Lavoro

Salvi i premi di risultato ai dirigenti decaduti

Salvi i premi di risultato ai dirigenti decaduti
Salva la retribuzione di risultato dei funzionari delle agenzie che hanno svolto funzioni di dirigenti e decaduti per effetto della sentenza 37/2015 della Corte Costituzionale, almeno fino alla data di intervenuta efficacia della sentenza stessa

Salvi i premi di risultato ai dirigenti decaduti per gli incarichi svolti fino alla data di efficacia della sentenza n. 37/2015 della Corte Costituzionale (ossia dal 26 marzo scorso). Il Governo è al lavoro per individuare una soluzione nell’immediato che garantisca una celere transizione rispettosa della sentenza verso una più ampia riorganizzazione delle agenzie fiscali. E insieme alle possibili soluzioni «sono in corso di valutazione le eventuali responsabilità e, laddove accertate, gli opportuni provvedimenti». È quanto emerge dalle risposte lette ieri dal sottosegretario al Mef, Enrico Zanetti, a due question time in commissione Finanze alla Camera. Il tutto mentre spunta l’ipotesi di «recuperare» la disciplina del concorso per esami da svolgere entro il 30 giugno 2016 che sarà gestito dalla Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna) e della fase transitoria (con posizioni organizzative speciali scelte attraverso una selezione per titoli e con un’indennità di 27mila euro annui) delle agenzie fiscali in un emendamento al decreto enti locali (Dl 78/2015), appena approdato al Senato per la conversione. Mentre domani è atteso in Consiglio dei ministri il Dlgs attuativo della delega che punta a rivedere la convenzione con il Mef in una prospettiva di agenzie fiscali sempre più rivolte alla compliance e al rapporto collaborativo con i contribuenti.

La risposta al question time
Ma torniamo a ieri. La risposta al question time di Filippo Busin (Lega) riporta un parere fornito dall’Avvocatura dello Stato alle Entrate, secondo il quale «non sembra potersi negare ai funzionari incaricati di mansioni superiori dirigenziali la spettanza del diritto alla retribuzione di risultato secondo i contenuti concordati dall’Agenzia nell’accordo con le organizzazioni sindacali del 22 aprile 2015». E, nel citare alcuni precedenti di Cassazione, il parere precisa che l’attribuzione di funzioni dirigenziali comporta «la corresponsione dell’intero trattamento economico» e nelle «differenze retributive, pertanto, può essere ricompreso» anche l’emolumento accessorio della retribuzione di risultato. La risposta riporta poi che l’agenzia delle Dogane e dei Monopoli non ha ancora erogato acconti per le somme spettanti per le retribuzioni di risultato agli ex dirigenti. Ma comunque il 25 marzo 2015 sarà la «data limite a cui si farà doverosamente riferimento anche per la quantificazione e l’erogazione delle cifre spettanti a titolo di retribuzione di risultato (anni 2013/2014/2015, limitatamente al periodo che intercorre dal 1° gennaio al 25 marzo)». A questo la risposta aggiunge che per la «Ragioneria generale dello Stato non appare irragionevole che – a fronte di un’attività effettivamente svolta negli anni 2013 e 2014, precedentemente alla sentenza della Corte Costituzionale – venga attribuita alla correlata retribuzione di risultato, anche per evitare contenziosi, con verosimile soccombenza per l’amministrazione».
L’altra risposta ha riguardato un question time del Movimento 5 Stelle (primo firmatario Daniele Pesco) sulla posizione di Girolamo Pastorello, attuale direttore centrale del personale delle Entrate. Il Mef ha precisato che Pastorello è in pensione dal 1° novembre 2014 e l’incarico che ora ricopre gli è stato attribuito a titolo onorario e fino al 31 ottobre 2015. Inoltre Pastorello «non ha mai presentato alcuna domanda di trattenimento in servizio, ha dato la sua disponibilità ad eseguire l’incarico affidatogli, incarico per il quale non riceve alcun compenso».

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