Lavoro

Rinnovato il CCNL Lavoratori Domestici con tante novità, ecco le più importanti

Rinnovato il CCNL Lavoratori Domestici con tante novità, ecco le più importanti
Il recentissimo rinnovo del CCNL lavoratori domestici contiene alcune novità importanti che impattano sulla gestione del rapporto di lavoro, in particolar modo con riguardo alla disciplina della malattia, maternità, ferie, festività, lavoro notturno, infortuni sul lavoro e TFR

Il recentissimo rinnovo del CCNL Lavoratori Domestici apporta alcune novità concernenti le norme che riguardano gli aspetti trattati a seguire. Di seguito, una sintesi delle disposizioni contrattuali – entrata in vigore a decorrere dal 1° luglio 2013 – tenuto altresì conto di quanto previsto dalla legge in generale nelle medesime materie.

MALATTIA

L’art. 26 del CCNL Lavoratori Domestici sulla malattia prevede quanto segue:

a) Obblighi a carico del lavoratore

Egli è tenuto ad avvertire tempestivamente il datore di lavoro salvo cause di forza maggiore o obiettivi impedimenti, entro l’orario contrattualmente previsto per l’inizio della prestazione lavorativa. Successivamente deve far pervenire al datore di lavoro il relativo certificato medico, rilasciato entro il giorno successivo all’inizio della malattia. Il certificato, indicante la prognosi di inabilità al lavoro, deve essere consegnato o inviato mediante raccomandata al datore di lavoro entro due giorni dal relativo rilascio. Queste ultime erano le regole valide prima dell’avvento del “certificato di malattia telematico“: dal 2011, infatti, è necessario fare pervenire al datore di lavoro il numero di protocollo del certificato telematico che il medico ha trasmesso all’Inps. Il datore di lavoro potrà prendere visione del certificato accedendo ai servizi telematici dell’Inps.

Qualora si tratti di lavoratore “convivente”: non è necessario l’invio del certificato medico, salvo che non sia espressamente richiesto dal datore di lavoro. Diversamente, tuttavia, qualora la malattia intervenga nel corso delle ferie o in periodi nei quali i lavoratori non siano presenti nell’abitazione del datore di lavoro.

b) Conservazione del posto di lavoro

Il CCNL prevede quanto segue:

  • per anzianità fino a 6 mesi, superato il periodo di prova: 10 giorni di calendario;
  • per anzianità da più di 6 mesi a 2 anni: 45 giorni di calendario;
  • per anzianità oltre i 2 anni: 180 giorni di calendario.

I periodi relativi alla conservazione del posto di lavoro si calcolano nell’anno solare, intendendosi per tale il periodo di 365 giorni decorrenti dall’evento.

Nel caso di malattia oncologica (debitamente documentata) i predetti periodi sono aumentati del 50%.

c) Retribuzione

Decorre in caso di malattia la retribuzione globale di fatto per un massimo di 8, 10, 15 giorni complessivi nell’anno per le anzianità di cui ai punti 1, 2, 3 che precedono, nella seguente misura:

  • fino al 3° giorno consecutivo, il 50% della retribuzione globale di fatto;
  • dal 4° giorno in poi, il 100% della retribuzione globale di fatto.

L’onere economico della malattia è a carico del datore di lavoro; l’Inps non eroga alcuna indennità.

d) Miscellanea

  • Restano salve le condizioni di miglior favore localmente in atto che si riferiscono alle norme di legge riguardanti i lavoratori conviventi;
  • L’aggiunta della quota convenzionale sostitutiva di vitto e alloggio, per il personale che ne usufruisca normalmente, è dovuta solo nel caso in cui il lavoratore ammalato non sia degente in ospedale o presso il domicilio del datore di lavoro;
  • La malattia in periodo di prova o di preavviso sospende la decorrenza degli stessi;
  • La tredicesima mensilità matura anche durante le assenze per malattia nei limiti del periodo di conservazione del posto e per la parte non liquidata dagli enti preposti;
  • Quando nel contratto viene usata l’espressione “giorni di calendario” si considerano i trentesimi della mensilità (esempio: malattia);
  • Le ferie non possono essere godute durante il periodo di malattia;
  • La Cassa malattia Colf eroga le prestazioni per il rimborso del trattamento economico di malattia.

MATERNITA’

Il CCNL rimanda – in tema di maternità – alla applicazione delle norme di legge; si applicano altresì le norme di legge sulla tutela della paternità nonché sulle adozioni e sugli affidamenti preadottivi. Si premette, infine, che il periodo di assenza obbligatoria dal lavoro viene indennizzato dall’Inps nella misura dell’80% della retribuzione media giornaliera, incluso il rateo di tredicesima mensilità, del periodo di paga antecedente a quello in cui ha avuto inizio l’astensione. Non si prevede un’integrazione a carico del datore di lavoro ne’ si prevede un periodo di congedo facoltativo a favore del genitore.

Pertanto:

a) Divieto di adibire al lavoro le donne

  • durante i 2 mesi precedenti la data presunta del parto, salvo eventuali anticipi o posticipi previsti dalla normativa di legge;
  • per il periodo eventualmente intercorrente tra tale data e quella effettiva del parto;
  • durante i 3 mesi dopo il parto, salvo i posticipi autorizzati.

b) Computo dei periodi di assenza

Computo nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, compresi quelli relativi alla gratifica natalizia e alle ferie.

c) Divieto di licenziamento

Dall’inizio della gravidanza, purché intervenuta nel corso del rapporto di lavoro, e fino alla cessazione del congedo di maternità, salvo che per giusta causa.

d) Dimissioni

Le dimissioni rassegnate dalla lavoratrice in tale periodo sono inefficaci ed improduttive di effetti se non comunicate in forma scritta e convalidate con le modalità previste dal Ccnl. Le assenze non giustificate entro i cinque giorni, ove non si verifichino cause di forza maggiore, sono da considerare giusta causa di licenziamento della lavoratrice.

In caso di dimissioni volontarie presentate durante il periodo per cui è previsto il divieto di licenziamento, la lavoratrice non è tenuta al preavviso.

e) Dichiarazioni a verbale

Le Associazioni dei datori di lavoro ritengono che le attuali normative di legge rispettano sostanzialmente il dettato dalla Convenzione OIL n. 189/2011 che prevede, in favore delle lavoratrici del settore domestico, condizioni non meno favorevoli di quelle applicabili agli altri settori tenuto conto delle particolari condizioni esistenti nell’ambito delle famiglie, datrici di lavoro domestico.

f) Miscellanea

La tredicesima mensilità matura anche durante le assenze per maternità nei limiti del periodo di conservazione del posto e per la parte non liquidata dagli enti preposti.

INFORTUNIO SUL LAVORO E MALATTIA PROFESSIONALE

a) Conservazione del posto

Spetta al lavoratore, convivente o non convivente, la conservazione del posto per i seguenti periodi:

  • per anzianità fino a 6 mesi, superato il periodo di prova: 10 giorni di calendario;
  • per anzianità da più di 6 mesi a due anni: 45 giorni di calendario;
  • per anzianità oltre i 2 anni: 180 giorni di calendario.

b) Computo del periodo

I periodi relativi alla conservazione del posto di lavoro si calcolano nell’anno solare, intendendosi per tale il periodo di 365 giorni decorrenti dall’evento.

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