Lavoro

Sicurezza nei cantieri: l’imprenditore è responsabile di infortuni anche verso terzi

L’ imprenditore è responsabile della sicurezza del cantiere e degli eventuali infortuni che accadono verso terzi
L’ imprenditore è responsabile della sicurezza del cantiere e degli eventuali infortuni che accadono verso terzi

L’imprenditore è responsabile della sicurezza del cantiere e degli eventuali infortuni che accadono verso terzi. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 6383 dell’8 febbraio 2013, che ha ricordato l’obbligo a carico del datore di lavoro di predisporre misure a tutela della sicurezza dei lavoratori e di tutti i soggetti che si trovano occasionalmente in cantiere, compresi i pedoni.

Nel caso specifico, la Corte si è espressa sull’infortunio subito da un lavoratore (investimento da parte di un autocarro in retromarcia) in un cantiere nel quale non erano stati separati i percorsi riservati ai pedoni e quelli per la circolazione degli automezzi. I giudici hanno respinto il ricorso presentato dall’imprenditore contro la pronuncia di condanna nei suoi confronti, sostenendo che l’infortunio non si sarebbe verificato se il datore di lavoro avesse adottato le giuste misure per dividere i diversi percorsi all’interno del cantiere.

Così si legge nella sentenza: «le norme antinfortunistiche non sono dettate soltanto per la tutela dei lavoratori, ossia per eliminare il rischio che i lavoratori possano subire danni nell’esercizio della loro attività, ma sono dettate anche a tutela dei terzi, cioè di tutti coloro che, per una qualsiasi legittima ragione, accedono in luoghi di lavoro che, non muniti dei presidi antinfortunistici voluti dalla legge, possono essere causa di eventi».

Inammissibile pertanto il ricorso presentato dal titolare dell’impresa che ha omesso di dotare il deposito di materiali edili e di macchinari di passaggi e di vie di circolazione sufficientemente libere da ingombri ed ostacoli in maniera da garantire che i movimenti dei pedoni e dei dipendenti e le manovre dei veicoli potessero avvenire in modo agevole e sicuro. «Va sottolineato come l’incidente non si sarebbe verificato se fossero state create vie idonee di circolazione utili a separare il percorso riservato ai pedoni da quello riservato ai veicoli. L’imputato nella sua qualità – affermano i giudici – è venuto meno ai propri doveri di garantire la sicurezza nel luogo di lavoro».

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