Diritto

Sigarette elettroniche, supertassa illegittima

Sigarette elettroniche, supertassa illegittima
La maxi-imposta di consumo del 58,5% sulle sigarette elettroniche è illegittima. L’applicazione del tributo, vigente nel 2014, era comunque stata già sospesa dai giudici amministrativi. Resta salva invece la nuova disciplina del prelievo, rimodulato dal dlgs n. 188/2014 in attuazione della delega fiscale e applicabile dal 1° gennaio 2015

La supertassa sulle sigarette elettroniche è incostituzionale. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza n. 83 depositata il 15 maggio 2015 in cui spiega come la discrezionalità tributaria incontri dei limiti: le tasse sulle sigarette trovano «giustificazione nel disfavore nei confronti di un bene riconosciuto come gravemente nocivo per la salute», ma «tale presupposto non è ravvisabile in relazione al commercio di prodotti contenenti “altre sostanze”» diverse dalla nicotina. La tassa censurata è del 58,5% del prezzo al pubblico.

La disposizione impugnata è stata introdotta dal decreto legge n. 76 del giugno 2013, che all’art. 11 (comma 22) introduceva un nuovo articolo al testo unico delle accise del 1995, stabilendo che a decorrere dal 1° gennaio 2014 «i prodotti contenenti nicotina o altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati nonché i dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, che ne consentono il consumo, sono assoggettati ad imposta di consumo nella misura pari al 58,5% del prezzo di vendita al pubblico». Disposizione, quest’ultima, poi modificata nel dicembre 2014.

La norma è stata prima impugnata di fronte al Tar. Il Tar ha sospeso il giudizio e inviato gli atti alla Consulta, che si è pronunciata con la sentenza n. 83 di cui è relatore il giudice Giuliano Amato. La disciplina oggetto della sentenza «trova primaria giustificazione nell’esigenza fiscale, di recupero di un’entrata erariale, l’accisa sui tabacchi, con particolare riguardo alle sigarette, la quale ha subito una rilevante erosione, per effetto dell’affermazione sul mercato delle sigarette elettroniche». Ma «anche in materia tributaria – avverte la Corte -, il principio della discrezionalità e dell’insindacabilità delle opzioni legislative incontra il limite della manifesta irragionevolezza». Limite in questo caso varcato, perché la Corte ha ritenuto contrario all’art. 3 della Costituzione e «del tutto irragionevole, l’estensione, operata dalla disposizione censurata, del regime amministrativo e tributario proprio dei tabacchi anche al commercio di liquidi aromatizzati e di dispositivi per il relativo consumo, i quali non possono essere considerati succedanei del tabacco».

C’è poi un altro aspetto: «l’indeterminatezza della base imponibile e la mancata indicazione di specifici e vincolanti criteri direttivi, idonei ad indirizzare la discrezionalità amministrativa nella fase di attuazione della normativa primaria». La norma `bocciata´ «affida ad una valutazione, soggettiva ed empirica – la idoneità di prodotti non contenenti nicotina alla sostituzione dei tabacchi lavorati – l’individuazione della base imponibile e nemmeno offre elementi dai quali ricavare, anche in via indiretta, i criteri e i limiti volti a circoscrivere la discrezionalità amministrativa nella definizione del tributo. Né l’elasticità delle indicazioni legislative è accompagnata da forme procedurali partecipative, già indicate da questa Corte come possibile correttivo». E tutto ciò è in contrasto con l’art. 23 della Costituzione.

La supertassa sulle sigarette elettroniche del 2014, bocciata dalla Consulta, vale 117 milioni di euro. È questa infatti la stima fatta a suo tempo dalla Ragioneria generale dello Stato nella relazione tecnica del decreto Iva e Lavoro (di Letta-Giovannini) che conteneva la misura. Massimiliano Mancini, presidente di Anafe-Confindustria, e Massimiliano Federici, presidente di Fiesel-Confesercenti, cantano vittoria: «Proviamo grande soddisfazione e senso di giustizia per la decisione della Corte Costituzionale che – dando ragione a due anni di battaglie in difesa delle sigarette elettroniche – ha confermato che la tassazione sulle e-cig è spropositata e peggiorativa nel contenuto e addirittura rispetto al livello di tassazione del tabacco».

Corte Costituzionale – Sentenza N. 83/2015

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