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Se la Pa ritarda scatta l’indennizzo

Se la Pa ritarda scatta l'indennizzo
Partenza sprint, almeno sulla carta, per le nuove semplificazioni amministrative contenute nel decreto del Fare

Partenza sprint, almeno sulla carta, per le nuove semplificazioni amministrative contenute nel decreto del Fare (69/2013), la cui legge di conversione è attesa per domani in Gazzetta Ufficiale. A differenza del vecchio “Semplifica Italia” (5/2012) – che prevedeva 51 provvedimenti attuativi di cui solo 19 sono stati adottati – buona parte delle nuove misure è infatti immediatamente operativa. Nel suo insieme, il testo uscito dalle Camere prevede ben 87 provvedimenti attuativi secondari, contro i 53 della versione originaria, mentre il “pacchetto semplificazioni” non è andato oltre la dozzina di atti amministrativi.

Hanno efficacia immediata, per esempio, le semplificazioni per l’edilizia contenute nell’articolo 30, che intervengono su costi stimati per 4,4 miliardi di euro l’anno e che dovrebbero garantire risparmi, a regime, per circa 500 milioni. Tutte tranne la Scia per le modifiche della sagoma degli edifici in ristrutturazione a parità di volumetria nei centri storici (zone omogenee A o equipollenti), per la quale bisognerà invece aspettare l’adozione delle delibere con cui i Comuni individueranno le aree dove si applicherà la nuova procedura. Ma poiché l’impatto maggiore per questa misura è atteso soprattutto sui cantieri attivi nelle periferie, i tempi di reazione dei municipi non dovrebbero incidere più di tanto.

Subito operativo è anche il “nuovo durc” (articolo 31), la cui validità passa da 90 a 120 giorni. Nei quattro mesi di validità il Documento unico di regolarità contributiva potrà essere utilizzato anche per contratti pubblici diversi da quelli per cui è stato richiesto. La semplificazione vale per tutte le amministrazioni che possono chiedere il durc (anche per concedere benefici, sussidi o finanziamenti previsti da norme Ue, nazionali o regionali); e fino al 31 dicembre 2014 si applicherà anche ai lavori edili per i soggetti privati. «Approvato il decreto del Fare si apre la fase importante e delicata dell’attuazione, per questo è importante che cittadini e imprese siano informati delle nuove opportunità che offre loro la legge» ha dichiarato il ministro Gianpiero D’Alia, i cui uffici da domani daranno massima diffusione di una Guida alle nuove semplificazioni. «Un cantiere destinato a ripartire a settembre – ha ricordato il ministro – con l’esame in commissione Affari costituzionali del Senato del disegno di legge di semplificazioni che rappresenta la fase due di questa nuova serie di interventi e che è stato inserito nell’agenda dei lavori il 7 agosto scorso».

Tornando alle norme in vigore da martedì, subito operativa è poi la sperimentazione sull’indennizzo automatico e forfetario (articolo 28): in caso di mancato rispetto dei tempi per concludere una pratica, l’amministrazione dovrà riconoscere all’impresa interessata una somma di 30 euro per ogni giorno di ritardo fino a un massimo di 2mila euro. La misura è immediatamente valida ma solo per le domande d’avvio ed esercizio delle attività d’impresa presentate dopo l’entrata in vigore della legge. Mentre è rimandato al buon esito della sperimentazione (da valutare entro 18 mesi) il varo del decreto del Presidente del Consiglio che confermerà l’indennizzo e ne rimodulerà l’estensione anche agli altri procedimenti. Il diritto all’indennizzo forfetario si coniuga con la ricognizione attivata i primi di agosto con una circolare del ministero della Pa sugli adempimenti che tutte le amministrazioni devono assolvere in applicazione del decreto sblocca debiti della Pa (35/2013). E in prospettiva l’indennizzo automatico farà da pungolo al rispetto dei tempi di rimborso dei nuovi crediti ai fornitori previsti dalla direttiva 2011/7/Ue.

Tra le nuove norme in arrivo (ma qui serve un decreto ministeriale attuativo con l’indicazione delle modalità di pubblicazione) c’è poi il sistema delle date uniche di efficacia dei nuovi obblighi amministrativi (previste al 1° luglio o al 1° gennaio).

Il pacchetto di misure per cui bisognerà invece attendere più decreti attuativi del ministero del Lavoro riguarda le semplificazioni per gli adempimenti formali in materia di sicurezza in azienda. Si tratta di un insieme di misure che incidono su oneri dal costo stimato in 3,3 miliardi l’anno e la cui verifica d’impatto è dunque per il momento rinviata. Si va dalle comunicazioni sul rischio infortuni (drasticamente ridotte per i piccoli esercizi commerciali) a quelle per la compilazione del documento di valutazione dei rischi da interferenza (Duvri), dalle notifiche di avvio di una nuova attività alle verifiche periodiche sulle attrezzature da lavoro, le misure per la sicurezza nei cantieri temporanei o quelle sulle denunce per infortuni (che prevede il passaggio all’Inail dell’onere di comunicazione, finora a carico delle aziende, alle autorità di pubblica sicurezza che poi le comunica alle Asl).

Si torna sul terreno dell’efficacia immediata, infine, con le semplificazioni per i cittadini come, per esempio, la trasmissione telematica del certificato di gravidanza (non più a carico della lavoratrice), o il taglio di una serie di certificati sanitari finora obbligatori come quelli d’idoneità psico-fisica o di sana e robusta costituzione per determinati tipi d’impiego.

Al via l’indennizzo automatico
In caso di mancato rispetto dei tempi per concludere le pratiche, l’amministrazione è tenuta a corrispondere una somma pari a 30 euro per ogni giorno di ritardo, fino ad un massimo di 2.000 euro. La disposizione sarà immediatamente operativa per le domande riguardanti l’avvio e l’esercizio delle attività di impresa.

Solo la Scia per i «fuori sagoma»
Basterà la Scia (segnalazione certificata di inizio attività) per interventi edilizi che comportano modifiche alla sagoma degli edifici, purché realizzati nel rispetto dei vincoli e a parità di volumetria. Tempi certi per il rilascio dei permessi di costruire, anche nei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali.

Più tempo per il durc
La validità del durc (documento unico di regolarità contributiva) passa da 90 a 120 giorni. Il documento non va più richiesto per ogni fase della procedura di aggiudicazione e stipula, ma solo nelle fasi fondamentali del contratto. L’invito alla regolarizzazione va trasmesso mediante Pec o consulente del lavoro.

Due sole date di efficacia
Le nuove disposizioni normative e regolamentari e gli atti amministrativi a carattere generale dovranno fissare la data di efficacia dei nuovi obblighi al 1° luglio o al 1° gennaio successivi all’entrata in vigore delle nuove norme. Sono fatte salve le particolari esigenze di celerità dell’azione amministrativa.

maternità senza carte
Il certificato medico con la data presunta del parto, quello di parto e quello di interruzione della gravidanza non vanno più trasmessi dalle lavoratrici ma dal medico del Servizio sanitario nazionale o dalla competente struttura sanitaria pubblica o privata convenzionata esclusivamente per via telematica.

Meno carte e più salute
Modelli e procedure semplificati per attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali, prevenzione incendi, e per la redazione del piano di sicurezza sostitutivo nei contratti per lavori pubblici. Nei settori “a basso rischio” il datore di lavoro può, in alternativa alla predisposizione del Duvri, nominare un proprio incaricato.

Più semplice diventare italiano
Lo straniero o l’apolide, nato in Italia, che vuole la cittadinanza italiana può dimostrare il possesso dei requisiti con ogni documentazione idonea (come certificazioni scolastiche o mediche) che attesti la presenza del soggetto in Italia sin dalla nascita e la sua integrazione nel tessuto socio – culturale.

Via i vincoli
La possibilità di individuare zone non soggette a vincolo paesaggistico-territoriale o del patrimonio storico-artistico, è estesa a tutto il territorio. Con apposite convenzioni sono attivati percorsi sperimentali di semplificazione per gli impianti produttivi per l’avvio e l’esercizio delle attività delle imprese sul territorio.

Autorizzazioni veloci
In presenza di un piano paesaggistico regionale approvato dal ministero dei Beni culturali, il parere del soprintendente, necessario per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, deve arrivare in 45 giorni (non più in 90) e vale per tutta la durata dei lavori (attualmente vale 5 anni).

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