Italia

Riordino tasse automobilistiche: nella riforma Pa spunta il rincaro del bollo

Al posto dell'Ipt provinciale arriva la Iri regionale, che graverà sul nuovo e non sull'usato. Prevista la mobilità obbligatoria nella P.A. entro i 50 km
Al posto dell’Ipt provinciale arriva la Iri regionale, che graverà sul nuovo e non sull’usato. Prevista la mobilità obbligatoria nella P.A. entro i 50 km

La bozza della riforma della Pubblica Amministrazione, in gestazione proprio in queste ore, porta con sè un probabile riordino delle tasse automobilistiche. Sale il bollo ed aumenta il carico fiscale sull’acquisto del nuovo: in compenso niente più stangate sui passaggi di proprietà dell’usato e abolizione del superbollo sulle auto potenti. Novità anche su esuberi e mobilità dei dipendenti pubblici: vediamole nel dettaglio.

Rincaro del bollo
Probabile rincaro dal 10% al 12% della quota che ogni Regione può deliberare rispetto alle tariffe nazionali. La misura varrebbe solo per il 2015 per bilanciare il mancato gettito delle Regioni per i primi mesi dell’anno, quando avverrà il passaggio dall’Itp provinciale all’Iri regionale.

Tasse: Dall’Itp All’Iri
Con il sostanziale svuotamento delle Province verrà eliminata l’Itp (Imposta Provinciale di Trascrizione) che grava sia sulle autovetture nuove che sull’usato. Al suo posto l’Iri (Imposta Regionale di Immatricolazione) che andrà a gravare solo sugli acquisti del nuovo, in una misura che sarà decisa con decreto ministeriale e suscettibile (come l’Itp) di variazioni locali fino al 30% rispetto alla tariffa nazionale. Il passaggio dall’Itp all’Iri è previsto per il 2015.

Addio superbollo
Ipotesi già ventilata diverse volte negli ultimi anni. Questa volta potrebbe essere quella buona: nella bozza è prevista l’abolizione del cosiddetto “superbollo” per le auto potenti.

Scuola unica di formazione
Uscendo dal dettaglio del ridisegno della tassazione automobilistica, la riforma andrà a toccare diversi aspetti della Pubblica Amministrazione. E’ confermata, ad esempio, l’aggregazione in un’unica Scuola nazionale delle attuali cinque strutture formative sparpagliate fra i diversi ministeri. Secondo le stime del governo il risparmio sarebbe del 20% circa.

Esuberi e prepensionamenti
L’effetto della riorganizzazione delle risorse prevede il prepensionamento per chi è a due anni dai requisiti per la quiescenza, o il demansionamento per la ricollocazione in altre sedi.

Mobilità volontaria e obbligatoria
Viene introdotta la possibilità di trasferimento di dipendenti tra amministrazioni. Nell’arco dei 50 km sarebbero considerate “una stessa unità produttiva”, ma farà certamente discutere l’obbligatorietà di trasferimento entro 100 km “per esigenze tecnico-organizzative”. Il Dipartimento Funzione Pubblica attiva inoltre un portale per facilitare l’incrocio fra domanda e offerta.

Niente più trattenimenti
Colpo di spugna sui trattenimenti in servizio di dipendenti pubblici oltre i limiti del pensionamento. I prolungamenti in corso verranno chiusi entro il 31 ottobre 2014.

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