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Scuola: dal «concorsone» assunti solo in 3mila

Scuola: dal «concorsone» assunti solo in 3mila
Poco più di 3mila i partecipanti al concorso della scuola che a settembre saliranno in cattedra. Meno di un terzo rispetto agli 11.542 posti banditi

Saranno poco più di 3mila i partecipanti al concorso della scuola che a settembre saliranno in cattedra. Meno di un terzo rispetto al numero di posti banditi (11.542) dalla selezione voluta dall’ex ministro, Francesco Profumo. Questo perché, secondo il ministero, solo il 75% delle graduatorie è, a oggi, definitivo. «I ritardi – spiega il capo dipartimento dell’Istruzione, Luciano Chiappetta – sono dovuti alla pioggia di rinunce da parte dei commissari, cosa che ha rallentato di molto l’iter del concorso. In alcuni casi, per un posto da commissario sono servite addirittura otto nomine prima di poterlo assegnare».

Le rinunce sono da imputare alla regola che non prevede più la possibilità di esonero per i commissari, che quindi hanno dovuto continuare a svolgere il loro lavoro quotidiano, oltre a presenziare alle prove del concorso. «Questo ritardo – assicura però Chiappetta – non andrà a discapito dei vincitori del concorso, che saranno comunque assunti nei prossimi anni, visto che le graduatorie, una volta divenute definitive, hanno validità triennale».

Le Regioni più in difficoltà sono Lazio e Toscana, dove nessuna delle classi di concorso ha ancora una graduatoria definitiva. Hanno invece concluso tutte le procedure in Lombardia, in Campania, in Veneto e in Emilia Romagna. Anche dove le procedure del concorso non sono concluse, però, a settembre ci sarà bisogno di nuovi docenti, che in questi casi verranno assunti attingendo dalle graduatorie dei vecchi concorsi (quello precedente alla selezione indetta da Profumo è datato 1999). Nel caso fossero esaurite anche queste, invece, si ricorrerà alle graduatorie a esaurimento, dove “giacciono” ancora 160mila precari. Il ricorso alle graduatorie dei precari “storici” era già previsto dal piano di assunzioni varato lo scorso anno, che prevedeva una equa distribuzione tra cattedre assegnate ai vincitori del “concorsone” e cattedre assegnate a vecchi precari. «La proporzione dovrà essere mantenuta – spiega Chiappetta – per cui dove quest’anno si attingerà esclusivamente dalla graduatoria a esaurimento, l’anno prossimo si bilancerà con un maggior numero di assunzioni dalle graduatorie del concorso».

Per ora, rimane invece “sospesa” la questione delle immissioni in ruolo 2013/2014 del personale tecnico-amministrativo (gli Ata). Il ministero dell’Istruzione ha chiesto di assumere a settembre 3.730 Ata; ma il Tesoro ha preteso chiarimenti, sollecitando il dicastero di Viale Trastevere a una ulteriore verifica dei posti effettivamente disponibili (e quindi da coprire a tempo indeterminato) alla luce dell’eventuale passaggio nei ruoli amministrativi del personale docente inidoneo all’insegnamento (norma ancora non attuata). Tra le questioni da risolvere, per il regolare avvio dell’anno scolastico, c’è anche il caos presidi in Lombardia, dopo la sentenza del Consiglio di stato che ha di fatto bloccato l’assunzione di 355 dirigenti.
La soluzione prospettata dal Miur è contenuta in una norma inserita nel “pacchetto Pa” che prevede la possibilità di effettuare «affidamenti temporanei» ai soggetti inseriti utilmente nelle graduatorie (delle prove orali, o in subordine di quelle scritte o preselettive), non annullate dai giudici. Questi affidamenti cesserebbero alla nomina dell’avente diritto. Una soluzione però, a oggi, appesa alle sorti del Dl D’Alia.

Il bando. Il concorso di settembre 2012, è stato il primo dopo 13 anni. A differenza degli altri, è abilitante, cioè fa conseguire l’abilitazione all’insegnamento in quella materia solo per i vincitori del concorso. Non è prevista una nuova graduatoria a esaurimento.

Le domande. A quota 321mila le domande di ammissione al concorso. Solo 88.610 candidati hanno superato i test preselettivi.

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