Lavoro

Rimborsi Irap, rischio perdite. L’emersione del «rosso» può far rientrare l’impresa fra le società di comodo

Rimborsi Irap, rischio perdite. L'emersione del «rosso» può far rientrare l'impresa fra le società di comodo
Rischio società di comodo per chi ha presentato le istanze di rimborso da deduzione Irap sul costo del personale, evidenziando una perdita

Rischio società di comodo per chi ha presentato le istanze di rimborso da deduzione Irap sul costo del personale, evidenziando una perdita. Il risultato negativo rileva infatti per il regime delle perdite sistematiche. Il chiarimento giunge, ormai a cose fatte, dalla circolare 8/E di ieri, con cui l’Agenzia delle Entrate ha illustrato le regole da applicare per la deduzione dell’imposta regionale pagata sulle spese per i dipendenti.

La circolare si sofferma sia sulle modalità di deduzione a regime (a partire da Unico 2013) sia, e in questo caso i chiarimenti giungono davvero a tempo scaduto, per la gestione delle istanze di rimborso. Il costo del personale da considerare nel calcolo dell’imposta deducibile è comprensivo, oltre che dei redditi di lavoro dipendente e assimilati, delle indennità di trasferta (non è chiaro se vi siano incluse anche le indennità chilometriche), degli incentivi all’esodo e degli accantonamenti per Tfr e similari. Il costo del personale va ridotto delle deduzioni già operate per le specifiche fattispecie previste dalla legge. La circolare conferma che la nuova deduzione coesiste con quella del 10% a condizione che il contribuente abbia sostenuto oneri finanziari.
Evidentemente, precisa la circolare, la deduzione non può in ogni caso superare il 100% dell’Irap versata. Se dunque l’imposta pagata è di 200 e quella riferita al personale è pari 190, la deduzione massima sarà di 200, anche se sommando quella analitica e quella forfettaria si giunge a un importo di 210.

La deduzione analitica e quella forfettaria operano anche in presenza di un risultato negativo. La perdita (o maggior perdita) così conseguita sarà utilizzabile secondo regole ordinarie.
Nel calcolo della deduzione si può considerare anche l’eventuale Irap pagata nell’esercizio a seguito di versamenti effettuati in conseguenza di ravvedimento operoso ovvero di iscrizione a ruolo di imposte dovute per effetto della riliquidazione della dichiarazione o di accertamenti, purché afferenti alle spese per il personale. Pertanto, precisa la circolare, se nell’esercizio T viene pagata Irap accertata sull’esercizio T-2, si potrà assumere una ulteriore deduzione determinata sulla base dei parametri del costo del lavoro e del valore della produzione relativi all’anno a cui si riferisce l’accertamento (T-2).

Il costo del lavoro da considerare nel conteggio della deduzione analitica deve essere assunto al netto della quota estera. In particolare, occorre considerare:

  1. il valore della produzione netta rilevante per l’Irap, determinato coi criteri di riparto previsti per le varie categorie di contribuenti (ad esempio, per le imprese industriali);
  2. il costo del lavoro analitico specificamente afferente al personale impiegato nel territorio dello Stato.

Numerosi chiarimenti giungono anche per le istanze di rimborso delle maggiori imposte sui redditi versate negli esercizi fino al 2011 a seguito della previgente indeducibilità dell’Irap sul personale. Istanze che, peraltro, la gran parte dei contribuenti ha già presentato nei mesi scorsi secondo il programma di invio su base regionale previsto dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 17 dicembre 2012.
Anche per le istanze di rimborso vale il cumulo tra deduzione analitica e deduzione del 10%, sempreché l’impresa abbia sostenuto interessi passivi nell’anno di riferimento.
La circolare affronta diffusamente le problematiche create dalle istanze di rimborso in materia di calcolo del credito di imposta estero. La deduzione dell’Irap implica infatti una riduzione della quota d’imposta italiana riferibile al reddito estero che, come noto, rappresenta il limite massimo di detraibilità d’imposta estera. Ciò può comportare una corrispondente diminuzione dell’imposta estera accreditabile in quell’esercizio e, pertanto, un aumento dell’eccedenza dell’imposta estera che può essere riportata in avanti o indietro per essere compensata con eventuali eccedenze di imposta italiana rispetto a quella estera.

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