Lavoro

Sforbiciata sulle tredicesime

Sforbiciata sulle tredicesime
Cosa sapere e a chi spetta lo stipendio natalizio. Da conteggiare le assenze di diritto. Sul calcolo incidono le sospensioni del lavoro per crisi

La crisi «taglia» la tredicesima. Sul suo calcolo infatti non incidono soltanto le assenze di diritto del lavoratore (come malattia, infortuni, maternità ecc.), ma anche le sospensioni del lavoro che sono ricorrenti, appunto, con il perdurare della stagnazione economica. Tanti lavoratori in mobilità o cassa integrazione, pertanto, a Natale non percepiranno esattamente una mensilità aggiuntiva a titolo di gratifica natalizia (o tredicesima), in quanto già compresa nell’indennità mensile erogata dall’INPS a titolo di mobilità o cassa integrazione. Ecco cosa bisogna sapere.

Un mese in più
La tredicesima spetta solo ai lavoratori dipendenti, cioè ai lavoratori titolari di un rapporto di lavoro subordinato. Spetta anche ai domestici (colf e badanti per esempio), mentre sono esclusi i collaboratori (co.co.co. e lavoratori a progetto).

La sua misura è fissata dal contratto collettivo che, generalmente, l’equipara a una mensilità intera di paga cui ha diritto il lavoratore (c.d. principio di omnicomprensività della retribuzione). La tredicesima spetta in misura intera (costituendo così la mensilità aggiuntiva, da cui il termine «tredicesima» perché rappresenta appunto la 13ma mensilità in un anno di lavoro) se il dipendente ha lavorato un intero anno (solare); altrimenti, spetta per tanti «dodicesimi» quanti sono i mesi di lavoro (in altre parole si dice che la tredicesima «matura» in funzione alla durata dell’impiego sull’anno solare).

In via di principio, pertanto, con riferimento ai periodi di «non lavoro», cioè di assenza, non si matura né si ha diritto alla tredicesima.

Il principio, tuttavia, non vale per tutte le assenze; in alcuni casi infatti è prevista comunque la maturazione della tredicesima come, per esempio, malattia e ferie. Vediamo i casi ricorrenti.

Assenze per malattia e infortunio
Sono assenze per le quali è prevista l’erogazione, da parte dell’INPS (per malattia) o dell’INAIL (in caso di infortunio) di un’indennità che sostituisce la retribuzione non dovuta dal datore di lavoro. Per esempio per i periodi di malattia i lavoratori hanno diritto al seguente trattamento:

  • primi 3 giorni, retribuzione piena da parte del datore di lavoro (c.d. giorni di «carenza»);
  • per i giorni dal 4° al 20°, un’indennità a carico INPS ragguagliata al 50% della retribuzione giornaliera cui ha diritto il lavoratore, con eventuale (se previsto dal contratto collettivo) integrazione del resto o di una parte del rimanente 50% da parte del datore di lavoro;
  • per i giorni oltre il 20° l’indennità a carico INPS è ragguagliata al 66,66% della retribuzione giornaliera cui ha diritto il lavoratore, con eventuale (se previsto dal contratto collettivo) integrazione del resto o di una parte del rimanente 33,33% da parte del datore di lavoro;
  • e al 66,66% della retribuzione, rispettivamente, per i giorni che vanno dal 4° al 20° di malattia e per i giorni successivi di assenza.

Come detto l’indennità è a carico dell’INPS, ma viene anticipata al lavoratore dall’azienda. Essa comprende anche il rateo di tredicesima, proporzionato al periodo di assenza e alle predette percentuali (50 o 66,66%). Pertanto, la quota di rateo di tredicesima già erogata dall’INPS non è, ovviamente, duplicata dal datore di lavoro: a Natale, in sede di pagamento della tredicesima, detrarrà quanto il dipendente ha già percepito allo stesso titolo da parte dell’INPS (o INAIL). In conclusione più si è stati malati nell’anno, meno pesante sarà la tredicesima.

Permessi per assistenza ai disabili
La fruizione di permessi per assistenza a disabili (ex lege n. 104/1992) non comporta alcuna penalizzazione: si matura appieno la tredicesima mensilità, fatta eccezione se a fruirne sia un genitore di minori con handicap che opta per il prolungamento del congedo parentale fino al terzo anno di vita del bimbo. Solo in tal caso la tredicesima è soggette a decurtazione.

Cassa integrazione guadagni
L’integrazione salariale comprende la gratifica natalizia per l’80% della sua misura ordinaria. Pertanto, i lavoratori in mobilità e/o in cig o cigs, nell’indennità percepita a tale titolo trovano già compresa una quota di tredicesima (l’80%). A Natale, perciò, il datore di lavoro si limiterà a corrispondere soltanto la quota parte rimasta esclusa (il 20%).

Contratti di solidarietà
I contratti di solidarietà sono particolari accordi sindacali (azienda e lavoratori) che si basano sulla «solidarietà» tra imprese e sindacati, allo scopo di salvaguardare i livelli occupazionali di un’azienda. Possono essere di due specie:

  • a salvaguardia dei posti di lavoro, quando in azienda si presentano esuberi di personale (c.d. «solidarietà difensiva»);
  • a impulso di nuove assunzioni (c.d. «solidarietà espansiva»).

In entrambi i casi, gli accordi servono ad autorizzare una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro, per tutti i lavoratori, al fine di scongiurare licenziamenti (solidarietà difensiva) oppure per provocare la necessità di nuove assunzioni (solidarietà espansiva).

Nelle aziende che hanno in atto contratti di solidarietà i lavoratori maturano due distinte quote di tredicesima:

  • la prima quota con riferimento alle ore di lavoro effettivamente prestate, nonché a quelle di assenza tutelate (malattia, infortunio ecc.);
  • la seconda quota relativamente alle ore non lavorate per effetto della riduzione di orario di lavoro prevista dal contratto di solidarietà, per le quali il lavoratore beneficia di parziale integrazione salariale (cig). In relazione alla prima quota, la corresponsione della tredicesima segue le regole ordinarie; in relazione alla seconda, invece, il datore di lavoro ha facoltà di accantonare una parte delle integrazioni salariali, durante l’anno, riferita alla tredicesima al fine di erogarla al lavoratore in unica soluzione (insieme alla prima quota) alla tradizionale scadenza, a Natale; oppure può pagarla mensilmente, sotto forma di maggiorazione dell’integrazione salariale.

Gratifica anche a colf e badanti
La tredicesima infine spetta pure ai domestici. Indipendentemente dall’entità (giornaliera o settimanale) della prestazione lavorativa, alla collaboratrice domestica (o badante) spetta una gratifica natalizia pari a una mensilità di paga da corrispondersi entro il mese di dicembre.

Se la colf è pagata «a settimana», l’importo della tredicesima si ricava portando la paga a livello annuo; a tal fine, occorre moltiplicare la paga settimanale per 52 (il numero delle settimane di un anno) e dividere il risultato per 12 (i mesi di un anno). Se la paga settimanale è di 100 euro, dunque, la tredicesima risulta pari a 434 euro, come risultato delle seguenti operazioni:

  • euro 100 x 52 settimane = 5.200 euro;
  • euro 5.200 : 12 mesi = 434,00 euro (tredicesima).

Se la colf è pagata a ore per determinare la tredicesima è necessario, prima di tutto, calcolare il salario settimanale. Esso si ottiene moltiplicando la paga oraria per il numero di ore di attività settimanale; quindi si moltiplica il risultato per 52 e l’importo ottenuto si divide per 12. Se la colf, per esempio, percepisce 6,5 euro all’ora e svolge un’attività settimanale di 15 ore (3 ore al giorno da lunedì a venerdì), avrà diritto a una tredicesima di 422,50 euro derivante dalle seguenti operazioni:

  • euro 6,5 * 15 ore settimanali = 97,50 euro;
  • euro 97,50 x 52 settimane = 5.070 euro;
  • 5.070 euro : 12 mesi = 422,50 euro (tredicesima).

La tredicesima così determinata spetta nell’ipotesi in cui la domestica abbia prestato attività lavorativa per tutto l’anno; in caso contrario, se cioè è stata assunta o licenziata durante l’anno oppure si è assentata per motivi personali, l’importo deve essere proporzionalmente ridotto, in tanti dodicesimi, quanti sono i mesi e/o le frazioni di mesi inferiori a 15 giorni (quelle pari o superiori a 15 giorni, invece, si computano per intero). Per esempio, se la colf è stata assunta il 19 ottobre, la tredicesima spetterà in misura di 2/12esimi.

ASSENZE E TREDICESIMA
Assenze utili a maturare la tredicesima Assenze non utili a maturare la tredicesima
✓ congedo matrimoniale
✓ malattia e infortunio (nei limiti di tempo relativi alla conservazione del posto previsti dal contratto)
✓ ferie
✓ permessi retribuiti
✓ astensione obbligatoria per maternità
✓ riposi giornalieri per allattamento
✓ preavviso non lavorato e sostituito dalla corrispondente indennità
✓ malattia e infortunio oltre i limiti di tempo relativi alla conservazione del posto previsti dal contratto
✓ sciopero
✓ assenze ingiustificate
✓ permessi non retribuiti
✓ aspettativa e permessi senza retribuzione (a qualsiasi titolo richieste)
✓ astensione facoltativa post-partum
✓ permessi per malattia bambino di età inferiore a 8 anni
✓ sospensione dal lavoro per provvedimenti disciplinare
✓ servizio militare

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