Diritto

Rimborso imposta versata a saldo: inapplicabile il termine di 4 anni

Rimborso imposta versata a saldo: inapplicabile il termine di 4 anni
Il termine di 4 anni per chiedere il rimborso di quanto versato non è applicabile al versamento di un’imposta a saldo

In tema di rimborso di somme non dovute da parte del contribuente, il termine di decadenza di 4 anni per il rimborso di quanto versato a titolo di imposta non è applicabile al versamento di un’imposta a saldo sul presupposto che esso abbia carattere provvisorio, per il solo fatto che l’Amministrazione finanziaria può modificare, nei termini di legge, i risultati della dichiarazione, e quindi l’entità del debito d’imposta con la notificazione di accertamenti in rettifica o di accertamenti d’ufficio. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 10875 del 26 maggio 2015.

IL FATTO
Il caso trae origine dal ricorso presentato da un contribuente avverso il provvedimento di rigetto dell’istanza di rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate con riferimento alle ritenute operate nel 2003.
Sia la CTP che la CTR hanno accolto le doglianze del contribuente.
Avverso tale decisione ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate, censurando la decisione della CTR laddove, con riferimento a ritenute operate nel 2003, oggetto di richiesta di rimborso formulata nel 2009, ha ritenuto non operativo il termine fissato dall’art. 38 del D.P.R. n. 602/73, alla luce di un provvedimento emesso nell’ottobre 2008, con il quale l’Agenzia, in sede di autotutela, aveva annullato un distinto avviso di accertamento emesso nei confronti del contribuente per lo stesso importo versato.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate. Osservano, sul punto, gli Ermellini che il principio secondo cui il termine decadenziale di cui all’art. 38 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 non decorre quanto al rimborso di versamenti cui inerisca un qualche carattere di provvisorietà ed ai quali successivamente non corrisponda la determinazione del relativo obbligo (o non vi corrisponda nella medesima misura) in via definitiva, non è applicabile al versamento di un’imposta a saldo sul presupposto che esso abbia carattere provvisorio per il solo fatto che nei termini fissati dall’art. 43 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 l’Amministrazione finanziaria può modificare i risultati della dichiarazione, e quindi l’entità del debito d’imposta, con la notificazione di accertamenti in rettifica o di accertamenti d’ufficio (Sez. 5, Ordinanza n. 19510 del 23/09/2011); siffatti accertamenti, infatti, non interessano nè influenzano il fatto generatore dell’errore che ha determinato il maggior versamento di imposta del quale si chiede la restituzione, e i termini e le modalità stabiliti per l’azione dell’Amministrazione non valgono per il contribuente.

Ne consegue l’accoglimento del ricorso.

L’art. 38 del D.P.R. n. 602/1973, sotto la rubrica “Rimborso di versamenti diretti”, prevede che il soggetto che ha effettuato il versamento diretto può presentare all’intendente di finanza nella cui circoscrizione ha sede l’esattoria presso la quale è stato eseguito il versamento istanza di rimborso, entro il termine di decadenza di quarantotto mesi dalla data del versamento stesso, nel caso di errore materiale, duplicazione ed inesistenza totale o parziale dell’obbligo di versamento.
L’istanza può essere presentata anche dal percipiente delle somme assoggettate a ritenuta entro il termine di decadenza di quarantotto mesi dalla data in cui la ritenuta e stata operata.
L’intendente di finanza, sentito l’ufficio delle imposte, provvede al rimborso mediante ordinativo di pagamento.
Dall’altro lato, l’art. 43 del D.P.R. n. 600/1973, sotto la rubrica “Termine per l’accertamento”, prevede che gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui e’ stata presentata la dichiarazione. Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla l’avviso di accertamento può essere notificato fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata. L’ultimo comma di questa disposizione, infine, stabilisce però che fino alla scadenza del predetto termine l’accertamento può essere integrato o modificato in aumento mediante la notificazione di nuovi avvisi, in base alla sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi. Nell’avviso devono essere specificamente indicati, a pena di nullità, i nuovi elementi e gli atti o fatti attraverso i quali sono venuti a conoscenza dell’ufficio delle imposte.
Corte di Cassazione – Ordinanza N. 10875/2015

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