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Rimborsi Iva: il Fisco mette lo sprint

Rimborsi Iva: il Fisco mette lo sprint
Visto il perdurare della congiuntura negativa, l’Agenzia delle Entrate punta a lavorare nel 2015 il 60% dei rimborsi richiesti entro lo scorso 31 luglio

Il Fisco accelera sui rimborsi Iva, nonostante gli «straordinari» imposti dall’entrata in vigore delle nuove norme in materia di split payment e reverse charge. Visto il perdurare della congiuntura negativa, l’Agenzia delle Entrate punta a lavorare nel 2015 il 60% dei rimborsi richiesti entro lo scorso 31 luglio (contro il 35% del 2014 e il 40% originariamente previsto per quest’anno). Non solo le pratiche relative alle istanze annuali per il 2014, ma anche i rimborsi infrannuali del corrente anno e le istanze «anomale» riferite ai periodi d’imposta precedenti. Erogare tempestivamente i soldi a imprese, artigiani, artisti e professionisti, infatti, «è un atto di civiltà giuridica oltre che di equità fiscale, nonché fonte di liquidità per il sistema economico». Questo uno degli obiettivi incentivati previsti dalle convenzioni triennali tra Entrate e Ministero dell’Economia per il periodo 2015-2017.

L’Amministrazione finanziaria pone come obiettivo per il 2015 l’incasso di 12 miliardi di euro complessivi, tra versamenti diretti e riscossione a mezzo ruolo. Un traguardo che potrebbe sembrare eccessivamente prudenziale, tenuto conto che nel 2014 la lotta all’evasione ha fruttato 14,2 miliardi di euro (il dato più alto mai registrato), ma che invece rappresenta un incremento di quasi il 20% rispetto ai 10,2 miliardi assegnati come obiettivo dalle convenzioni nel 2013 e 2014.

Per centrare il target non interverranno solo le tradizionali attività di controllo (accertamento, controlli formali e liquidazione automatizzata delle dichiarazioni), ma anche le nuove norme sul ravvedimento previste dalla legge di Stabilità 2015, con il contribuente che verrà preventivamente informato di alcuni dati fiscali in possesso degli Uffici.

A fronte dell’obiettivo economico più elevato, calano invece in maniera significativa le verifiche programmate. Dagli 1,7 milioni di controlli del 2014 si passerà a 1,3 milioni. Ciò significa che le contestazioni tributarie dovranno essere in media più elevate, realizzando «tanto un aumento dell’efficacia in termini di riscossione quanto una maggiore concentrazione delle risorse verso le situazioni maggiormente a rischio», spiega l’allegato 2 alla convenzione.

Altro obiettivo incentivato è la diminuzione della litigiosità fiscale e una riduzione delle impugnazioni da parte dei contribuenti. In particolare, la quota minima di istanze di mediazione tributaria da concludere entro i termini passa dal 90% al 93%, mentre il tasso di vittorie definitive da mantenere in contenzioso viene ritoccato dal 60% al 63%.

Spazio anche al potenziamento dei servizi. Attività che peraltro spesso si intrecciano con l’accertamento. Per esempio in materia di 730 precompilato, lanciato in via sperimentale quest’anno e che dal 2016 dovrà incorporare anche tutti i dati relativi alle spese mediche e sanitarie dei contribuenti. Per quanto riguarda i servizi online, tra gli obiettivi c’è un ulteriore potenziamento del canale Civis (il 90% delle istanze dovrà essere lavorato entro tre giorni) e dell’applicativo Rli per la registrazione dei contratti di locazione (dal quale dovrà passare almeno il 40% dei contratti totali). Confermato anche l’obiettivo totalitario in termini di percentuale delle risposte alle istanze di interpello rese entro i termini, come già avvenuto nel 2014.

I rimborsi delle imposte dirette da lavorare entro il 2015 saranno almeno il 70% del totale, calcolato sullo stock di istanze pendenti al 31 dicembre 2014 più i rimborsi richiesti fino al 30 giugno 2015 e liquidati definitivamente dal 36-bis entro l’anno.

Entrate e Mef mettono per iscritto pure la collaborazione in materia di scambio di informazioni. Oltre a procedere direttamente alla varie forme di cooperazione previste dagli standard Ocse (automatico, su richiesta e spontaneo), l’Agenzia provvederà agli adempimenti necessari per l’attuazione della mutua assistenza per il recupero dei crediti di altri stati ai sensi del D.Lgs. n. 149/2012, oltre a rappresentare l’Italia nei vari tavoli internazionali sostenuti dal G-20, relativi sia al progetto Beps sia al Global forum sullo scambio automatico di informazioni finanziarie ai fini fiscali.

Nessun accenno particolare alle attività connesse alla gestione della voluntary disclosure, «i cui effetti sul gettito potranno essere valutati solo a consuntivo», ribadisce la convenzione.

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