Lavoro

Sgravi sulle retribuzioni di produttività: via libera all’imposta del 10%

Via libera agli sgravi sulle retribuzioni di produttività per il 2013
Via libera agli sgravi sulle retribuzioni di produttività per il 2013

Via libera agli sgravi sulle retribuzioni di produttività per il 2013. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 29 marzo, del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’agevolazione è entrata nella fase operativa. I lavoratori del settore privato, che nel 2012 hanno conseguito una retribuzione da lavoro dipendente non superiore a 40mila euro, potranno beneficiare di una tassazione al 10% al posto dell’Irpef sugli importi di massimo 2.500 euro erogati per incrementare la produttività.

L’agevolazione non è una novità assoluta, essendo stata introdotta, in forma sperimentale nel 2008 e successivamente sempre rinnovata anche su richiesta di aziende e sindacati. Tuttavia ancora oggi viene definita misura sperimentale, nonostante le parti sociali lo scorso novembre abbiano chiesto di renderla stabile e chiara. Un appello a cui il Governo ha risposto rinnovando lo sgravio per l’anno in corso e il prossimo a fronte di una copertura finanziaria pari rispettivamente a 950 e 400 milioni di euro.

La versione attuale contiene alcune novità rispetto all’anno scorso e degli aspetti applicativi che risultano non del tutto chiari, tanto che, dopo la pubblicazione del Dpcm si attende una circolare esplicativa che risolva i dubbi. Il punto centrale per accedere agli sgravi è costituito da contratti collettivi di lavoro che devono essere sottoscritti a livello aziendale o territoriale in cui devono essere indicati i parametri a cui sono collegate le retribuzioni di produttività. Tali contratti devono poi essere depositati, entro 30 giorni dalla firma, alle direzioni territoriali del Lavoro.

I parametri individuati negli accordi, sulla base del Dpcm, possono essere sostanzialmente di due tipi. Il primo, a cui agganciare le retribuzioni di produttività, è costituito da indicatori quantitativi relativi a produttività, redditività, qualità, efficienza, innovazione. Il secondo, più complesso, richiede l’attivazione di una misura in almeno tre delle seguenti aree di intervento:

  • ridefinizione dei sistemi di orari e della loro distribuzione con modelli flessibili;
  • distribuzione flessibile delle ferie;
  • adozione di misure volte a rendere compatibile l’impiego di nuove tecnologie con la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori;
  • attivazione di interventi in materia di fungibilità delle mansioni e di integrazione delle competenze (ossia interscambiabilità delle funzioni).

Proprio sulle misure concrete che danno titolo a beneficiare dello sgravio è opportuno che venga fornita qualche indicazione in più rispetto a quanto contenuto nel Dpcm, in modo da consentire ad aziende e sindacati di mettere a punto e sottoscrivere gli accordi. Nei mesi scorsi, in attesa dell’attuazione della norma, alcune imprese lo hanno già fatto, ma molte altre, come riferito da alcune associazioni di categoria, sono rimaste ferme in attesa di chiarimenti.

Il Decreto Produttività

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