Lavoro

Riforma pensioni, novità a giugno, Boeri: proposta completa per modifiche alla Fornero

Riforma pensioni, novità a giugno, Boeri: proposta completa per modifiche alla Fornero
Entro fine giugno verrà definita una proposta di riforma del sistema pensionistico e assistenziale: è quanto ha dichiarato, in sede di audizione alla Camera, il prof. Tito Boeri, Presidente dell’Inps

Dopo le ultime dichiarazioni del premier Matteo Renzi sull’introduzione di più flessibilità per l’accesso al prepensionamento, comunque in cambio di alcune penalizzazioni sul trattamento pensionistico, si attende adesso la proposta organica che l’Inps porterà il mese prossimo all’esame dell’esecutivo pronto a intervenire sulle modifiche alla legge Fornero con la prossima legge di Stabilità. “A giugno – ha ribadito oggi il presidente dell’Istituto nazionale per la previdenza sociale, Tito Boeri – faremo una proposta completa per modificare la riforma Fornero”.

Riforma pensioni, Boeri: “Avremo più flessibilità con una proposta organica sostenibile”
Da rivedere subito, dunque, l’età pensionabile aumentata dalla riforma previdenziale del Governo Monti e la troppa rigidità in uscita. “Avremo più flessibilità”, ha ribadito l’economista bocconiano, sottolineando che la manovra “sarà sostenibile” e che quindi non dovrebbe mettere in nessun modo a rischio i conti pubblici. Intanto, tra le varie proposte sulla previdenza, arriva oggi anche quella del senatore del Pd, Beppe Lumia, membro della Commissione parlamentare d’inchiesta antimafia, che ha chiesto ai ministri del Lavoro Giuliano Poletti e dell’Interno Angelino Alfano di fare in modo che “chi si macchia di reati di stampo mafioso o terroristico – ha scritto in un’interpellanza parlamentare – non può percepire pensioni, indennità, contributi”.

Pensione anticipata, Polverini (Forza Italia): “Renzi umilia il Parlamento”
Così come sul decreto relativo ai rimborsi e alla reindicizzazione delle pensioni, anche sulle nuove dichiarazioni del premier in materia di riforma del sistema previdenziale, all’attacco Forza Italia di Silvio Berlusconi. “Sull’introduzione della flessibilità in uscita rispetto alla riforma Fornero – ha detto Renata Polverini (FI), vice presidente della commissione Lavoro di Montecitorio intervenendo ad Omnibus su La7 – il Governo non può continuare ad umiliare il Parlamento. Alla Camera – ha ricordato la parlamentare – sono state depositate diverse proposte di legge di tutti i gruppi parlamentari che darebbero una soluzione, ma – ha sottolineato – sono state bloccate. “E’ una nostra proposta, lo diciamo da quattro anni”, ha commentato invece il leader dell’Uil, Carmelo Barbagallo, intervenendo sul piano di Renzi per la pensione anticipata.

C’è invece chi non condivide modifiche alla legge Fornero. Oltre a diversi parlamentari di Scelta civica anche vari economisti. “Ritengo l’innalzamento dell’età pensionabile – ha detto l’economista Fiorella Kostoris, commentando con Labitalia le ultime novità sulla riforma pensioni – come uno degli aspetti migliori della legge Fornero”. L’economista ha spiegato di non condividere la pensione anticipata a sessantadue anni, “non si tratta di flessibilità – ha detto – ma di abbassamento dell’età pensionabile”.

In sintesi:
Cercando di tracciare un possibile scenario dei vari interventi che potrebbero essere adottati (e che dovrebbero trovare una collocazione nella prossima legge di Stabilità), emerge quanto segue:

  • Si conferma l’intenzione di superare le rigidità attuali che oggi – salvo eccezioni specifiche – obbligano un lavoratore che vuole andare in pensione ad avere 66 anni e 3 mesi e almeno 20 anni di contributi; oppure di aver maturato almeno 42 anni e oltre di contributi indipendentemente dall’età anagrafica;
  • Prospettata l’ipotesi di poter andare in pensione prima delle soglie attuali di età; con una penalizzazione minima sul trattamento di pensione.

Diversi sono gli scenari che si aprono: accanto alla formula dell“uscita flessibile con penalizzazioni”, imperniata sulla pensione con 62 anni e tre mesi di età in presenza di un’anzianità minima di 35 anni e riduzione della pensione, si colloca l’ipotesi della “quota cento”, dove cento rappresenta la somma di età anagrafica e anzianità contributiva (35 anni di anzianità contributiva e almeno 60 anni e tre mesi di età anagrafica). Terza strada: l’opzione per tutti di aderire al metodo contributivo per la liquidazione della pensione.

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