Fisco

Semplificazioni fiscali al primo step

In arrivo il primo pacchetto di semplificazioni fiscali. La prossima settimana l'agenzia delle Entrate presenterà i primi risultati
In arrivo il primo pacchetto di semplificazioni fiscali. La prossima settimana l’Agenzia delle Entrate presenterà i primi risultati

È in arrivo il primo pacchetto di semplificazioni fiscali. La prossima settimana l’Agenzia delle Entrate presenterà alle associazioni di categoria i primi risultati del tavolo tecnico che ha lavorato al [highlights color=”red”]taglio dei 108 obblighi tributari ritenuti ormai “obsoleti” e in alcuni casi inutilmente onerosi.[/highlights] Senza scoprire troppo le carte, è stato lo stesso direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ad annunciarlo, intervenendo al convegno «fisco, competitività e sviluppo» organizzato ieri a Firenze dalla Cna.
Nel rispondere alla confederazione degli artigiani che lamenta 120 scadenze fiscali l’anno, Befera ha precisato che [highlights color=”red”]molte delle comunicazioni oggi esistenti «finiranno in dichiarazione».[/highlights] Tra quelle ricomprese nell’elenco dei 108 adempimenti da tagliare e destinate in futuro ad avere una cadenza unica con la dichiarazione dei redditi o Iva, spiccano le lettere di intento (oggi se ne fanno 4 o 12), il regime opzionale Irap per consentire alle società di persone e alle persone fisiche di imprese individuali in contabilità ordinaria di utilizzare il criterio di determinazione della base imponibile Irap seguito dalle società di capitali. O ancora l’adesione al regime di tassazione per trasparenza. Per il responsabile fiscale di Cna, Claudio Carpentieri, «bisognerebbe evitare anche che a fine marzo entri in vigore l’obbligo di comunicazione dei beni dati in godimento ai soci».
E per rispondere poi in modo diretto alle sollecitazioni degli artigiani e in particolare dello stesso Carpentieri che chiedeva espressamente «la chiara esclusione del principio della corresponsabilità solidale (Iva e ritenute) ai contratti di trasporto, d’opera e di sub-fornitura», Befera ha annunciato l’imminente arrivo di una nuova circolare che, seppure non arrivando all’abolizione del principio, «semplificherà molto l’adempimento», andando a rispondere alle esigenze delle piccole imprese.
Il convegno di ieri è stata l’occasione per il direttore dell’Agenzia, di una nuova difesa a tutto campo del redditometro, respingendo al mittente le accuse di avviare con il nuovo strumento accertamenti di massa: i controlli saranno 35/40mila al massimo. «Ogni volta che l’Agenzia delle Entrate cerca di fare passi avanti nel contrasto all’evasione il partito degli evasori frappone ostacoli», ha sottolineato Befera precisando ancora che si tratta di «un’operazione normalissima limitata all’evasione sfacciata».
Al partito degli evasori «che non è un partito politico» il direttore chiede chiarezza: «quando abbiamo fatto i controlli sul territorio si è parlato di spettacolarizzazione dei controlli e ci è stato chiesto di utilizzare l’incrocio delle banche dati, ora che con il redditometro incrociamo i dati si muovono nuove critiche». E contro chi sostiene che il redditometro è fondato su indagini statistiche non sufficientemente selettive, Befera ha precisato che al contrario «lavora incrociando le informazioni delle banche-dati», basandosi su spese effettivamente sostenute e documentate» e mettendo a confronto «reddito consumato» e «reddito dichiarato». In sostanza «non si può dichiarare 10mila e spendere 100mila». L’Agenzia questa volta «va sul lato della spesa e non su quello dei ricavi, dove magari ci sono costi gonfiati o ricavi omessi». Nessuna classificazione dunque delle spese «come espressione della ricchezza», ma fari puntati sull’ammontare delle spese «già presenti nelle nostre banche dati, come ad esempio quelle portate in detrazione in dichiarazione, come accade per il veterinario. Qual’ è lo scandolo?».
Su un fisco più semplice è tornato poi il sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani, sottolineando la necessità per il futuro Governo e Parlamento di arrivare in tempi rapidi ad attuare i principi della legge delega bloccati in Parlamento: dalle semplificazioni dei regimi alla certezza del diritto, codificando l’abuso del diritto per evitare anche fenomeni, denunciati dallo stesso Befera, «di un abuso dell’abuso del diritto». Ma anche la governance del rischio fiscale, l’introduzione dell’Iri e la riforma del catasto.

[alert_red]I NUMERI IN CAMPO[/alert_red]

[highlights color=”yellow”]108 adempimenti:[/highlights] il tavolo tecnico ha individuato 108 obblighi tributari “obsoleti”. L’elenco sarà presentato la prossima settimana alle associazioni di categoria. Molte delle comunicazioni oggi esistenti finiranno nella dichiarazione dei redditi.
[highlights color=”yellow”]3 i casi esemplari:[/highlights] alcune delle più importanti semplificazioni incluse nell’elenco stilato dall’Agenzia e che dovrebbero essere modificate a breve riguardano le lettere di intento (che sono 4 o 12), il regime opzionale Irap e l’adesione al regime di tassazione per trasparenza.
[highlights color=”yellow”]35/40 per via amministrativa:[/highlights] almeno un terzo dei 108 adempimenti censiti nell’elenco predispsto dai tecnici dell’Agenzia delle Entrate e sottoposto, lo scorso mese di ottobre, all’esame delle categorie potrebbe essere tagliato in via amministrativa.
[highlights color=”yellow”]26 miliardi il peso economico:[/highlights] secondo una stima, solo dalle procedure amministrative delle Pa centrali, deriva un peso sui destinatari di oltre 26 miliardi, ma la cifra non è esaustiva visto che non include gli oneri regolatori né considera i tempi degli adempimenti.

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