Diritto

Si alla rateazione in 72 rate anche per l’impresa in liquidazione

Si alla rateazione in 72 rate anche per l'impresa in liquidazione
È chiara la relazione esplicativa di supporto alla sussistenza delle ragioni che abilitano l’accoglimento dell’istanza di rateazione in 72 rate mensili, laddove il riscossore puntualizza di aver proceduto alla revoca “a seguito del deposito in Tribunale e presso l’Agente della riscossione di ricorso per l’omologa dell’accordo di ristrutturazione e la contestuale proposta di transazione fiscale e previdenziale, in virtù della pendenza di procedimento amministrativo presso l’ente impositore, di precedente attivazione”.

È chiara la relazione esplicativa di supporto alla sussistenza delle ragioni che abilitano l’accoglimento dell’istanza di rateazione in 72 rate mensili, laddove il Riscossore puntualizza di aver proceduto alla revoca “a seguito del deposito in Tribunale e presso l’Agente della riscossione di ricorso per l’omologa dell’accordo di ristrutturazione e la contestuale proposta di transazione fiscale e previdenziale, in virtù della pendenza di procedimento amministrativo presso l’ente impositore, di precedente attivazione”. Lo ha affermato la CTP Lecce con la sentenza n. 1507/01/15 del 28 aprile 2015.

IL FATTO
Il caso esaminato dai giudici leccesi riguarda una S.p.a. in liquidazione dal settembre 2013, che in data 5 luglio 2014 ha presentato al Tribunale di Lecce un “accordo di ristrutturazione dei debiti” ex art. 182-bis L.F.. avvalendosi del beneficio della c.d. transazione fiscale e previdenziale ai sensi dell’art. 182-ter L.F.. In data 30 luglio 2014 la società ha, altresì, presentato ad Equitalia Sud Spa di Lecce “Istanza di rateazione ai sensi dell’art. 11-bis DL n. 66/2014, convertito con modificazioni dalla legge n. 89/2014″, chiedendo la concessione di un nuovo piano di rateazione in 72 rate mensili delle somme già iscritte a ruolo: detta istanza è stata corredata da relazione al fine di esplicitare la situazione della impresa.
Con decreto dell’8 agosto 2014 il Riscossore ha parzialmente accolto la predetta istanza, accordando la ripartizione del pagamento in n. 24, anziché n. 72 rate mensili, questa indicando come unica forma di rateizzazione consentita per le imprese in liquidazione.
Detto provvedimento ha costituito da parte della società oggetto di contestazione, evidenziando come la Direttiva di Gruppo n. 12/2011 della Direzione Centrale Strategie di Riscossione della Equitalia Spa preveda espressamente al capitolo 2.E la possibilità di concessione di dilazione per un numero di rate superiore a 24, laddove la relazione unita alla istanza attesti che la complessità delle attività di liquidazione dell’attivo patrimoniale richieda un arco temporale maggiore: circostanza, quest’ultima, evincibile proprio dalla relazione unita all’istanza, comunque confermata dalla ulteriore documentazione prodotta.
Nelle more della adozione delle rispettive determinazioni da parte della Agenzia delle Entrate e della sede INPS in ordine alle proposte di transazione fiscale e previdenziale siccome alle stesse rispettivamente avanzate, il Riscossore, con proprio decreto ha disposto la revoca della già concessa rateazione, seppure nella minore misura di n. 24 rate, questa giustificando con l’intervenuto deposito, precedente la dilazione a suo tempo concessa, di ricorso per omologa di accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis presentato al Tribunale di Lecce e contestuali proposte di transazione fiscale e previdenziale presentate ex art. 182-ter.
Avverso il suddetto provvedimento di revoca la società ha quindi proposto ricorso, instando per l’annullamento dello stesso, in quanto ritenuto illegittimo.

LA DECISIONE DELLA CTP LECCE
La CTP Lecce accoglie il ricorso presentato dalla società. Orbene – scrivono i giudici -, come si evince dalla documentazione prodotta da parte ricorrente, in data 30 luglio 2014 la società ha presentato ad Equitalia Sud Spa di Lecce la “Istanza di rateazione ai sensi dell’art. 11-bis del D.L. n. 66/2014, convertito con modificazioni dalla legge n. 89/2014”, chiedendo la concessione di un nuovo piano di rateazione in 72 rate mensili delle somme già iscritte a ruolo corredata da relazione esplicativa asseverata da professionista, in possesso dei requisiti di cui all’art. 67, comma 3, lettera d), L.F., in ordine alla sussistenza delle ragioni abilitanti l’accoglimento integrale della istanza nella misura del maggiore termine di 72 rate mensili.
In detta relazione si fa espresso richiamo e riferimento al fatto che “in data 5 luglio 2014 la società ha depositato presso il Tribunale di Lecce il “Ricorso per omologazione dì Accordo per la ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’art. 182-bis L.F.” e provveduto alla pubblicazione in via telematica presso il Registro delle Imprese-Camera di Commercio di Lecce nonché all’ulteriore circostanza della intervenuta acquisizione di “adesione di oltre il 70% del ceto creditorio (al netto della adesione mediante transazione fiscale ai sensi dell’art. 182-ter L.F. ancora in fase di definizione) “laddove sempre nella prefata relazione vengono riportati i termini e le modalità di attuazione proprio del citato Accordo” siccome presentato ex art. 182-bis L.F.
Ecco che è di tutta evidenza – sottolinea la Corte – come le richiamate circostanze fossero già a conoscenza da parte del Riscossore in sede di esame e valutazione della dilazione.
Conclude il collegio giudicante in accoglimento del ricorso che in ogni caso, la pendenza della prefata procedura (proprio in ragione della tutela che nell’ambito della stessa conserva comunque la posizione del creditore estraneo), non costituisce elemento ex se idoneo a giustificare invece la revoca da parte del Riscossore di dilazione già concessa, come confermato dalla non contemplazione di detta ipotesi da parte della direttiva n. 12 del 15 aprile 2011.

CTP Lecce – Sentenza N. 1507/01/15

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