Fisco

Riccometro: la prima casa pesa sempre di più

Riccometro: la prima casa pesa sempre di più
Anche il nuovo Isee sconta l’effetto Imu: sul calcolo della casa all’interno del «patrimonio» familiare si concentrano molte delle novità portate dal Dpcm

Anche il nuovo Isee sconta l’effetto Imu, e di conseguenza la sua applicazione nel tempo (il via libera è previsto 30 giorni dopo l’entrata in vigore del Dpcm) dipenderà anche dall’evoluzione che il fisco sulla casa subirà con la «riforma complessiva» promessa dal Governo entro fine agosto.
Sul calcolo della casa all’interno del «patrimonio» familiare si concentrano molte delle novità portate dal testo approvato ieri in Conferenza unificata.

Il meccanismo generale dell’indicatore non cambia, e somma il reddito (in cui ora entrano anche le entrate soggette a tassazione separata, per esempio la cedolare) al patrimonio considerato per il 20 per cento. Proprio su questo secondo versante si concentrano le novità maggiori, a partire dagli immobili. Il punto di partenza, com’è ovvio, diventa il valore della casa ai fini Imu, che sostituisce il vecchio riferimento all’Ici alzando quindi del 60% il parametro di riferimento. Su questa base innalzata si innesta la nuova “filosofia” dell’Isee, che moltiplica franchigie e sconti tagliati su misura per le situazioni di maggiore difficoltà (famiglie numerose, presenza di non auto-sufficienti, e così via). L’indicatore finale, insomma, prova ad adattarsi in maniera più flessibile alle condizioni reali della famiglia, ma in moltissimi casi l’aumento del valore fiscale della casa di proprietà, dove abitano tre italiani su quattro, alza il risultato.

Con il vecchio metodo, il valore ai fini Imu abbattuto da una franchigia di 100 milioni di lire (51.646 euro) oppure pari al mutuo residuo veniva considerato per un quinto. Nel nuovo sistema, il valore Imu (a cui si sottrae l’eventuale mutuo residuo) viene abbattuto di un terzo e considerato per un quinto, sottraendo poi una franchigia proporzionale al numero dei familiari. Per una casa senza mutuo abitata da una famiglia di 4 persone, l’effetto è regressivo, nel senso che meno vale la casa più peggiora il risultato rispetto al vecchio Isee. Se c’è un mutuo il discorso cambia, e le nuove regole sono più favorevoli fino a quando la casa non supera i 240mila euro di valore Imu.
Un’evoluzione simile riguarda i risparmi depositati sul conto corrente: la vecchia franchigia fissa da 15.493,7 euro (30 milioni di lire) lascia il posto a uno sconto base da 6mila euro, che aumenta (fino a 10mila euro) in proporzione al numero dei componenti del nucleo familiare.

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