Diritto

Responsabilità degli enti: in caso di fallimento obbligatoria la confisca per equivalente, in secondo piano gli interessi dei creditori

Via libera alla confisca per equivalente senza un esame preventivo degli interessi dei creditori
Via libera alla confisca per equivalente senza un esame preventivo degli interessi dei creditori

La confisca per equivalente prevista dalla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti è obbligatoria al pari di quella prevista dal codice penale. In caso di fallimento la misura può essere dunque applicata, senza valutare preventivamente le ragioni dei creditori. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19051, respinge il ricorso del curatore fallimentare della società Tecno Hospital, legata a Gianpaolo Tarantini come amministratore di fatto.

Il curatore chiedeva la restituzione dei beni considerandosi estraneo ai reati di corruzione e truffa aggravata commessi a vantaggio della Srl. Con il ricorso si sosteneva anche la natura facoltativa, e non obbligatoria, del provvedimento disposto in base al Dlgs 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Secondo il ricorrente la norma disegnata dall’articolo 19 del Dlgs 231/2001 avrebbe un carattere facoltativo dimostrato dalla presenza della locuzione può. Per questo prima di applicare il provvedimento servirebbe un esame comparativo tra i diversi interessi in gioco: della confisca e dei creditori.

Ma la Cassazione sgombra il campo dall’equivoco. L’articolo 19 non mette in discussione l’obbligo ma crea un “alternativa”, facendo scattare la confisca per equivalente quando non è possibile pescare i proventi delle azioni illecite, di cui è certa l’esistenza, nella sfera giuridico-patrimoniale dell’autore del reato. In tal caso si può procedere alla confisca per equivalente su beni che non sono collegati al reato. Nel caso specifico era stato sequestrato il profitto costituito dal maggior prezzo ricavato dalla fornitura di quattro tavoli operatori, pagati da un ospedale una cifra decisamente maggiore rispetto a quella sborsata da una Als di Bari.

Affermata l’obbligatorietà della misura, la Cassazione nega la necessità di “pesare” preventivamente gli interessi dei creditori: l’unica valutazione a cui la confisca per equivalente è subordinata riguarda la confiscabilità del bene. Respinta al mittente anche l’eccezione sull’estraneità del curatore. Il concetto di appartenenza ha, infatti, una portata più ampia del diritto di proprietà: può dirsi estraneo solo il terzo che non partecipa in alcun modo né al reato né all’utilizzazione dei profitti che da questo sono derivati. Unico punto a favore del ricorrente la Cassazione lo fa segnare sull’entità del bene sequestrato. Per una valutazione più attenta sul valore dei beni, che non superi il profitto, la Corte rinvia al Tribunale di Bari.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 19051/2013

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