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Sgravi contributivi contratti di solidarietà: possibile la regolarizzazione delle istanze errate

Sgravi contributivi contratti di solidarietà: possibile la regolarizzazione delle istanze errate
E’ possibile regolarizzare le istanze relative alla richiesta degli sgravi contributivi che risultino incomplete e/o carenti della necessaria documentazione di supporto

E’ possibile regolarizzare le istanze relative alla richiesta degli sgravi contributivi che risultino incomplete e/o carenti della necessaria documentazione di supporto. Lo chiarisce il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nella circolare n. 31 del 12 dicembre 2014 in cui indica le relative istruzioni operative.

Come è noto, l’art. 5 del D.L. n. 34/2014 – convertito in L. n. 78/2014 – ha definito le modalità per il riconoscimento degli sgravi contributivi a favore di quei datori di lavoro che stipulino contratti di solidarietà ex art. 1 della L. n. 863/1984.

I relativi criteri e modalità di concessione – conformemente all’art. 12 della L. n. 241/1990 – risultano definiti, rispettivamente, a mezzo del D.I n. 83312 del 7 luglio 2014 nonché della Circolare MLPS n. 23 del 26 settembre 2014.

Le istanze procedurali in questione – ove risultino complete e corredate dalla prescritta documentazione – comportano, senz’altro, la procedibilità delle relative domande. Sempre che le risorse previste, nel relativo esercizio finanziario, non si siano esaurite.

Nelle ipotesi, invece, che dette istanze risultino incomplete e/o carenti della necessaria documentazione di supporto, si pone una questione di procedibilità delle rispettive domande.

A titolo meramente esemplificativo, potrebbero risultare carenti indicazioni essenziali richieste in ordine ai seguenti elementi:

  1. inosservanza del termine procedurale previsto per la presentazione dell’istanza (art. 3 D.I. n. 83312/2014);
  2. riduzione oraria inferiore al 20% (precedente art. 2 del medesimo D.I.);
  3. strumenti intesi a realizzare un miglioramento della produttività ovvero un piano di investimenti preordinato a superare inefficienze gestionali o del processo operativo (art. 1 dello stesso D.I. n. 83312/2014);
  4. difetto della firma digitale, prescritta nella relativa modulistica.

In relazione a tutte le inosservanze procedurali in cui potrebbero incorrere gli interessati, si pone un problema di procedibilità delle relative istanze. Dovuto alla circostanza che né la norma applicabile – l’art. 5 del D.L. n. 34/2014 – tanto meno i vigenti criteri procedurali – D.I. n. 83312 del 7 luglio 2014 e Circolare MLPS n. 23/2014 – prevedono espressamente, a pena di inammissibilità, la presenza degli elementi essenziali richiesti.

Premesso che il termine procedurale sub 1 – a norma dell’art. 153 c.p.c., disposizione applicabile anche ai termini amministrativi – deve considerarsi ordinatorio, per le altre irregolarità appare congruo utilizzare, in proposito, l’art. 6, lett. b), della L. n. 241/1990.

Norma che consente all’unità organizzativa responsabile del procedimento di ottenere dagli interessati la regolarizzazione delle istanze erronee o incomplete nonché – ove occorra – ordinare le necessarie esibizioni documentali.

Peraltro – in presenza di risorse limitate, quali quelle che finanziano gli sgravi contributivi in oggetto – la decorrenza cronologica delle istanze originariamente irrituali non potrebbe che essere quella della data successiva in cui viene, in effetti, acquisita la documentazione di rito richiesta in sede di regolarizzazione.

Conseguentemente, ove gli istanti non riscontrino le richieste ministeriali di regolarizzazione, le domande originarie sarebbero – allo stato degli atti – improcedibili.

L’eventuale tardiva regolarizzazione – rispetto al termine di trenta giorni fissato dall’ufficio procedente – comporterebbe che le relative domande sarebbero esposte al rischio dell’esaurimento dei fondi stanziati per il relativo esercizio finanziario.

Ministero del Lavoro – Circolare N. 31/2014

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