Diritto

Rivincita della legge sull’inerzia degli uffici

La pronuncia delle Sezioni unite pone fine a una querelle che non avrebbe dovuto porsi.

Con l’ordinanza n. 244/2009, infatti, la stessa Corte costituzionale era intervenuta sul problema, rilevando la nullità dell’accertamento emanato prima dei 60 giorni dal rilascio del verbale di chiusura delle operazioni, privo di adeguata motivazione sull’urgenza. La stessa Agenzia, a livello centrale, con una direttiva (n. 142734/2009) aveva allertato gli uffici al rispetto del termine.

Tuttavia da quel momento, molti uffici, anziché rispettare quanto detto dalla Consulta e dalla propria direzione centrale, hanno iniziato a “teorizzare” nei contenziosi l’assenza di nullità del cosiddetto atto “accelerato”. E anche a livello centrale, anziché preoccuparsi dei comportamenti degli uffici locali, difformi dalle direttive centrali, si è iniziata a sostenere l’assenza di nullità. Così anche nei ricorsi per Cassazione l’Agenzia ha iniziato a sostenere l’inesistenza della nullità. Ne è conseguito, secondo un rituale che si ripete puntualmente in presenza di pronunce favorevoli al contribuente, che, alla fine, non sono mancate sentenze di legittimità che hanno aderito a tale tesi (difformi da quella della Consulta!). Da qui, il contrasto giurisprudenziale ora risolto dalle Sezioni unite.

Questa pronuncia restituisce la necessaria “dignità”, allo Statuto del contribuente che, in ultima analisi, vuol dire, rispetto delle regole anche da parte dell’amministrazione. Se veramente si vuole effettuare la (sacrosanta) lotta all’evasione, basta usare i tanti poteri a disposizione senza ricorrere a distorte interpretazioni.

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