Lavoro

Sgravi contributivi estesi per gli imprenditori agricoli

Gli sgravi contributivi spettanti agli imprenditori agricoli che operano in zone montane o svantaggiate sono estesi alle cooperative di manipolazione e trasformazione di prodotti agricoli relativamente ai prodotti conferiti dai soci operanti nelle predette zone montane o svantaggiate
Gli sgravi contributivi spettanti agli imprenditori agricoli che operano in zone montane o svantaggiate sono estesi alle cooperative di manipolazione e trasformazione di prodotti agricoli relativamente ai prodotti conferiti dai soci operanti nelle predette zone montane o svantaggiate

È stato pubblicato ieri sul supplemento della Gazzetta Ufficiale n. 194 il decreto del Fare: Dl n. 69 del 21 giugno 2013, convertito nella legge n. 98/2013, in vigore da oggi. Il decreto contiene interventi per il mondo produttivo e per le famiglie.

Nel testo definitivo viene fatta chiarezza anche in ordine alla riduzione contributiva in materia di oneri previdenziali e assicurativi per le prestazioni di lavoro svolte in montagna. In particolare, gli sgravi contributivi spettanti agli imprenditori agricoli che operano in zone montane o svantaggiate sono estesi alle cooperative di manipolazione e trasformazione di prodotti agricoli relativamente ai prodotti conferiti dai soci operanti nelle predette zone montane o svantaggiate. I soci possono ottenere i prodotti conferiti anche mediante contratti di soccida.

Per meglio chiarire il tema è necessario ricordare il quadro normativo di riferimento. L’articolo 9, comma 5 della legge n. 67/1988 prevede che «a decorrere dal 1° gennaio 1988, i premi ed i contributi relativi alle gestioni previdenziali ed assistenziali sono dovuti nella misura del 15% dai datori di lavoro agricolo per il proprio personale dipendente, occupato a tempo indeterminato e a tempo determinato nei territori montani di cui all’art. 9 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601. I predetti premi e contributi sono dovuti per i medesimi lavoratori dai datori di lavoro agricolo operanti nelle zone agricole svantaggiate, delimitate ai sensi dell’art. 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984, nella misura del 40%, e dai datori di lavoro operanti nelle zone agricole svantaggiate comprese nei territori di cui all’art. 1 del testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, nella misura del 20 per cento».

Al riguardo si erano verificate alcune incertezze interpretative. In primo luogo si presentava il problema delle cooperative che trasformavano a valle i prodotti agricoli ottenuti dai soci in montagna e chiedevano se anch’esse potessero ottenere gli sgravi contributivi. In secondo luogo ci si chiedeva se fossero agevolate le attività di allevamento svolte nelle zone montane o svantaggiate in forza di contratti di soccida, in quanto il proprietario degli animali non avrebbe impiegato manodopera dipendente, che in forza del contratto è assunta dal soccidario. In conseguenza l’Inps non concedeva le agevolazioni contributive di cui all’articolo 9 del Dl n. 67/1988 alle cooperative di macellazione relativamente agli animali conferiti dal soccidante. Ora, con la norma interpretativa contenuta nell’articolo 32, comma 7-ter del Dl n. 69/2013 la questione viene risolta positivamente e con effetto retroattivo.

Il nuovo comma 7-ter introduce tre disposizioni. In primo luogo si precisa che il pagamento in misura ridotta dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dalle cooperative che operano in zone non montane o svantaggiate ma che trasformano i prodotti provenienti dalle medesime zone è consentito in misura proporzionale alla quantità del prodotto coltivato o allevato e conferito dai propri soci operanti nelle zone svantaggiate. La cooperativa deve anzitutto stabilire la percentuale dei conferimenti da soci seguendo il calcolo svolto per stabilire la mutualità prevalente in base all’articolo 2513 del Codice civile. Poi deve stabilire la quantità di prodotto trasformato conferito dai propri soci ed ottenuto in zone montane o svantaggiate. La percentuale ottenuta misura la parte dei contributi dovuti in misura ridotta. In secondo luogo la norma stabilisce che l’attività in zona montana può avvenire anche mediante contratti associativi (libro quinto, titolo 2°, capo 2° del Codice civile, che comprende anche il contratto di soccida). Quindi, il soccidante che stipula contratti di soccida in montagna o in zone svantaggiate, gli animali conferiti in cooperativa concorrono a formare la percentuale di contribuzione agevolata.
Infine, la norma prevede che non si dà luogo alla restituzione di eventuali versamenti effettuati antecedentemente alla norma interpretativa. Si fa notare, tuttavia, che una norma avente un contenuto analogo in materia di rimborso Ici alle cooperative agricole, che negava i rimborsi, fu dichiarata incostituzionale (articolo 2, comma 4, legge n. 244/2007, sentenza Corte costituzionale n. 227/2009).

LE ALTRE NOVITA’

EDILIZIA

Ricostruzione di edifici possibile anche cambiando la sagoma. In caso di ricostruzione oppure di ristrutturazione di un edificio, è possibile modificarne la sagoma. Finora queste operazioni erano invece soggette ai vincoli stabiliti dalle norme urbanistiche. Tuttavia questa liberalizzazione non vale quando l’edificio è gravato da vincoli di carattere storico-artistico: in questo caso occorre il parere dell’autorità competente

GIUSTIZIA/1

Il ritorno della mediazione obbligatoria. Dopo la bocciatura da parte della Corte Costituzionale, il decreto del fare ripropone – riveduta e corretta – la mediaconciliazione obbligatoria prima di intraprendere una causa civile. Ora dall’obbligo sono state escluse le controversie sul risarcimento danni da circolazione di veicoli e natanti. L’avvocato deve informare il cittadino dell’obbligo, in modo chiaro e per iscritto.

GIUSTIZIA/2

Smaltimento arretrati e scioglimento delle comunioni. Tra le altre novità del Dl n. 69/2013 sulla giustizia, la nomina di giudici ausiliari per smaltire l’arretrato nelle cause civili, di lavoro e di previdenza (in base ai programmi di lavoro per la gestione dei processi pendenti redatti dai presidenti delle Corti d’appello) e la possibilità di presentare domanda congiunta di scioglimento di comunione anche se tra le parti non c’è accordo su come fare la ripartizione.

RISCOSSIONE

Meno pignoramenti e più rate (fino a 120). Meno poteri per Equitalia nella riscossione dei crediti iscritti a ruolo. Non si potrà più pignorare una casa se è l’unica di proprietà del debitore ed egli vi ha anche la residenza anagrafica. Più tutele anche per i beni strumentali delle imprese. Sul fronte delle rateazioni, se il debitore dimostra di essere in difficoltà economica potrà avere un frazionamento fino a 120 rate.

LEGGE SABATINI

Plafond di 2,5 miliardi e utilizzo più ampio. Anche gli investimenti in hardware, software e tecnologie digitali saranno inseriti tra i beni per i quali le Pmi potranno usufruire del credito agevolato nell’ambito di un plafond di 2,5 miliardi anticipati dalla Cassa depositi e prestiti alle banche, incrementabile fino al limite di 5 miliardi secondo gli esiti del monitoraggio sull’andamento dei finanziamenti effettuati dalla Cassa.

CRISI D’IMPRESA

Controlli aumentati per il concordato «in bianco». Il debitore, assieme alla domanda di concordato, deve anche depositare l’elenco nominativo dei creditori con l’indicazione dei crediti. Il tribunale, inoltre, può nominare il commissario giudiziale all’inizio della procedura. Vengono potenziati anche gli obblighi informativi periodici a carico del debitore.

APPALTI/1

Validità prolungata per il durc e responsabilità solidale limitata. Negli appalti privati, la responsabilità fiscale estesa al committente viene limitata alle sole ritenute relative ai tributi sul lavoro dipendente. Negli appalti pubblici, sfumata l’introduzione del Durt (Documento unico di regolarità tributaria) e prolungata fino a 120 giorni la validità del durc (Documento unico di regolarità contributiva).

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