notificato a una società, di persone o di capitali, cancellata dal Registro delle Imprese è nullo, poiché elevato nei confronti di un soggetto non più esistente

L’avviso di accertamento notificato a una società, di persone o di capitali, cancellata dal Registro delle Imprese è nullo, poiché elevato nei confronti di un soggetto non più esistente. Per l’accertamento del reddito imputabile pro quota ai soci, l’amministrazione finanziaria deve riproporre sull’atto destinato alle persone fisiche le motivazioni che avevano indotto la ripresa fiscale in capo all’ente societario, non essendo sufficiente un mero richiamo all’atto (nullo) rivolto al soggetto estinto.

Sono le conclusioni che si leggono nella sentenza n. 996/26/14 della Ctp di Milano, depositata lo scorso 31 gennaio nella segreteria meneghina.

IL FATTO

Il caso riguarda un avviso di accertamento notificato al socio accomandante di una sas, con il quale l’amministrazione finanziaria intendeva riprendere a tassazione gli utili accertati alla compagine societaria, imputati per trasparenza ai soci persone fisiche. Come accade sovente, l’avviso di accertamento rivolto al socio era motivato attraverso il mero richiamo all’atto elevato nei confronti della società, indicandone gli estremi e la data di notificazione. Il ricorrente faceva rilevare che, al momento della presunta notifica dell’avviso di accertamento alla società, questa risultava estinta per effetto dell’avvenuta cancellazione dal Registro Imprese.

LA DECISIONE DELLA CTP

L’argomento ha convinto i giudici della Ctp ad annullare in toto la pretesa fiscale. In primis, la commissione osserva come la giurisprudenza di legittimità ha considerato operante anche per le società di persone l’effetto estintivo che si ha, ex lege, per le società di capitali con la cancellazione dal Registro Imprese. In tal senso si è espressa la Cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 4060/2010, intervenuta dopo le modifiche apportate dalla riforma societaria all’articolo 2495 del codice civile, norma diretta alle società di capitali ma applicabile anche a quelle di persone. Operata questa premessa, la Ctp ha tratto le dovute conclusioni, osservando che l’avviso di accertamento rivolto a una società di persone cancellata è nullo, «poiché elevato in capo a un soggetto inesistente». Dunque, lo stesso avviso, nullo, non può rappresentare un valido presupposto logico e giuridico per tassare il reddito pro quota sul socio. Di contro, l’amministrazione avrebbe dovuto fornire indicazione «nell’atto accertativo intestato al socio, di quali siano le riprese che hanno determinato il maggior reddito in capo alla società ed i motivi, di fatto e di diritto, che le supportino, non essendo sufficiente a tal fine il mero richiamo all’avviso di accertamento elevato in capo a una società inesistente, e pertanto nullo».

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