Diritto

Sgravi per i nuovi assunti: i part-time rilevano in proporzione all’orario svolto

Sgravi per i nuovi assunti: i part-time rilevano in proporzione all’orario svolto
La Corte di Cassazione chiarisce le condizioni di applicabilità degli sgravi triennali per incremento dell’occupazione previsti dall’art. 44 della Legge n. 448/2001

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9390 del 29 aprile 2014, chiarisce le condizioni di applicabilità degli sgravi triennali per incremento dell’occupazione previsti dall’art. 44 della Legge n. 448/2001, con particolare riferimento alla ratio degli sgravi anche alla luce della disciplina comunitaria ed alla posizione dei lavoratori a tempo pieno ed a tempo parziale.

IL FATTO

Il caso riguardava una società che occupava un lavoratore part time per orario pari al 50% dell’orario pieno previsto dal contratto collettivo e che aveva chiesto di fruire degli sgravi di cui all’art. 44 della Legge n. 448/2001 per i nuovi assunti.
L’Inps aveva negato la spettanza dello sgravio per non essersi verificate le condizioni di cui all’art. 3 comma 8 della Legge n. 448/1998 ed aveva ripetuto l’indebito con cartella esattoriale.
A seguito dell’opposizione del contribuente, il Tribunale aveva respinto l’opposizione e la Corte d’Appello aveva confermato la decisione.
Ricorre in cassazione la società, deducendo che l’incremento unitario dell’organico aziendale, richiesto dall’Inps e dai giudici di merito non era previsto dalla legge e comunque che la disciplina europea non prevedeva alcuna tecnica di approssimazione decimale nel caso in cui il lavoro prestato dal dipendente neo assunto fosse al 50%.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE

La Corte ha rigettato l’impugnazione, confermando la correttezza dell’operato dell’amministrazione nell’escludere il diritto agli sgravi e precisando le condizioni di applicabilità degli sgravi triennali per incremento dell’occupazione di cui all’art. 44 della Legge n. 448/2001, con particolare riferimento alla ratio degli sgravi anche alla luce della disciplina comunitaria ed alla posizione dei lavoratori a tempo pieno ed a tempo parziale.

La Corte ha ritenuto, in particolare, richiamando varie raccomandazioni in materia della Commissione Europea, che l’incremento occupazionale deve essere realizzato con riferimento alla media dei lavoratori dell’impresa occupati nei dodici mesi precedenti l’assunzione, non computandosi però i lavoratori già assunti a termine o con contratto di formazione e lavoro o di apprendistato, in quanto la trasformazione dei relativi rapporti in tempo indeterminato non determina la creazione di nuova occupazione. In secondo luogo, i lavoratori a tempo parziale e gli stagionali sono computati in proporzione all’orario svolto.

Tanto premesso, la Corte ha rilevato la correttezza del calcolo delle frazioni di unità lavorative aziendali operato dalla sentenza impugnata.

Art. 44 L. 448/01 - Sgravi per i nuovi assunti

A tutti i datori di lavoro privati ed agli enti pubblici economici, operanti nelle regioni Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, è riconosciuto, per i nuovi assunti nell’anno 2002 ad incremento delle unità effettivamente occupate al 31 dicembre 2001 e per un periodo di tre anni dalla data di assunzione del singolo lavoratore, lo sgravio contributivo in misura totale dei contributi dovuti all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e all’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo (ENPALS) a loro carico, sulle retribuzioni assoggettate a contribuzione per il Fondo pensioni lavoratori dipendenti e per il Fondo pensioni per i lavoratori dello spettacolo. Il beneficio si intende riconosciuto anche alle società cooperative di lavoro, relativamente ai nuovi soci lavoratori con i quali venga instaurato un rapporto di lavoro assimilabile a quello di lavoro dipendente. Ai fini della concessione delle predette agevolazioni, si applicano le condizioni stabilite all’articolo 3, comma 6, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, aggiornando al 31 dicembre 2001 le date di cui alla lettera a) del medesimo comma 6 dell’articolo 3.
Corte di Cassazione – Sentenza N. 9390/2014

Potrebbe anche interessarti: Calcolo dell’incremento occupazionale netto (U.L.A.) per accedere agli incentivi sulle assunzioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *