Diritto

Se il professionista sbaglia paga il cliente

Se il professionista sbaglia paga il cliente
Nel caso in cui il contribuente riceva una cartella di pagamento dovuta esclusivamente ad errore del professionista che lo ha assistito, cosa può fare il commercialista per esonerare il cliente, il più direttamente ed efficacemente possibile, dalle conseguenze dell’errore professionale?

Con il provvedimento n. 28 del 2015 il Garante del Contribuente della Liguria esamina una questione praticamente rilevante. Nel caso in cui il contribuente riceva una cartella di pagamento dovuta esclusivamente ad errore del professionista che lo ha assistito, cosa può fare il commercialista per esonerare il cliente, il più direttamente ed efficacemente possibile, dalle conseguenze dell’errore professionale?

IL FATTO
Una commercialista esponeva al Garante di avere predisposto la dichiarazione dei redditi di una società e di avere commesso vari errori dovuti ad un sinistro informatico subìto in occasione del proprio trasferimento di attività dalla precedente sede a quella attuale. Ne era derivata, tra le altre cose, l’emanazione di una cartella esattoriale erronea con totale ed unica responsabilità della professionista per aver regolarmente sottoscritto la ricevuta d’impegno alla predisposizione nonché alla trasmissione di tale dichiarazione, dichiarandola conforme alla dichiarazione dei redditi, nell’aver predisposto i quadri della dichiarazione e curato la trasmissione dei quadri suddetti in modo erroneo.

Nella fattispecie in esame, dunque, non vi è alcuna incertezza o discussione circa le responsabilità: la professionista ammette onestamente e immediatamente il default e si pone subito il problema di come “esonerare” il cliente.
È fuor di dubbio che, in questi casi sussisterebbe una responsabilità di tipo civilistico, ma il problema posto è schiettamente fiscale.
A quanto è dato di capire dal provvedimento, la prima via tentata è quella, pendente il contenzioso (tra contribuente e Agenzia, sulla cartella) di “sostituire” la responsabilità della professionista a quella del contribuente, allegando una non meglio identificabile illegittimità della cartella.

LA DECISIONE DEL GARANTE DEL CONTRIBUENTE
La soluzione adottata dal Garante è che, indipendentemente dai profili civilistici, in un caso quale quello prospettato, c’è una cosa che il professionista potrebbe, se ritiene, fare subito: e cioè pagare per il cliente.

In particolare, il Garante osserva che – visto che, per l’art. 8 dello Statuto del contribuente, è consentito l’accollo del debito altrui da parte del terzo – il terzo può certamente pagare per il debitore.

La soluzione appare ineccepibile.

Essa, del resto, è pienamente coerente con le regole generali sull’estinzione delle obbligazioni: ai sensi dell’art. 1180 c.c. il terzo può adempiere l’obbligazione e il creditore non può opporvi salvo che:

  • abbia un interesse a che ad adempiere sia il debitore, oppure;
  • il debitore si opponga a che per lui paghi il terzo.

Non sussistono evidentemente ragioni per cui il Fisco dovrebbe non accettare il pagamento del commercialista.

Per completezza va soggiunto che, ferma la lucida soluzione indicata dal Garante, non sembra avrebbe potuto esservi spazio, invece, per la soluzione proposta dal professionista: accollarsi il debito, senza assolverlo, liberando il cliente. L’accollo, secondo lo Statuto del contribuente non può avere effetti liberatori del debitore (anche perché altrimenti, sarebbe facile per tutti coloro che hanno debiti fiscali, accordarsi con qualche soggetto nullatenente, cui far accollare il debito, per frodare le ragioni erariali. Se ciò fosse possibile fiorirebbe, dopo quello delle cartiere, il mercato delle teste di legno).

Garante del Contribuente Liguria – Provvedimento N. 28/2015

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