Fisco

Seconde case, Imu «unificata»

Seconde case, Imu «unificata»
Per gli immobili diversi dalle abitazioni principali e pertinenze, terreni e fabbricati rurali, scade domani il pagamento della prima rata Imu per il 2013

Per gli immobili diversi dalle abitazioni principali e pertinenze (escluse le categorie A/1, A/8 e A/9), terreni e fabbricati rurali, scade domani il pagamento della prima rata Imu per il 2013 da pagarsi con modello F24 o con bollettino postale.
Tranne che per gli immobili produttivi di categoria D, non è più necessario suddividere l’importo da pagare tra il codice tributo destinato al Comune e quello destinato allo Stato. Per calcolare la prima rata Imu si applicano le aliquote e le detrazioni in vigore lo scorso anno (non la base imponibile, che ad esempio è cambiata per immobili produttivi di categoria D), senza dover verificare le modifiche approvate dai vari Comuni per il 2013: il controllo andrà fatto per il saldo del 16 dicembre 2013).

Ai fini Imu, l’abitazione principale è l’immobile dove «il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente»; quindi non è tale l’abitazione utilizzata interamente da terzi, indipendentemente dal fatto che siano parenti e/o che vi sia un regolare comodato (uso gratuito). Per l’Imu, non è stata riproposta la regola applicabile all’Ici che concedeva di assimilare ad abitazione principale l’immobile dato in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale.
Se però il proprietario (o titolare del diritto reale) vi risiede e vi dimora, assieme al familiare, scatta la sospensione della rata. Se sono rispettate queste due condizioni, inoltre, si applicano tutte le agevolazioni previste per l’abitazione principale (compresa la sospensione del pagamento) anche al caso in cui il proprietario affitti a terzi una parte dell’abitazione principale.
L’Imu va pagata dal proprietario dell’immobile (inclusi i terreni e le aree edificabili) ovvero dal titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie. Va prestata attenzione alle case coniugali assegnate all’ex coniuge, per le quali l’imposta non viene pagata dall’effettivo proprietario, ma dall’assegnatario, anche se non proprietario della ex casa coniugale, perché l’assegnazione si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione a quest’ultimo: in questo caso, comunque, si tratta di abitazione principale, che quindi fruisce della sospensione del versamento di giugno.
La proroga al 16 settembre 2013 del pagamento della prima rata dell’Imu 2013 vale anche per le abitazioni principali (residenza e dimora) parzialmente locate a terzi, in quanto la locazione di alcune stanze non è una causa ostativa all’applicazione dell’agevolazione. La sospensione della prima rata dell’Imu si applica inoltre anche ai casi in cui i Comuni abbiano assimilato all’abitazione principale i fabbricati degli anziani ricoverati nelle case di riposo e dei residenti all’estero.

Se i «componenti del nucleo familiare» hanno «stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale», può essere considerata abitazione principale (applicando le relative agevolazioni, compresa la proroga al 16 settembre 2013) «un solo immobile», a scelta dei contribuenti (articolo 13, comma 2, Dl 201/2011). Questa limitazione non si applica, però, se gli immobili destinati ad abitazione principale sono ubicati in Comuni diversi.
Se due immobili sono ubicati nello stesso Comune, il coniuge che risiede nell’abitazione da non considerare abitazione principale ai fini Imu, può considerarla tale ai fini Irpef (codice 1 della colonna 2, utilizzo, del rigo RB1 di Unico PF 2013), se il contribuente o i suoi familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado ed affini entro il secondo grado) vi dimorano abitualmente.

GLI ESEMPI

Nel primo esempio è riportato il caso di due coniugi che vivono in case diverse nello stesso Comune. Entrambi i coniugi sono proprietari di due immobili diversi, siti nello stesso Comune, dove hanno la residenza anagrafica. Il nucleo familiare ha stabilito la dimora abituale presso l’abitazione del marito. Ai fini Imu, quindi, l’agevolazione per l’abitazione principale spetta solamente al marito; invece, la moglie dovrà versare l’acconto Imu come abitazione a disposizione. Ai fini Irpef, entrambi i coniugi possono considerare gli immobili come abitazione principale, come si vede nel quadro B del modello Unico 2013 PF, dove alla colonna 2 è stato inserito il codice 1

Nel secondo esempio sono stati riportati questi quattro casi:

  1. il contribuente, che ha presentato lo scorso 10 giugno il 730 al Caf, possiede al 100% la proprietà di un’immobile dato in uso gratuito al figlio. In questo caso ai fini Imu, il contribuente deve versare l’acconto di giugno e ai fini Irpef deve indicare come tipo di utilizzo nel quadro B il codice 10 (nell’esempio, rigo B1 del 730);
  2. il contribuente possiede al 100% la proprietà di un fabbricato rurale. In questo caso, l’acconto Imu di giugno è stato prorogato al 16 settembre e la rendita andava dichiarata nel rigo B2 del 730;
  3. il contribuente ha l’usufrutto di un immobile (rigo B4 del 730), la cui nuda proprietà è del figlio. Quest’ultimo vi dimora e risiede anagraficamente. In questo caso, è comunque il padre che deve versare l’acconto Imu di giugno, come abitazione a disposizione;
  4. il contribuente possiede al 100% la proprietà della propria abitazione principale e relativa pertinenza. L’acconto Imu del 17 giugno è stato prorogato al 16 settembre 2013 e la rendita andava dichiarata nei righi B3 e B5 del 730.
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