Fisco

Semplificazioni fiscali: rimborsi IVA e limite dei 15.000 euro

Semplificazioni fiscali: rimborsi IVA e limite dei 15.000 euro
L’Agenzia delle Entrate torna sul decreto semplificazioni fiscali fornendo precisazioni in merito ai rimborsi IVA, in particolare sui criteri di computo del limite di 15.000 euro. Tale limite deve intendersi riferito non alla singola richiesta, ma alla somma delle richieste di rimborso effettuate per l’intero periodo di imposta

Il D.Lgs. n. 175/2014, recante semplificazioni fiscali, ed emanato in attuazione della delega fiscale ha per oggetto, tra le diverse materie, anche il rimborso dei crediti IVA. La circolare n. 32/E del 30 dicembre 2014 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni punti essenziali.

L’interpretazione del Fisco è orientata in conformità alla ratio del provvedimento, cioè alla semplificazione dei numerosi adempimenti gravanti sui contribuenti anche in relazione all’attuale contesto di congiuntura economica sfavorevole del Paese riguardante, più in generale, l’intero territorio comunitario.

La circolare ricorda, preliminarmente, come una delle novità più significative sia rappresentata dall’innalzamento da 5.164,57 a 15.000 euro dell’ammontare dei rimborsi eseguibili senza presentazione di garanzia e senza altri adempimenti.
Inoltre anche per le richieste di rimborso di importo superiore alla predetta soglia è possibile ottenere il beneficio senza presentare alcuna garanzia, ma con adempimenti alternativi. In particolare, il contribuente può presentare una dichiarazione IVA annuale o un’istanza trimestrale recante l’apposizione del visto di conformità, o la sottoscrizione alternativa, e una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante la sussistenza dei requisiti patrimoniali previsti dalla norma. Ad esempio, è idonea allo scopo la sottoscrizione della dichiarazione (o dell’istanza) del collegio sindacale che effettua il controllo contabile.

Subito dopo l’approvazione e l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 175/2014 (13 dicembre 2014) i maggiori dubbi hanno interessato i criteri di computo del limite di 15.000 euro. A tal proposito la circolare in rassegna ha precisato che il limite deve intendersi riferito non alla singola richiesta, ma alla somma delle richieste di rimborso effettuate per l’intero periodo di imposta.
La risoluzione n. 165/E del 3 novembre 2000 ha già chiarito in passato che “al concetto di “rimborso spettante” riportato nell’articolo 38 bis del D.P.R. n. 633 del 1972” debba essere attribuito “il significato di “rimborso richiesto”, come peraltro chiarito con circolari numeri 146/E del 10 giugno 1998 e 211/E del 3 settembre 1998, le quali nel fornire istruzioni in merito alla concreta questione dell’esonero in argomento, fanno riferimento alla “richiesta di rimborso” e non all’intera eccedenza detraibile. Pertanto sarà possibile, ad esempio, chiedere un rimborso IVA pari a 12.000 euro senza la presentazione della garanzia, ed utilizzare il credito residuo in compensazione o riportarlo in detrazione. Ciò anche se l’importo complessivo, risultante dalla somma richiesta a rimborso e quella utilizzata in compensazione o detrazione, sia superiore a 15.000 euro. In tale ipotesi non è necessario né prestare la garanzia, ma neppure apporre sulla dichiarazione annuale o sull’istanza il visto di conformità.

Per quanto riguarda i rimborsi di importo superiore a 15.000 euro, la circolare n. 32/E del 2014 ha osservato come il legislatore abbia reso coerente la disciplina dei rimborsi Iva con quanto già previsto in materia di crediti compensabili. Infatti, l’art. 10 del decreto legge n. 78/2009 ha introdotto l’obbligo del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa da parte dei soggetti che esercitano il controllo contabile sulle compensazioni Iva di importo superiore a 15.000 euro. A tal proposito è stato precisato che “L’apposizione del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa sulla dichiarazione è unica e ha effetto sia per le compensazioni che per i rimborsi, fermo restando che per i rimborsi è richiesta anche la dichiarazione sostitutiva”.
Anche in questo caso la circolare n. 32/E ha fornito i chiarimenti necessari circa il superamento della soglia di 15.000 euro ritenendo che tale limite debba essere calcolato separatamente per le compensazioni ed i rimborsi. Inoltre l’apposizione del visto o della sottoscrizione alternativa è correlata all’utilizzo effettivo e non all’ammontare del credito stesso. Ad esempio, qualora l’importo del credito Iva utilizzato in compensazione e quello richiesto a rimborso siano pari a 10.000 euro ciascuno, non è necessario ne apporre il visto, né la sottoscrizione alternativa. Ciò anche se la somma dei due crediti supera il limite di 15.000 euro.

Il limite è riferito all’intero anno e l’osservanza deve essere verificata, come ricordato, avendo riguardo all’effettivo utilizzo. Ad esempio, se il contribuente chiede il rimborso dell’Iva relativa al periodo 1 gennaio – 31 marzo 2015 per un importo di 13.000 euro, non deve apporre il visto.
Se successivamente il contribuente chiede il rimborso dell’Iva anche per il periodo 1 aprile – 30 giugno 2015 per un importo di 6.000 euro deve presentare il modello IVA TR recante l’apposizione del visto.
Infatti, la richiesta di rimborso relativa a questo secondo periodo determina il superamento del limite massimo di 15.000 euro con la conseguente necessità di osservare i nuovi obblighi. Dall’inizio dell’anno successivo (il 2016) il predetto limite risulterà azzerato ed il contribuente avrà a disposizione un nuovo plafond di 15.000 euro senza la necessità di apporre il visto o di chiedere ai soggetti che effettuano il controllo contabile la sottoscrizione alternativa.

Agenzia delle Entrate – Circolare N. 32/E/2014

Video correlato:

Potrebbe anche interessarti:

Modello IVA 2015: le nuove modalità di esecuzione dei rimborsi
Come chiedere e ottenere un rimborso fiscale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *