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Roma, per Capodanno assente l’83,5% dei vigili. A Napoli 200 spazzini in malattia

Roma, per Capodanno assente l’83,5% dei vigili. A Napoli 200 spazzini in malattia
Dopo avere cercato di convocare una assemblea sindacale proprio a ridosso della mezzanotte, 835 agenti sui mille inizialmente reperibili si sono segnati in malattia, o in permesso per donare il sangue o hanno trovato un’altra soluzione. Madia: “Punire irresponsabili”. La difesa del sindacalista Uil: “Chi dona, dona sempre”. Il Garante: ipotesi sciopero selvaggio, aperto procedimento. E l’epidemia” colpisce anche Atac e spazzini a Napoli

Ammalati e impegnati a donare il sangue. E così non potevano prestare servizio la notte di Capodanno. Che, peraltro, è pagata quattro volte quanto un turno normale. A scegliere questa via, o altre alternative per astenersi dal turno di lavoro dopo avere cercato di convocare un’assemblea sindacale proprio a ridosso della mezzanotte, sono stati centinaia di vigili urbani di Roma. Il risultato: 83,5% di assenze la notte del 31 dicembre. Sugli oltre mille agenti che inizialmente avevano dato la disponibilità, soltanto 165 erano effettivamente reperibili. “Premiare eccellenze che ci sono e punire irresponsabili”, commenta su Twitter il Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, che ha anche annunciato gli accertamenti di violazioni e sollecito azioni disciplinari da parte dell’ispettorato della funzione pubblica.

Ma Franco Cirulli, responsabile Uil polizia municipale di Roma Capitale, difende i vigili e risponde: “La maggior parte hanno donato il sangue e, come previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro degli enti locali, erano esentati dal servizio”. Ricordando che “chi ha bisogno di sangue ne ha bisogno sempre, anche la notte di capodanno e di natale”. E l’autorità Garante per gli scioperi accende un faro su un ‘sospetto’ sciopero selvaggio e apre un procedimento per valutare eventuali sanzioni, perché “non è accettabile che a subire gli effetti della protesta siano i cittadini utenti”.

Ma non ci sono solo i vigili, perché la stessa storia si ripete anche per l’Atac: su una delle linee metropolitane aperte anche dalle 23.30 alle 2.30 si sono registrate attese di mezz’ora perché l’azienda dei trasporti romana, a fronte di una necessità di 24 macchinisti per coprire lo straordinario, dalle 23.30 alle 2.30, ha avuto la disponibilità solo di sette persone.

E oltre ai “pizzardoni” e al trasporto pubblico della Capitale, l’epidemia dei lavoratori per l’ultima notte dell’anno si spinge anche a sud. A Napoli 200 spazzini si sono dati malati. Come mai? “Colpa del gelo e dell’età avanzata”. Il risultato: dimezzamento del servizio, cassonetti stracolmi e rifiuti in strada sotto gli occhi di cittadini e turisti, in città e in periferia. Anche se, per il servizio di Asìa, l’Azienda speciale per la raccolta dei rifiuti, “i napoletani pagano la tassa più salata d’Italia. Un esempio? 5 persone in una casetta di 50 metri arrivano a versare fino a 460 euro all’anno nelle casse del Comune, ente proprietario di Asìa”.

Vigili romani in lotta col Comune
Da mesi i vigili sono ai ferri corti con il Comune per le regole sulla rotazione degli agenti e per il salario accessorio. Per questo hanno provato in tutti i modi a boicottare quello che una volta era, vista la paga extra large, il turno più ambito dell’anno. Ci avevano già provato nei giorni scorsi, convocando un’assemblea sindacale (poi precettata) a ridosso della mezzanotte.
Il comandante della Polizia locale di Roma Capitale, Raffaele Clemente, ha stigmatizzato “l’atteggiamento di quanti hanno cercato di sabotare, con una diserzione numerica assolutamente ingiustificata. Sarà rigorosamente ricostruita l’intera vicenda a favore dell’autorità giudiziaria o di garanzia. Ogni eventuale condotta illecita sarà sanzionata amministrativamente”.

Un buco di presenze sul quale è intervenuto anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi che su Twitter ha scritto: “Leggo di 83 vigili su 100 a Roma che non lavorano ‘per malattia’ il 31 dicembre. Ecco perché nel 2015 cambiamo le regole del pubblico impiego #Buon2015”. Sempre sul sito di microblogging – sotto gli hashtag #Roma #vigiliassenti, il Ministro Marianna Madia ha annunciato che la ‘diserzione’ di massa dei vigili capitolini non resterà senza conseguenze: “Ispettorato Ministero Funzione Pubblica subito attivato per accertamenti violazioni e sollecito azioni disciplinari”.

Il Garante per gli scioperi: “Aperto procedimento”
Sul caso dei vigili assenti di Roma, l’autorità ha annunciato che “aprirà un procedimento di valutazione”. Come già accaduto in passato, qualora il Garante verificasse un nesso causale tra lamobilitazione organizzata dai sindacati, sui quali l’Autorità si era già pronunciata, e le assenze per malattia, che saranno verificate sulla scorta dei dati forniti dall’Amministrazione, “non esiterà ad adottare le sanzioni, che la legge prevede”. “Non è accettabile che a subire gli effetti della protesta – sottolinea il Garante – siano i cittadini utenti”. La legge 146 del 1990, precisa l’Autorità, “disciplina l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici e solo all’interno delle regole da essa previste è possibile scioperare”.

Responsabile Uil: “Vigili assenti? Chi dona, dona sempre”
Franco Cirulli, responsabile Uil polizia municipale di Roma Capitale, risponde al tweet del Ministro Madia e difende i vigili: “La maggior parte hanno donato il sangue e, come previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro degli enti locali, erano esentati dal servizio”. Alla domanda sul perché i vigili abbiano deciso di assentarsi per donare il sangue proprio in concomitanza con una serata impegnativa per la viabilità come quella del 31 dicembre, il sindacalista risponde: “Chi ha bisogno di sangue ne ha bisogno sempre, anche la notte di capodanno e di natale. Noi come sindacato, con senso di responsabilità abbiamo sospeso le assemblee, se i vigili hanno donato il sangue assentandosi in modo massiccio è perché glielo consente la legge”.

Quanto al resto dei vigili assenti, oltre ai donatori di sangue, prosegue il sindacalista, “c’era chi era malato e chi ha usufruito della legge 104”, spiega. “Il sindacato più che sospendere le assemblee durante uno stato di agitazione, non poteva fare – spiega il Cirulli –. Piuttosto quello su cui tutti dovrebbero interrogarsi è se sbagliano tutti i vigili che non riconoscono la leadership del comandante o se è lui che forse dovrebbe dialogare con i sindacati. Noi pensiamo che lo stato di cose è ricomponibile ma non dipende da noi”.

Intano lo stato di agitazione va avanti. “Siamo stati convocati l’8 gennaio dall’Amministrazione per parlare del contratto integrativo, che non è adeguato: si è risparmiato sulla pelle dei dipendenti per fare grandi eventi come il concerto di capodanno al Circo Massimo”, sottolinea Cirulli. Quanto ai trasferimenti previsti dall’applicazione della legge anticorruzione, aggiunge: “La legge anticorruzione va benissimo ma siamo preoccupati perché sono stati decisi i trasferimenti del personale con nuovi incarichi senza che ci sia stata formazione”.

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