Fisco

Revisori, censiti incarichi e ricavi

L'istituzione nel Registro dei revisori delle sezioni relative a soggetti attivi e inattivi mira a rendere più stringenti gli obblighi di formazione continua
L’istituzione nel Registro dei revisori delle sezioni relative a soggetti attivi e inattivi mira a rendere più stringenti gli obblighi di formazione continua

L’istituzione delle due sezioni del Registro dei revisori legali, relative a soggetti attivi e inattivi, è stata prevista per rendere più stringenti gli obblighi di formazione continua nei confronti dei revisori che esercitano l’attività. Lo ribadisce il Mef con la circolare n. 34, rammentando che i revisori iscritti nella sezione attivi, oltre all’obbligo formativo e al controllo della qualità, sono soggetti al pagamento del contributo annuale commisurato all’ammontare dei ricavi e corrispettivi realizzati.

Gli incarichi, che devono essere comunicati per la prima formazione del Registro entro il 23 settembre, sono quelli per i quali viene rilasciata la relazione di revisione (articolo 14 del D.lgs n. 39/10). Pertanto, ai fini del transito e della permanenza nella sezione revisori attivi, non sono assimilabili alla revisione legale le attività consistenti nel rilascio di pareri, attestazioni e perizie, quali per esempio le relazioni sulle fusioni e, più in generale, i pareri in qualità di esperto ai sensi degli articoli 2501-bis e 2501-sexies del Codice civile.

Sono soggetti all’obbligo di comunicazione tutti gli incarichi di revisione, anche in qualità di componente supplente dell’organo di controllo, per i quali il codice civile o altre disposizioni prevedono la revisione legale del bilancio di esercizio o del bilancio consolidato. Non sono oggetto di comunicazione gli incarichi nei collegi sindacali di società che non prevedono lo svolgimento della funzione di revisione legale: per qualificare l’attività di revisore legale ai sensi del D.lgs n. 39/10 al di fuori delle tipologie societarie nelle quali è sempre obbligatoria, necessita una verifica caso per caso delle specifiche previsioni di legge o statutarie che regolano l’attività di controllo contabile dei bilanci.

Per gli incarichi di componente del collegio dei revisori dei conti degli enti pubblici, l’esame congiunto dell’articolo 14 del D.lgs n. 39/10 e dell’articolo 20 del D.lgs n. 123/2011 porta alla conclusione che la revisione legale è da ricondurre solo all’articolo 14 del citato decreto.

L’articolo 13 del Dm n. 145/2012 prevede che siano comunicati, per ciascun incarico, anche durata e relativi corrispettivi. Per la durata, deve essere specificata la data di inizio incarico e la data di scadenza, individuata in via presuntiva nella data di fine esercizio finanziario oggetto di revisione, avendo cura di comunicare tempestivamente la data di effettiva cessazione dell’incarico. Gli importi dei corrispettivi sono quelli lordi riferiti alla sola attività di revisione, escludendo quelli dell’attività di componente del collegio sindacale.

L’emanazione della circolare è opportuna, ma ancor più utile sarebbe una proroga della comunicazione dei dati rispetto alla data del 23 settembre, a causa del periodo feriale e ancor più per le difficoltà incontrate da molti revisori nella comunicazione telematica dei dati. Questo anche se, al momento, non pare sia prevista alcuna specifica sanzione automatica allo scadere del termine: tuttavia l’iscrizione deve essere vista dai revisori a loro favore e a tutela della loro attività.

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