Diritto

Sì al permesso di soggiorno al coniuge transessuale

Non si può negare il permesso di soggiorno al coniuge straniero transessuale sposato con una donna italiana se la convivenza tra i due è effettiva e si protrae ormai da tempo
Non si può negare il permesso di soggiorno al coniuge straniero transessuale sposato con una donna italiana se la convivenza tra i due è effettiva e si protrae ormai da tempo

Niente discriminazioni. Non si può negare il permesso di soggiorno al coniuge straniero transessuale sposato con una donna italiana se la convivenza tra i due è effettiva e si protrae ormai da tempo. Il Tribunale di Reggio Emilia (giudice Casadonte) ribalta così la decisione della Questura che aveva rifiutato il nulla osta sulla base del fatto che la transessualità e il fatto di assumere «sembianze femminili» escluderebbe alla radice la possibilità di convivenza con la donna con cui era sposato da oltre cinque anni. In sostanza, quindi, il matrimonio sarebbe stato celebrato con finalità elusive solo per ottenere il documento di soggiorno.

Una motivazione non convincente per il giudice emiliano che in ben 32 punti ha spiegato le motivazioni per cui il ricorso andava accolto. «Il ricorrente è legalmente coniugato con la cittadina italiana – spiega l’ordinanza resa nota dall’Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione) – non sussistendo dubbi sulla celebrazione del loro matrimonio». Così come risulta «pacifico che i coniugi siano tuttora di diverso sesso anagrafico, dato che il ricorrente – pur assumendo sembianze dell’altro genere – non ha mai chiesto» il cambio di sesso. E allo stesso tempo la convivenza (requisito richiesto per il rilascio del permesso di soggiorno) risulta confermato anche da diversi informatori.

I precedenti
Del resto, la permanenza di un matrimonio fondato sulla convivenza dopo il mutamento di sesso di uno dei coniugi è emerso già in altre situazioni al centro delle decisioni dei giudici nazionali e comunitari. L’ultimo dei precedenti in ordine di tempo è del Tribunale di Rimini. Poco meno di un anno fa, il Tribunale romagnolo ha ritenuto illegittimo il rifiuto della carta di soggiorno a un cittadino brasiliano sposato con un’italiana e che aveva avviato un percorso di mutamento di sesso senza però alcun cambiamento sotto il profilo dell’anagrafe.

Ordinanza Tribunale di Reggio Emilia

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