Fisco

Ritenute alla fonte a titolo di acconto: niente traslazione sul contribuente

Ritenute alla fonte a titolo di acconto: niente traslazione sul contribuente
L’applicazione delle ritenute a titolo d’acconto è fondamentalmente diretta a svolgere un’azione di contrasto all’evasione fiscale, consentendo di segnalare all’Amministrazione Finanziaria i percettori di reddito, oltre ad assicurare la riscossione di parte della corrispondente imposta

Nella risposta all’interrogazione n. 5-05553, il Sottosegretario all’Economia ha fornito alcuni chiarimenti relativi alle ritenute alla fonte a titolo di acconto operate sui redditi imponibili dei contribuenti. In particolare, erano state sollevate alcune problematiche applicative relative allo scomputo delle ritenute alla fonte a titolo di acconto operate l’anno successivo a quello di competenza, tenuto conto che la richiesta di intervento trae origine dalle difficoltà derivanti dal mancato rilascio, da parte del sostituto, della certificazione attestante le ritenute effettuate sui compensi entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di imputazione dei compensi stessi.

Il Sottosegretario all’Economia ha ricordato che l’art. 22, comma 1, lettera c) del T.U.I.R. dispone, con riferimento ai soggetti IRPEF, che dall’imposta lorda si scomputano «… le ritenute alla fonte a titolo di acconto operate, anteriormente alla presentazione della dichiarazione dei redditi, sui redditi che concorrono a formare il reddito complessivo e su quelli tassati separatamente … (mentre) … Le ritenute operate dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi si scomputano dall’imposta relativa al periodo di imposta nel quale sono state operate…».
L’art. 79 del citato T.U.I.R disciplina lo scomputo delle ritenute per i soggetti IRES.

L’applicazione delle ritenute a titolo d’acconto è fondamentalmente diretta a svolgere un’azione di contrasto all’evasione fiscale, consentendo di segnalare all’Amministrazione Finanziaria i percettori di reddito, oltre ad assicurare la riscossione di parte della corrispondente imposta.
Pertanto, la traslazione, in capo al percettore della somma, dell’obbligo di versamento di un acconto pari alla misura della ritenuta, vanificherebbe la descritta finalità di contrasto all’evasione fiscale.
Non sarebbe, pertanto, in linea con la ratio sottesa del meccanismo di sostituzione, di cui all’art. 64 del D.P.R. n. 600/73, la possibilità di trasferire in capo al sostituito l’obbligo di versamento della ritenuta, anche nell’ipotesi in cui la stessa debba essere operata nell’anno successivo a quello di competenza.

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