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Riforma del Catasto entro il 2018

Riforma del Catasto entro il 2018
Dopo l’alleggerimento dei tributi locali per famiglie e imprese, adottati con la legge n. 208/2015 (eliminazione Tasi prima casa e Imu imbullonati), palazzo Chigi intende proseguire sul lungo e tortuoso percorso che porta a una riforma organica dei valori catastali

Riforma del catasto entro il 2018, ma non prima di aver portato a termine «complesse operazioni di allineamento delle basi dati». Nel frattempo i Comuni potranno proseguire con gli interventi di riclassamento catastale già in corso: le azioni adottate finora dagli enti locali, sia a livello di microzone sia a livello puntuale, hanno fatto emergere maggiori rendite per 365 milioni di euro. Stop alle clausole di salvaguardia su accise e Iva nel 2017, con probabile rinvio degli aumenti di aliquota: manovra che comporterà minori entrate per oltre 60 miliardi di euro fino al 2019, da coprire tramite recupero dell’evasione, rimodulazione delle spese fiscali e spending review. Mentre la riduzione delle aliquote Irpef, già annunciata dal governo entro il biennio 2017-2018, sarà approntata in legge di Stabilità «in base agli spazi finanziari disponibili nel rispetto dei saldi di finanza pubblica». Sono questi alcuni degli interventi di politica fiscale illustrati dall’esecutivo nel Def 2016.

Dopo l’alleggerimento dei tributi locali per famiglie e imprese, adottati con la legge n. 208/2015 (eliminazione Tasi prima casa e Imu imbullonati), palazzo Chigi intende proseguire sul lungo e tortuoso percorso che porta a una riforma organica dei valori catastali. Questo obiettivo, che ha mosso i primi passi con l’attuazione della delega fiscale e punta a realizzarsi nel 2018, necessita però di una complessa fase di studio preliminare, «per valutare in modo accurato gli effetti di gettito e distributivi sui contribuenti». Nelle more della riforma, i singoli Comuni possono tuttavia utilizzare i due strumenti messi a disposizione dalla legge n. 311/2004. I Municipi possono richiedere all’Agenzia delle Entrate la revisione parziale del classamento delle unità immobiliari di proprietà privata, ubicate nelle microzone comunali caratterizzate da un anomalo scostamento fra il valore medio di mercato e il valore medio catastale degli immobili. Operazione posta in essere finora in 17 città italiane (tra le quali Roma, Milano, Bari, Lecce, Napoli e Ferrara) e che ha dato luogo a un vastissimo contenzioso. Nel complesso, la revisione ha fatto emergere un incremento delle rendite di circa 184 milioni di euro. La procedura di revisione puntuale dei classamenti incoerenti (per intervenute variazioni edilizie), attivabile sempre su richiesta degli enti locali, ha coinvolto invece 1.300 Comuni, con 94.500 atti notificati e maggiori rendite attribuite per 181 milioni di euro.

Sempre nel 2016, conferma il Def, il governo dovrebbe adottare le misure attuative della disciplina comunitaria sul gruppo Iva, che attribuisce agli Stati membri la possibilità di considerare come un unico soggetto passivo più società, stabilite nello stesso paese, giuridicamente indipendenti, ma strettamente vincolate fra loro da rapporti finanziari, economici e organizzativi.

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