Fisco

Responsabilità civile sui 730 precompilati: questione rimessa all’IVASS

Responsabilità civile sui 730 precompilati: questione rimessa all'IVASS
La responsabilità civile sui 730 precompilati finisce in mano dell’Istituto per la vigilanza delle assicurazioni. Che entro pochi giorni sarà tenuto a fornire un parere sulla fattibilità giuridica del nuovo regime di responsabilità per chi appone il visto di conformità alla dichiarazione

La responsabilità civile sui 730 precompilati finisce in mano dell’Istituto per la vigilanza delle assicurazioni. Che entro pochi giorni sarà tenuto a fornire un parere sulla fattibilità giuridica del nuovo regime di responsabilità per chi appone il visto di conformità alla dichiarazione.

Con questa promessa si è chiuso il tavolo tecnico che ha visto riuniti insieme l’Agenzia delle Entrate, l’Ivass, l’Ania (assicurazioni), la consulta dei Caf e i rappresentanti degli ordini dei commercialisti e quelli dei consulenti del lavoro.

L’ente regolatore ha infatti assicurato che nei prossimi giorni arriverà una posizione giuridica ufficiale che molto probabilmente andrà nella direzione di consentire (anche se nessuno lo ha detto ufficialmente) alla compagnie assicuratrici di estendere nelle attuali polizze anche le sanzioni dirette da parte del fisco, previsione fino ad ora vietata dal codice delle assicurazioni.

Il problema nasce proprio dagli obblighi che derivano dal D.Lgs. n. 175/14 sulle semplificazioni, quello che ha introdotto appunto il 730 precompilato. I centri di assistenza fiscale, i commercialisti, i consulenti del lavoro e gli altri intermediari che intendono esercitare la facoltà di apporre il visto di conformità sono, infatti, obbligati ad aggiornare le loro polizze assicurative non solo innalzando a 3 milioni di euro la soglia minima di massimale, perché in caso di errore devono garantire il risarcimento ai clienti e allo Stato, ma anche di estendere, nel caso di visto infedele, la garanzia al pagamento di una somma equivalente alle imposte che sarebbero state chieste al contribuente.

In sostanza l’Rc deve coprire anche le imposte eventualmente non versate dal contribuente. E qui arrivano i primi nodi, visto che le assicurazioni come denunciato dagli stessi professionisti, sono restie ad assicurare prevedendo questa clausola. Non tanto per cattiva volontà ma perché il loro codice ha vietato fino ad ora di assicurare questo tipo di sanzioni.

«Ora la speranza», ha spiegato Luigi Mandolesi delegato alla fiscalità per il consiglio nazionale dei commercialisti, «è che vengano risolte le relative problematiche giuridiche e interpretative in modo che successivamente possiamo poi provvedere a una convenzione per una nuova polizza che copra i nuovi rischi al miglior prezzo possibile. Certo, ancora una volta siamo in piena emergenza visto che il debutto del nuovo modello è dietro l’angolo». «Finalmente dopo mesi di silenzio da parte delle compagnie di assicurazione», ha commentato invece Valeriano Canepari, presidente della consulta dei Caf, «ora ci sono le condizioni per sedersi a un tavolo e gestire le polizze vedendo i costi».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *