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Saldo Imu, allarme sui ritardi nelle decisioni sulle aliquote. I Caf chiedono la proroga

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I Caf lanciano l’allarme: senza le delibere dei Comuni con le aliquote Imu (ai loro uffici ne manca l’81 per cento) c’è rischio di caos nel versamento del saldo, il 17 dicembre. L’intreccio di scadenze sta per provocare un imbuto di adempimenti cui i Centri di assistenza fiscale, l’unico diaframma tra i cittadini e le pretese di Stato e Comuni, potrebbero non fare fronte.
L’acconto del 16 giugno scorso è stato pagato con le aliquote base (0,4% per le abitazioni principali e 7,6% per gli altri immobili), uguali per tutti ed in tutta Italia, per semplificare l’approccio con la nuova imposta. Che assomiglia all’Ici ma non troppo, quindi tutti hanno dovuto rimettere mano alla calcolatrice. Ma il problema è il saldo: il 17 dicembre. I Comuni, infatti, hanno tempo sino al 31 ottobre per decidere le loro aliquote (che nella quasi totalità dei casi sono state aumentate) e poi ci sono ancora altri 30 giorni per la pubblicazione, quindi molto a ridosso della scadenza del saldo. Tra l’altro, senza l’invio al sito del Ministero dell’Economia, le delibere non sono valide.
Intanto, però, ai Caf, cioè alle istituzioni cui è demandato il compito di aiutare i contribuenti nel calcolo e di stampare e diffondere i bollettini di versamento, le delibere non arrivano. Per affrontare in tempo la questione, i Caf hanno inviato agli 8.000 Comuni «una precisa richiesta al fine di ottenere le delibere ed i regolamenti approvati nonché eventuali altre informazioni che consentissero di anticipare ed agevolare l’inserimento delle aliquote per il calcolo del saldo, la stampa dei modelli di versamento e la consegna al cittadino. Ad oggi – fa sapere la Consulta dei Centri di Assistenza Fiscale – hanno dato seguito alla richiesta poco meno di 1.500 Comuni (18% sul totale)». Secondo i Caf, quindi, ci sarà «poco più di un mese per reperire migliaia di delibere, di regolamenti e di capitolati esterni, inserire le aliquote nelle procedure di calcolo dopo aver superato le molteplici problematiche interpretative in merito alla loro applicazione, problematiche che, peraltro, sono state già sottoposte al Ministero in diverse occasioni senza alcun riscontro».
Ma c’è un’altra scadenza, ancora più urgente: quella della dichiarazione Imu, il cui termine è già slittato due volte e da ultimo al 30 novembre: «A poco più di un mese dalla scadenza fissata non è stato ancora approvato il modello di dichiarazione».
La Consulta dei Caf si appella al Governo chiedendo che il termine di presentazione della dichiarazione Imu venga fissato entro 90 giorni dalla data di pubblicazione del modello e delle relative istruzioni; che venga fissato un termine unico per la presentazione della dichiarazione Imu allineandolo a quello previsto per la dichiarazione dei redditi (30 settembre), e che sia previsto uno slittamento al 31 dicembre 2012 per il saldo senza applicazione di sanzioni.

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