Lavoro

Riforma del lavoro, si gioca la carta della flessibilità

Riforma del lavoro, si gioca la carta della flessibilità
La riforma del lavoro punta ad una maggiora flessibilità del lavoro: dalla riduzione delle pause tra un contratto a termine e l’altro alla proroga senza causale

Riduzione della pausa obbligatoria tra un contratto a termine e l’altro; possibilità di prorogare il contratto senza causale a tempo determinato; limite di 400 giornate di effettivo lavoro in tre anni per l’impiego a chiamata; obbligo di convalida delle dimissioni per collaboratori e associati in partecipazione.

Sono alcune delle novità introdotte dalla legge n. 99/13 pubblicata in «Gazzetta ufficiale» e in vigore dal 23 Agosto. In realtà, queste, come diverse altre misure, sono effettive già dal 28 giugno scorso, data di entrata in vigore del decreto legge n. 76/2013, il provvedimento messo a punto dal Governo con l’obiettivo di promuovere l’occupazione, in particolare quella giovanile.

A poco più di tredici mesi di distanza, si è intervenuti su più punti della normativa già ampiamente modificata dalla riforma del mercato del lavoro (legge n. 92/12) dell’anno scorso «in una prospettiva di crescita». Dato che la crescita tarda a manifestarsi, vengono introdotti incentivi e diversi correttivi al quadro normativo definito dalla legge #Fornero senza però stravolgerlo nella sua impostazione generale, che privilegia gli impieghi stabili a quelli temporanei.

Tuttavia, le modifiche al contratto a tempo determinato vanno nella direzione auspicata dalle imprese, tanto più che ulteriori spazi di flessibilità, come l’ampliamento dell’utilizzo del contratto acausale, sono delegati alla contrattazione tra parti sociali. È stata fatta maggior chiarezza per l’utilizzo del lavoro accessorio, che già dal 28 giugno non è più quello «meramente occasionale» ma quello che viene retribuito con i voucher senza superare il tetto di 5mila euro annui, mentre l’apprendistato per il diploma professionale, una volta completato, ora può essere trasformato in contratto di apprendistato professionalizzante. Non mancano, però, nuovi vincoli, come l’obbligo di contratto scritto e dettagliato per i cocopro, e la convalida delle dimissioni per collaboratori e associati in partecipazione.

Ci sono anche misure che entrano in vigore oggi perché aggiunte durante la conversione in legge. Una delle più rilevanti è la sanatoria per i contratti di associazione in partecipazione: entro il 30 settembre i datori di lavoro si possono mettere in regole assumendo gli addetti a tempo indeterminato (anche come apprendisti) e versando un’una tantum del 5% a copertura dei contributi pregressi.
Altra novità è la procedura di distacco agevolato dei lavoratori dipendenti di imprese unite da un contratto di rete e la possibilità di utilizzare i collaboratori a progetto nei call center outbound anche per le attività di servizi oltre che la vendita di beni, nonché l’esclusione dal tetto di 400 giorni lavorati in 3 anni (introdotto dal Dl) degli addetti “a chiamata” nel turismo, nello spettacolo e nei pubblici esercizi. Sul fronte dell’apprendistato professionalizzante, è stata estesa a tutte le aziende (non più solo alle Pmi) la validità delle linee guida da adottare entro il 30 settembre.

TEMPO DETERMINATO
Prima: periodi di sospensione tra successivi contratti fissati in 60 giorni per contratti di durata fino a 6 mesi e in 90 per quelli di durata superiore. Contratto acausale per la durata massima di 12 mesi, non prorogabile e con possibilità di deroga tramite accordi collettivi a livello interconfederale.
Dopo: periodi di sospensione di 10 giorni fra i contratti fino a 6 mesi e di 20 per quelli di durata superiore ai 6 mesi. Contratto acausale stipulato anche nei casi previsti dai contratti collettivi di livello aziendale e prorogabile, ferma restando la durata massima complessiva di 12 mesi.

INTERMITTENTE 
Prima: nessun limite temporale all’utilizzo del contratto a chiamata. Termine del 13 luglio 2013 per la cessazione degli effetti degli accordi già sottoscritti alla data di entrata in vigore della riforma Fornero (legge n. 92/12) che non siano compatibili con le modifiche introdotte dalla stessa legge.
em>Dopo: limite di 400 giornate annue di lavoro in 3 anni solari, riferito a ciascun lavoratore con il medesimo datore di lavoro, superato cui l’intermittente diventa a tempo pieno e indeterminato con esclusione del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo. Termine del 13 luglio 2013 prorogato all’1 gennaio 2014.

CO.CO.PRO.
Prima: contratti a progetto non stipulabili per lo svolgimento di compiti «meramente esecutivi o ripetitivi», con l’effetto di restringere notevolmente l’ambito di applicazione della disciplina. Forma scritta dell’accordo ed elencazione degli elementi contrattuali obbligatori richiesta solo a fini probatori.
em>Dopo: contratti non stipulabili per lo svolgimento di compiti «meramente esecutivi e ripetitivi». Richiesta la definizione per iscritto degli elementi contrattuali obbligatori. Per le attività «outbound» nei call center l’espressione «vendita diretta di beni e di servizi» ricomprende sia le attività di vendita diretta di beni, sia le attività di servizi.

ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE
Ammessi massimo tre associati in una medesima attività (eccetto parenti e affini). Contratto utilizzabile solo per attività caratterizzate da competenze teoriche di grado elevato o capacità tecnico pratiche specifiche
Regolarizzabile entro il 30 settembre l’utilizzo abusivo di questa tipologia contrattuale attraverso assunzioni a tempo indeterminato (anche apprendistato) previste da accordi collettivi. Obbligo della convalida delle dimissioni degli associati.

APPRENDISTATO
Apprendistato suddiviso in tre tipologie contrattuali: apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, apprendistato professionalizzante e apprendistato di alta formazione e ricerca.
Possibile trasformare l’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, dopo il conseguimento della qualifica o del diploma professionale, in apprendistato professionalizzante (o contratto di mestiere).

Fornero
Prima: si manteneva lo status di #Disoccupazione in caso di svolgimento di lavoro subordinato di durata inferiore a 6 mesi. Perdita dello status in qualsiasi caso di accettazione di un lavoro subordinato indipendente dall’entità del ricavo conseguito.
em>Dopo: chi ricava un reddito minimo annuo conserva lo status di disoccupato se il ricavato resta all’interno della soglia esclusa da imposizione fiscale (8.000 euro annui per il lavoro subordinato e 4.800 euro per quello autonomo). Invariato il limite dei 6 mesi.

DISTACCO
Anche nel contratto di rete, introdotto dalla legge n. 33/09, l’interesse del distaccante non può essere meramente economico. L’inserimento del lavoratore nell’impresa distaccataria, a sua volta, deve essere temporanea.
Nel caso di distacco del lavoratore fra imprese che abbiano stipulato un contratto di rete, viene introdotta la presunzione della sussistenza dell’interesse al distacco. Una presunzione giustificata dallo sviluppo di forme di collaborazione reciproca.

START UP
Prima: i soci devono essere persone fisiche e detenere al momento della costituzione e per i successivi 24 mesi la maggioranza delle quote o azioni rappresentative del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria.
em>Dopo: i soci non devono più essere necessariamente persone fisiche e detenere per 24 mesi la maggioranza del capitale sociale. Diminuita al 15% la percentuale di spese in R&S. Almeno due terzi della forza lavoro possono possedere la laurea magistrale.

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