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Service tax, tetto al 6 per mille

Service tax, tetto al 6 per mille
Pronto lo schema sulla service tax, con un’aliquota massima del 6 per mille sulla parte relativa ai servizi indivisibili

Lo schema della nuova service tax è già pronto. Messo nero su bianco e da perfezionare entro il 15 ottobre quando sarà confezionato il decreto legge collegato alla legge di stabilità per il 2014 con cui il Governo si è impegnato politicamente a cancellare definitivamente anche la seconda rata dell’Imu 2013. Il tutto mantenendo anche le promesse fatte dal Governo e dalla maggioranza all’indomani della cancellazione della prima rata dell’Imu: la service tax sarà più equa per famiglie e imprese e, pur assicurando la piena autonomia impositiva dei sindaci, avrà un tetto. Che per la parte servizi indivisibili sarebbe già stata individuata nella misura massima del gettito garantito dall’aliquota massima applicabile all’abitazione principale, ovvero il 6 per mille.

Per la messa a punto del nuovo tributo si parte dal confronto con i Comuni che dovrà chiarire subito uno dei principali dubbi: la service tax sostituirà l’Imu sull’abitazione principale o manderà in soffitta tutta l’imposta municipale? Nel costruire e ipotizzare la nuova service tax «abbiamo ragionato sulla cancellazione dell’Imu sull’abitazione principale», ha sottolineato il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta. Certo è che, ha precisato Baretta, «se si volesse decidere di cancellare tutta l’Imu sarà inevitabile aumentare la componente patrimoniale della service tax, oggi limitata alla sola abitazione principale».

Il nuovo tributo che entrerà in scena dal 1° gennaio 2014 avrà due componenti: la Tari per la gestione dei rifiuti urbani e la Tasi con cui si dovranno pagare i servizi indivisibili (illuminazione, marciapiedi, trasporti e corredo urbano). A pagare la futura service tax sarà chi possiede, occupa o detiene a qualsiasi titolo locali o aree scoperte in grado di produrre rifiuti a prescindere dal loro utilizzo. Restano escluse dal prelievo, così come prevede l’attuale Tares, le aree scoperte operative, le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili. Fuori dal prelievo anche le aree condominiali comuni che non siano detenute o occupate in via esclusiva.

Nel caso di beni concessi in locazione, a pagare la Tasi saranno sia il proprietario o titolare del diritto reale sull’unità immobiliare sia il locatario. Quest’ultimo contribuirà comunque solo in una misura che sarà determinata dal Comune tra il 10 e il 30% del tributo.
La futura service tax, inoltre, per tutte e due le componenti sarà comunque dovuta dal proprietario se il bene viene utilizzato temporaneamente per meno di 6 mesi (come le case per gli studenti), mentre per gli immobili in multiproprietà e i centri commerciali il versamento sarà a carico del soggetto che gestisce i servizi comuni.

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